Negli ultimi dieci anni, la Tunisia ha continuato a sviluppare le proprie competenze in campo di prodotti biologici. “I prodotti biologici tunisini, conosciuti sotto il marchio Tunisia Bio, stanno diventando sempre più importanti sul mercato nazionale e vengono sempre più richiesti su quello internazionale”, riferisce Elke Peiler, responsabile del progetto settore alimentare per la compagnia tedesco-tunisina Ihk.
I datteri sono un prodotto tipico tunisino e fanno parte della tradizione del Paese nordafricano. Nel settore del biologico, i datteri sono il secondo prodotto tunisino (continua…)
In Italia il biologico è ormai una realtà, ma anche nel resto dell’Europa e nel mondo si sta tornando ai vecchi metodi che se prima erano naturali, adesso sono condizionati dall’uomo. Ogni parassita delle piante ha il suo predatore e molti agricoltori si sono accorti che è più economico e proficuo spargere per i campi questi predatori che gli ormai superati e dannosi pesticidi. Per esempio, le coccinelle sono ghiotte di afidi, i “pidocchi” delle piante da frutto e degli ortaggi. Creare un nido di coccinelle risolve il problema alla radice e i frutti acquistano una genuinità unica. (continua…)
Mandare in confusione i maschi per garantire viticoltura biologica. È la tecnica messa a punto dalla cantina cooperativa Valpolicella di Negrar (Verona), premiata a Roma nella prima edizione del premio “Impronte d’eccellenza. Tecniche agronomiche sostenibili per una viticoltura di valore”, promosso “per l’estensiva applicazione della viticoltura biologica e per la riduzione dell’impatto ambientale su una rilevante quantità di territorio coltivato, soprattutto per quanto riguarda la sostituzione dei trattamenti insetticidi (utilizzo del Bacillus Thuringensis Kurstaki e (continua…)
Mai come in questo caso le organizzazioni degli agricoltori sarebbero felici di avere torto: secondo i primi dati diffusi dal sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani, l’Imu per le imprese agricole, così come è stata rivista dal governo nel decreto “salva Italia”, a fine anno costerebbe appena 52 milioni di euro: “Notevolmente sotto i 120 milioni inizialmente previsti dal ministero per il settore”, ha detto Ceriani. E cifra lontanissima dalle previsioni delle organizzazioni e non solo, tra l’1,5 e i 3 miliardi di euro. Ma ancora sul conto finale non v’è certezza. (continua…)
È Emanuele De Caro, ventiquattrenne napoletano, il vincitore del primo concorso per giovani artisti “100 secondi per il consumo sostenibile”, promosso da AcquistiVerdi.it, il portale degli acquisti verdi, con il patrocinio dell’Associazione Giovani artisti italiani (Gai), dell’Associazione Giovani Artisti dell’Emilia-Romagna (Ga/Er) e del Comune di Ferrara.
De Caro, con il suo “100% apple” ha vinto la classifica che premiava i gusti degli utenti di AcquistiVerd.it , ottenendo 2062 “mi piace” Facebook, e si è aggiudicato anche il premio “Green 2.0” assegnato da una giuria.
La motivazione della giuria è eloquente rispetto al valore del video vincitore: “Il video non solo è un prodotto di ottima fattura sia in termini di riprese che di montaggio, ma ha saputo cogliere a pieno ed in modo originale uno dei temi cardini correlati al consumo sostenibile, la provenienza e la qualità degli ingredienti. La sceneggiatura sagace e accattivante, inoltre, si adatta molto bene al contesto del green-webmarketing avendo insite buone potenzialità in termini di viralità”.
Gli altri vincitori del contest sono stati Elena Morandi, con il video “L’alba di domani”, seconda classificata con 902 “mi piace” Facebook e Rosa Vicari, con il video “100 secondi per la lentezza”, con 417 “mi piace” Facebook.
Primo classificato “100% Apple” di Emanuele De Caro
Secondo classificato “L’alba di domani” di Elena Morandi
Terzo classificato
“100 secondi per la lentezza”
di Rosa Vicari
A Melbourne, capitale del Victoria, in Australia, le api si sono trasferite in città. Con il progetto Melbourne City Rooftop Honey si mira, infatti, a dare “nuova casa” ai 40 sciami di api mellifere, colonie selvatiche che sono state salvate dallo sterminio durante la primavera e l’estate e non sarebbero sopravvissute ai mesi invernali. Gli alveari, oggi già 500, sono stati installati sui tetti di bar, ristoranti, alberghi e giardini privati dei vicoli del centro città o nei quartieri periferici, dove una squadra di volontari del Melbourne Beekeepers Club si dedica al loro mantenimento quotidiano, grazie anche alle donazioni della comunità. Ci sono già 300 persone in lista d’attesa per partecipare attivamente al progetto.
L’obiettivo degli apicoltori è quello di far tornare le api sui tetti della città e nei sobborghi di Melbourne per contribuire a salvare la specie dalle varie minacce di malattie e di insediamenti umani, che nel corso (continua…)