Finalmente la Ue vara il regolamento sui vini biologici, sui solfiti si poteva fare meglio…
L’Europa riconosce il vino biologico doc. Una conquista importante per i viticoltori biologici italiani ed europei, che dalla vendemmia 2012 potranno utilizzare il termine “vino biologico” sulle etichette. La decisione a Bruxelles dal Comitato per la produzione biologica dell’Ue è stata commentata con soddisfazione dal commissario Ue all’agricoltura, Dacian Ciolos, secondo cui “si dà ai consumatori la certezza che un vino biologico è stato prodotto applicando norme più rigorose”.
Il nuovo regolamento entrerà in vigore il prossimo primo agosto e permetterà ai viticoltori biologici di utilizzare il termine (continua…)
Presentate in gennaio al Pitti Uomo di Firenze (l’evento italiano a livello internazionale più importante per le collezioni di abbigliamento e accessori uomo) hanno registrato un successo straordinario. Sono tessuti per l’abbigliamento in lana di pecora nera al mirtillo nero della Rigoni di Asiago, lo stesso frutto impiegato nella produzione delle marmellate dell’azienda biologica vicentina.
Venerdì 10 febbraio, alle 20.15, al cinema Piccolo Apollo di Roma, in via Conte Verde, 51 (c/o Itis Galilei) verrà proiettato il film-cult “Senza Trucco”. Ingresso gratuito con sottoscrizione libera. Saranno presenti in sala la regista Giulia Graglia, il produttore Marco Fiumara e una delle quattro protagoniste, Nicoletta Bocca. Alla proiezione e al dibattito seguirà una degustazione che aprirà ufficialmente un weekend tutto dedicato al vino biologico
La nuova Imposta Municipale Unica sui terreni e sui fabbricati agricoli è avvolta dal caos. Innanzitutto, anche se può sembrare assurdo, nessuno sa quale sarà il costo per le imprese agricole. E’ stato chiesto al ministero dell’Agricoltura, il quale ha risposto che spetta all’Economia fare le stime. Economia che fa orecchie da mercante.
Era quasi inevitabile. Il biologico inizia ad interessare anche la nicchia dei superalcolici, per altro alla ricerca di alternative commerciali, visto il calo di consumi registrato. In avanscoperta sta andando la Origine Green Spirits, laboratorio di produzione che ama differenziarsi: sia per per ubicazione (Cengio, Val Bormida, Appennino savonese, 4 mila anime appena, custodi di uno dei luoghi di maggior densità boschiva d’Europa), sia per filosofia produttiva. Origine ha rilanciato la tradizione dei liquori casalinghi a base di erbe indigene, innestandovi un tocco di arguta contemporaneità con la prima produzione di vodka biologica. Il distillato è ottenuto unicamente da grano biologico, proveniente da coltivazioni italiane del nord-ovest, nei rispetto dei tradizionali cicli agricoli. L’acqua, inoltre, proviene dalle fonti Lurisia (1460 mt, Cuneo) nelle Alpi Marittime.
Centocinquanta mila dollari per un chilogrammo di tè. Può esistere un infuso dal costo così esorbitante? Sì, esiste. Se l’è inventato An Yanshi, un professore dell’Università cinese di Sichuan. An Yanshi ha ovviamente un segreto per riuscire a coltivare un tè dal valore pazzesco: la concimazione. La pianta in questione, infatti, è concimata solo con escrementi di panda. Avete letto bene: escrementi del simpatico orso simbolo della Cina e degli animali in via di estinzione.
“Nel decreto legge liberalizzazioni approvato c’è tanto per il rilancio dell’agricoltura italiana, che occupa più di un milione di persone e fa più del 10% del Pil, anche se è stata data più attenzione mediatica ai taxi”. Così il ministro delle Politiche agricole Mario Catania ha spiegato, oggi a Roma, le novità per l’agricoltura, “settore, a cui è già stato chiesto tutto il sacrificio possibile”.
L’aumento dei prezzi dell’energia fossile e i problemi legati ai cambi climatici sono sempre più d’attualità. Al riguardo, è stato da poco pubblicato sulla rivista Agronomy for Sustainable Development un articolo che analizza le ragioni fondamentali a supporto dell’agroecologia quale opzione sostenibile per rispondere ai bisogni alimentari planetari. Il contributo, dal titolo “Agroecologically efficient agricultural systems for smallholder farmers: contributions to food sovereignty”, porta le firme di Miguel Altieri (University di Berkeley), F. R. Funes-Monzote (Università di Matanzas, Cuba) e P. Petersen (AS-PTA, Brasile).
Si chiama “Vivit-Vigne, Vignaioli, Terroir”, e sarà lo spazio del Palaexpo di Verona che
In Italia il fenomeno degli orti urbani stenta a decollare, a Londra, invece, è in pieno sviluppo. Per ora gli orti urbani sono 611, diventeranno 2.012 entro la fine di quest’anno.










