Puntualmente, come ogni anno, tra agosto e settembre, guarda caso quando si avvicina il “Sana”, la manifestazione fieristica sul Bio più importante d’Italia, da qualche media arriva un attacco di grande portata (o presunta tale) al biologico. Quest’anno i fuochi d’artificio a dire il vero sono iniziati un po’ prima del previsto. Forse perché in serbo c’è qualcos’altro?
Fatto sta che a fine luglio il quotidiano “La Stampa”, con un articolo a firma di Luigi Grassia, ha sparato nel mucchio. Ha preso spunto da uno studio firmato dalla Food Standard Agency britannica, sviluppato per molti anni e pubblicato prossimamente dall’American Journal of Clinical Nutrition, le cui conclusioni, espresse dallo stesso direttore del progetto, Alan Dangour, sono: “…non emerge prova di alcun beneficio significativo per la salute derivante dal nutrirsi di alimenti cosiddetti biologici. Tracce di minuscole differenze si possono osservare, ma è improbabile che abbiano rilevanza per la salute pubblica”.
Come dire: mangiare un prodotto alimentare cresciuto a sostanze chimiche e mangiare un prodotto cresciuto senza impiego di chimica varia (pestici in testa) per il tuo organismo è la stessa cosa. Mah…
La FederBio, a dire il vero un po’ tardivamente, ha a sua volta replicato con delle motivazioni molto sensate che sono l’essenza stessa dell’agricoltura biologica e di tutto quello che corporta produrre Bio e mangiare Bio. Riportiamo integralmente la dichiarazione di Paolo Carnemolla, presidente di FederBio, perché rispecchia il pensiero di BlogBiologico.it.
“La scelta di acquistare e nutrirsi di cibi biologici porta con sé una serie di valori che abbracciano più ambiti, dalla salvaguardia ambientale alla tutela della salute. Il prodotto biologico non vanta di per sé caratteristiche qualitative superiori o nutrizionali migliori rispetto al tradizionale. Per agricoltura biologica s’intende invece un metodo di coltivazione, di allevamento e di produzione di alimenti che ammette solo l’impiego di sostanze naturali, escludendo l’utilizzo di elementi di sintesi chimica, come concimi, diserbanti e insetticidi, e di Ogm. Inoltre, il modello di agricoltura biologica evita lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria; in tema di allevamento, si pone poi la massima attenzione al benessere degli animali, che si nutrono di erba e foraggio biologico e non assumono antibiotici, ormoni o altre sostanze che stimolino artificialmente la crescita e la produzione di latte. Inoltre, nelle aziende agricole devono esserci ampi spazi perché gli animali possano muoversi e pascolare liberamente”.
Concludo con un’osservazione. Per chi non lo sapesse, la Food Standard Agency britannica è piuttosto conosciuta tra gli addetti ai lavori. E’ un’istituzione che da sempre sostiene gli Ogm e critica i prodotti biologici. Ma tu guarda…
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Con l’estate arriva l’attacco mediatico al Bio. Come sempre ispirato dai sostenitori Ogm
scritto da Giovanni Bertizzolo | postato in Agricoltura biologica, Ricerche sul biologico




























05.05.2010 ore 16:07
Questo articolo è veramente interessante