Il disciplinare del Parmigiano Reggiano, che regola le metodologie produttive di uno dei formaggi più noti al mondo, non solo consente di ottenere un prodotto che piace, ma contribuisce anche a tutelare l’ambiente e a salvare rondini e altri volatili a rischio.
Chi lo dice? Un’indagine coordinata dalla Lipu (Lega italiana protezione uccelli) finanziata dalle Province di Modena, Parma, Reggio Emilia, dal consorzio del Parmigiano Reggiano e dalla Regione Emilia-Romagna.
In tre anni di ricerche sono stati messi a confronto i caratteri ambientali di dieci aree grandi 1.200 ettari ciascuna: cinque nel comprensorio in cui si produce il formaggio (le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, parte del territorio bolognese e di quello mantovano) e cinque esterne a questa area (utilizzate come termine di paragone).
I dati raccolti hanno appurato che nei territori del comprensorio c’è una maggiore biodiversità e una presenza cospicua di uccelli a rischio (rondini, ma anche allodole, strizzollo, pavoncella e picchio verde).
Le rondini – dicono gli autori della ricerca – sono le portabandiera di una serie di uccelli indicatori della qualità dell’ambiente.
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14
lug
Il Parmigiano Reggiano non solo piace, adesso salva anche le rondini…
scritto da Giovanni Bertizzolo | postato in Agricoltura biologica




























