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stati-generaliUn invito destinato a “governi nazionali e locali” per sostenere nei giusti binari lo sviluppo del settore. Lo lancia un documento, presentato in chiusura dei recenti Stati generali del biologico 2009, ad Abano Terme (Padova), che è un vero e proprio manifesto in 11 punti per il futuro del Bio.
Per i partecipanti agli Stati generali è convinzione che il sistema produttivo biologico possa svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo sostenibile delle aree rurali e del consumo consapevole, in una prospettiva di riconversione ecologica ed economica del settore primario. Pertanto, invitano i governi a impegnarsi attivamente nel suo sviluppo, prendendo in considerazione le seguenti proposte e raccomandazioni.

1. Sviluppo del biologico differenziato e tendente a un reale approccio agroecologico.
Il sistema produttivo biologico deve continuare a distinguersi nettamente dagli altri sistemi produttivi per la sua maggiore sostenibilità. È necessario orientarsi gradualmente verso una gestione aziendale basata sempre più su un effettivo approccio sistemico e agroecologico.

2. Sostegno al settore correlato ai benefici sociali e orientato allo sviluppo.
Il sistema produttivo biologico deve essere sostenuto lungo tutta la filiera in funzione dei benefici ambientali e sociali che produce. Il sostegno deve garantire uno sviluppo duraturo del settore, agevolando gli investimenti che migliorano la sostenibilità ambientale, economica e sociale.

3. Controlli snelli e coordinati, ma rigorosi per mantenere la fiducia dei consumatori.
La certificazione biologica deve garantire la qualità globale, a livello sia di processo sia di prodotto e anche per i prodotti importati è necessario rafforzare il sistema di garanzie. E’ indispensabile contenere al massimo il carico burocratico per gli operatori che devono essere agevolati mediante strumenti di controllo snelli e coordinati.

4. Canali commerciali differenziati nel segno della flessibilità.
La coesistenza equilibrata di diversi modelli commerciali si adatta bene al multiforme sistema produttivo biologico. Ristorazione pubblica, forme di filiera corta e piattaforme logistiche sono i canali distributivi che, rafforzati, devono affiancare i canali convenzionali e specializzati.

5. Prezzo equo, “diritto al biologico” e sostenibilità alla base del valore del Bio.
Ai produttori biologici va riconosciuto il giusto compenso per la fornitura di beni pubblici che assicurano alla società, soprattutto in una situazione in cui la sostenibilità viene rispettata lungo tutta la filiera. Nello stesso tempo va garantita la possibilità di accesso al biologico per i consumatori, attraverso prezzi congrui e una distribuzione efficiente.

6. Potenziamento della ricerca per il settore.
Le risorse finanziarie e umane da impiegare per lo studio dei sistemi produttivi biologici vanno adeguate in termini quantitativi e qualitativi alle esigenze di conoscenza degli operatori soprattutto in tema di approccio agro-ecologico e di misurazione dei benefici ambientali.

7. Multidisciplinarietà e partecipazione per la ricerca sul biologico.
E’ necessario che gli interventi siano progettati secondo un approccio olistico che tenga conto delle differenziazioni territoriali e sappia individuare soluzioni tecniche innovative adatte agli operatori. Le dimensioni temporali e finanziarie dei progetti devono essere adeguate alle esigenze, mentre i modelli di ricerca devono avere carattere partecipativo, coinvolgendo aziende sperimentali e dimostrative.

8. Rafforzamento e coordinamento del miglioramento genetico per il settore.
Lo sviluppo di varietà e razze ad hoc per l’agricoltura biologica è essenziale per aumentare le performance e soprattutto la qualità delle produzioni. La rete di istituzioni per la gestione e valorizzazione del materiale genetico tradizionale deve basarsi sull’individuazione di centri scientifici di coordinamento autorevoli e dotati di risorse adeguate agli obiettivi.

9. Sostenibilità ambientale ed economica alla base di consulenza e formazione.
La formazione continua per gli imprenditori e per i tecnici dei servizi è essenziale per garantire una progettazione e gestione dei sistemi aziendali basati sulla sostenibilità ambientale, oltre che su validi modelli di convenienza economica. E’ pertanto necessario promuovere una diffusione delle buone pratiche e un collegamento organico con il mondo della ricerca.

10. Comunicazione corretta al consumatore su qualità nutrizionale e sociale.
Il rafforzamento delle attività di comunicazione al consumatore deve prevedere interventi esaustivi, basati su evidenze scientifiche per consentire una sempre maggiore fidelizzazione. La certificazione, il contributo alla conservazione della natura, alla mitigazione del cambiamento climatico e al mantenimento dell’equità sociale sono aspetti da valorizzare.

11. La sfida culturale di una nuova educazione alimentare e ambientale.
I principi della sostenibilità per il biologico devono diventare lo strumento per una crescita culturale di cittadini informati. L’educazione, in primo luogo nel sistema scolastico, deve consentire ai cittadini di compiere scelte responsabili per garantire un futuro sostenibile alle nuove generazioni.

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