Quanta Co2 emetti? Adesso un sito web calcola il tuo inquinamento quotidiano…
Finalmente saremo in grado di scoprire quanta Co2 emettiamo con le nostre attività. La General Electric ha appena pubblicato un sito internet che calcola le emissioni di ogni singola attività umana. L’obiettivo, oltre che a creare curiosità, è evidentemente quello di far rendere conto ad ognuno di noi quanto inquiniamo, e magari farci correggere le cattive abitudini.
Il sito di Kataweb ha tradotto in italiano le attività più comuni, mentre su quello originale si va maggiormente nel dettaglio. In entrambi i casi però è facile intuire il tasso di inquinamento di ognuno di noi. Ad esempio, se decidete di vedere un bel film, sarebbe preferibile guardarlo in tv, dato che un’ora davanti a un televisore (continua…)
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Le aziende biologiche sono un ottimo esempio del rispetto per la natura a livello familiare e lavorativo. Se riuscissero a “fare rete”, il nostro ambiente avrebbe un alleato in più in attesa di una tutela politica seria e coraggiosa.
Per il terzo anno consecutivo, l’azienda agricola biologica friulana Canais propone il progetto “Adotta un alveare Bio”. L’iniziativa consente, a chiunque lo voglia, di adottare una delle arnie della fattoria per un anno. In cambio si avranno 10 chili di miele biologico. Da quest’anno è possibile adottare anche solo metà dei telaini di un’arnia e avere in cambio 5 kg di miele biologico. Si può scegliere un nome per l’alveare adottato e si riceverà l’attestato che certifica l’adozione. Sono previste anche adozioni per i gruppi (amici, colleghi, Gas, ecc.)
La crisi economica non ferma l’ascesa del biologico. Se i consumi alimentari convenzionali tirano il freno (meno 0,6% nel 2010), il segmento Bio continua la sua corsa, mettendo a segno un incremento del 12,1% solo tra gennaio-ottobre 2010.
Il Sana cambia strada. Tentandone di nuove, visto che negli anni il declino è stato evidente. L’appuntamento di Bologna destinato al biologico diventa solo professionale (non sarà più consentita la vendita di prodotti) e si propone agli operatori come punto di incontro del Mediterraneo.
“Il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia europea sulla causa che oppone l’apicoltore Karl Heinz Bablok al Land della Baviera è l’ennesima dimostrazione del fatto che la coesistenza in campo aperto tra coltivazioni tradizionali e coltivazioni Ogm è semplicemente impossibile”, è il duro commento di Andrea Ferrante, presidente nazionale di Aiab, sulla controversia tedesca che ha portato l’avvocato generale della Corte di giustizia europea a concludere che il miele in cui è riscontrabile la presenza di polline di mais Ogm, nella fattispecie Mon 810, e gli integratori alimentari a base di polline contenenti contaminazioni della medesima varietà di mais, devono essere soggetti a un’autorizzazione all’immissione in commercio e devono essere etichettati come Ogm, indipendentemente dal fatto che tale materiale sia stato incluso intenzionalmente o meno.
I ricercatori della Newcastle University hanno scoperto che il latte raccolto nel corso di un’estate particolarmente umida e fredda e nell’inverno successivo nel Regno Unito aveva un più alto contenuto di grassi saturi e un contenuto molto basso di acidi grassi benefici rispetto a un anno cosiddetto “normale”.
Il tema del 2011 sarà l’alimentazione mondiale e il commercio equo, un argomento talmente importante da portare alla scelta di non nominare la solita “nazione dell’anno”, almeno per questa edizione. Stiamo parlando di BioFach, la più importante fiera mondiale del biologico, che si terrà a Norimberga dal 16 al 19 febbraio.
Dopo tre anni dalla prima presenza nel continente africano (con l’edizione di Nairobi), il Forum Sociale Mondiale (che vuole essere un contrappeso al forum economico mondiale di Davos) torna in Africa per la sua XI edizione. Migliaia tra attività autorganizzate, incontri, dibattiti, iniziative proposte da centinaia di organizzazioni della società civile che lavorano ad un “altro mondo possibile” si terranno dal 6 all’11 febbraio nel Campus dell’Università Cheikh Anta Diop a Dakar, in Senegal.
Più di un magnate sta acquistando ettari di terreni agricoli, sparsi qua e là per il mondo. Perché? Partiamo da un presupposto. Il progressivo spopolamento delle aree agricole mondiali si deve alla scarsa redditività dell’agricoltura. I costi di produzione, infatti, troppo spesso superano quelli di vendita all’origine, mentre sono le filiere di lavorazione e distribuzione a far lievitare i prezzi. Risultato: a rimetterci sono prima il produttore, poi il consumatore. Dato questo teorema ormai dato per scontato, le possibilità future sono due: la fine dell’agricoltura, diventata del tutto anti-economica, oppure l’esplosione degli investimenti, con conseguenti forti aumenti dei prezzi. 










