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pesto-biffiAl Cibus, che si è chiuso ieri a Parma, la Formec-Biffi di San Rocco al Porto (Lodi) ha presentato il suo nuovo pesto biologico senza glutine. Adatto, quindi, anche a chi soffre di intolleranze alimentari. Un prodotto fresco, di qualità, da pochi giorni in commercio nella Gdo col marchio Biffi.
Il prodotto è garantito anche dalla qualità della materia prima, coltivata nei campi sperimentali, curati in collaborazione con la facoltà di Agraria dell’università Cattolica di Piacenza, che si estendono all’esterno degli stabilimenti della Biffi. Questi campi vengono utilizzati non solo per testare e migliorare la coltivazione del prodotto, ma soprattutto per condividere con i fornitori “il metodo Biffi”, che si basa sulla cura della pianta e sul taglio. Alla Biffi il prezzemolo preferiscono tagliarlo quando è ancora giovane. Così facendo, il pesto risulta privo di qualsiasi filamento. In pratica, viene usata la stessa attenzione di quando si fa il pesto in casa.
Il metodo di produzione, poi, è unico. Intanto, viene utilizzato solo il cuore del basilico appena tagliato, rispettando una ricetta che non viene pastorizzata, in modo da garantire un sugo fresco in cui il profumo del basilico rimarrà inalterato e le proprietà nutrizionali intatte, così come immutato resterà il colore verde brillante.
Il pesto Bio della Biffi è esclusivamente italiano, prodotto, come si diceva prima, con basilico di primo e secondo sfalcio. La piantina, per capirci, non supera mai i 20 centimetri di altezza.

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