Benvenuti nel Blog del Biologico in Italia.
Se ti interessi o ti occupi di Bio e vuoi contribuire allo sviluppo di questo progetto, contattaci!


trattoreLa faccia dell’Europa agricola è considerevolmente cambiata in questi ultimi dieci anni. Oltre al fatto che ha integrato 12 nuovi Stati membri tra il 2004 ed il 2007, che corrispondono essenzialmente ai vecchi paesi dell’Est, l’Unione europea ha visto scomparire 3,7 milioni di posti di lavoro agricoli, cioè un quarto del totale, tra il 2000 ed il 2009, secondo i dati dell’Istituto europeo di statistica (Eurostat).
Una constatazione paradossale se si pensa al peso della ruralità nei nuovi Stati membri, ma non privo di logica. L’adesione all’Europa ha simultaneamente forzato e finanziato l’ammodernamento e la riorganizzazione di queste economie. Nei nuovi Stati membri come la Bulgaria, la Repubblica Ceca, la Polonia o la Romania, dove il ribasso della forza lavoro agricola ha raggiunto il 31%, si è registrato parallelamente un aumento del 61% del reddito dei contadini.
I record dell’aumento del reddito su dieci anni spettano alla Lettonia, all’Estonia ed alla Polonia. In questi tre Paesi, gli aumenti vanno dal 100 al 140%.
Con l’eccezione del Regno Unito, la realtà è molto diversa nei vecchi membri dell’Unione europea: l’occupazione agricola è stato del 17%, proporzionalmente meno che nel vecchio blocco dell’Est, ma il reddito reale è sceso del 10% in dieci anni. I ribassi di reddito più marcati tra il 2000 ed il 2009 si trovano in Danimarca (-46%), in Italia e nel Lussemburgo (-36%), in Irlanda e nei Paesi Bassi. Il Regno Unito si distingue con un aumento del reddito del 71% sul periodo.
Tenuto conto di tutte queste evoluzioni, l’agricoltura europea, nel 2009, usava ancora l’equivalente di 11,2 milioni di persone a tempo pieno, di cui un po’ più della metà nei 12 nuovi Stati, precisa ancora lo studio di Eurostat.
E’ in Polonia che si conta il maggior numero di posti di lavoro agricoli, con il 20% del totale, cioè l’equivalente di 2,2 milioni di lavoratori a tempo pieno. E’ seguita da vicino dalla Romania (19 %), dall’Italia (10 %) e quindi dalla Spagna e dalla Francia con l’8% ciascuna. Nello spazio di un anno, tra il 2008 ed il 2009, i redditi hanno accusato forti ribassi, Ungheria in testa (-32%), seguita dal Lussemburgo (-25%) e dall’Irlanda (-24%). Sono diminuiti del 19% in Francia, sempre considerata come la prima potenza agricola europea.

Condividi:
  • Print
  • PDF
  • RSS
  • Tumblr
  • Google Bookmarks
  • Google Buzz
  • MySpace
  • Segnalo
  • Yahoo! Buzz
  • Digg
  • StumbleUpon
  • Reddit
  • HelloTxt
  • del.icio.us
  • LinkedIn
  • Wikio IT


Un commento
  • francesco zaffuto
    17.05.2010 ore 11:00

    Dato che diventa ancora più allarmante se si considera che non stanno certo crescendo posti di lavoro nell’industria e nel terziario.



Aggiungi un commento