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bioCalano i produttori ma aumentano i trasformatori. La fotografia del settore biologico, secondo i nuovi dati diffusi dal Sinab, registra una crescita delle superfici coltivate in biologico del 10%. L’Italia mantiene il primato in Europa per numero di operatori certificati impegnati nella filiera dell’agricoltura biologica e resta leader europeo per ettari di superficie coltivati secondo il metodo biologico, escludendo i boschi e i pascoli dove primeggia la Spagna.
“I prodotti della nostra agricoltura biologica vengono apprezzati sempre di più dai cittadini italiani ed europei – ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan commentando gli ultimi dati, relativi al 2009 – ma bisogna fare ancora di più per sostenere le imprese agricole biologiche, che si impegnano in un settore che fa della qualità, per i prodotti e per l’ambiente, il suo asse portante”.
Al 31dicembre 2009 sono 48.509 gli operatori biologici in Italia, con una riduzione complessiva, rispetto allo scorso anno, di circa due punti percentuali. Sono soprattutto i produttori a risentire di un calo importante (-3.7%), mentre i trasformatori che operano in regime di agricoltura biologica continuano a crescere (+3.5%). Per le superfici, invece, vengono registrati dal Sinab 1.106.684 ettari coltivati in biologico, con una crescita rispetto allo scorso anno pari a circa il 10%.
“Di concerto con le Regioni – precisa Galan -, anche nell’attuazione dei Piani di sviluppo rurale bisogna favorire la conversione di nuove aziende verso il biologico e individuare degli strumenti, per migliorare la strutturazione delle filiere, di cui il biologico ha fortemente bisogno. L’obiettivo che ci poniamo è quello di favorire quanto più possibile l’accesso delle nostre imprese agricole a questo mercato in forte espansione e rispondere quindi alle richieste dei consumatori”.
Secondo i dati del Sinab alle regioni del sud spetta il primato per superfici agricole condotte secondo il metodo biologico (Sicilia, Puglia e Basilicata) e per numero di aziende agricole biologiche (Sicilia, Calabria e Puglia) mentre al nord sono concentrate la maggior parte delle imprese di trasformazione (con il primato dell’Emilia Romagna e della Lombardia).
I principali orientamenti produttivi del biologico italiano (escluse le superfici a foraggi, prati e pascoli) riguardano, in ordine di importanza: i cereali, l’olivo, la frutta (compresa quella in guscio), la vite, gli agrumi e gli ortaggi.

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Un commento
  • Giuseppe Lembo
    10.07.2010 ore 23:00

    tutte chiacchiere, se poi la regione puglia di fatto mette fuori concorso le aziende agricole con superficie inferiore ai trenta ettari.

    che il biologico va bene ed andrà meglio è fuori discussione, il buono alla fine, anche se con tanti stenti deve sempre primeggiare, però quel ministro non dica cavolate quando parla di voler spingere il settore biologico, non dimentichiamo che è lui che vuole la sperimentazione degli ogm e chissà quali altre cavolate farebbe se gli si desse carta bianca.

    Menomale che Zaia, anche se da governatore del Veneto, si fa sentire ogni tanto.



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