Benvenuti nel Blog del Biologico in Italia.
Se ti interessi o ti occupi di Bio e vuoi contribuire allo sviluppo di questo progetto, contattaci!


guido-ceronettiUn singolare quanto intrigante articolo è comparso sul Corriere della Sera di martedì, a firma di Guido Ceronetti (nella foto), poeta teatrante, filosofo, scrittore, traduttore, giornalista e drammaturgo. Uomo di cultura, alta cultura, insomma.
Non per niente l’articolo è di spalla nella Terza Pagina, quella preposta alle letture e alla letteratura. Il fatto strano è che in questo contesto c’è finito il biologico. Una stranezza che ha proiettato il Bio e il suo consumatore in una nuova dimensione: ancestrale!
Titolo già di per sé accattivante: “La nuova fede è un’etichetta Bio”.
Dopodiché Ceronetti trascina il lettore in un affascinante viaggio nell’ideologia Bio. “Il biologico è una riconversione agricola – attacca -, già molto avanti sulla strada di diventare una fede, sponda sicura. Mite, incruenta, ma con chiare intolleranze proprie”.
“Giocando un poco con le parole – continua Ceronetti -, trovo corrispondenza e terreno esplorabile nel calembour DIO-BIO, fede in Dio e fede in Bio. E non è indifferente che il linguaggio abbreviato vada sempre più sostituendo con bio – da solo o prefisso – il termine estetico bio-logico”.
Insomma, il sommo vate sembra avviato su un percorso quanto mai blasfemo. Bio e Dio accomunati. Dio mio, è proprio il caso di dire…
Indomito, Ceronetti persevera.
“…BIO appartiene all’eterno mondo degli Dei e dei Miti, e attira i Nuovi Credenti. E in quanto divinità e culto nuovi e necessariamente usurpanti ha detrattori, nemici coalizzati, autorità repellenti”.
“La fede in Bio è salvezza – incalza – per mezzo della Grazia, indipendente dalle Opere (ricerca, sistemi agricoli, consumi). E’ per Grazia che si è bio-fedeli… E’ la Grazia a guidarti al biologico. La sua privazione te ne distoglie”.
Poi Ceronetti parte con un dotto excursus religioso.
“Coincidenza significativa: è nei Paesi protestanti, in specie calvinisti, che il Bio-logico si è affermato ed esteso di più. In una capitale cattolica come Bruxelles le misure antibiologiche e pro Ogm dell’Unione Europea sono una costante, ispirate da una fede opposta… La Chiesa, fissata sulle Opere, non pone limiti allo sperimentalismo agricolo e diffida di un Bio-Gott d’ispirazione agostiniano-calvinista”.
La luminescente creatività di Ceronetti si esalta nel passo successivo.
“Ma io vedo Alessandro Manzoni, di costituzione giansenista pascalianamente antigesuitica, andare diritto col carrello verso il banco-altare dov’è l’insegna BIO; lo vedo afferrare senza timore (lui malato di esitazioni!) carote e banane esenti da pesticidi. (Ah, tu dici, la peste di Milano! E non c’è forse qualche interessante affinità tra peste-peste e impregnazione da pesticidi e altri agenti chimici tossici?).
Chiusura in bellezza, “vedendo” gli Ipermercati del Biologico come una trasposizione del Labirinto di una cattedrale: “E un tempio, uno spazio consacrato”.
Finale da sganascio.
“Peccato, all’uscita (dell’Ipermercato del Biologico, ndr) c’è la Cassa: la ieròdula ti dà scontrino, le Estasi si pagano… C’è anche, onnipresente, la Videosorveglianza, gendarme del Dio Bio; ma oggi, a Chartres, nella cripta, anche la Vergine Nera, dalle remore origini sacre, è videosorvegliata”.
Da antologia. Un pezzo di Ceronetti da incorniciare e tenere lì. Un manifesto del Bio tra il serio e il faceto. Mitico.

Condividi:
  • Print
  • PDF
  • RSS
  • Tumblr
  • Google Bookmarks
  • Google Buzz
  • MySpace
  • Segnalo
  • Yahoo! Buzz
  • Digg
  • StumbleUpon
  • Reddit
  • HelloTxt
  • del.icio.us
  • LinkedIn
  • Wikio IT



Aggiungi un commento