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BoxXlandLa disponibilità di terra da coltivare e di acqua dolce sono due dei grandi temi dell’agricoltura di domani, anche perché, nel 2050, per diversi studi, il Pianeta consumerà il 70% in più del cibo di oggi.
Ecco perché, per l’organizzazione no-profit Terra Nuova, va tenuto sempre più sotto controllo il fenomeno del “land grabbing”, specie in Africa, ma non solo. E poi l’uso dei terreni, nel mondo, sta cambiando: per l’International Institute for Enviroment & Developement Uk, in 10 anni, il 40% della domanda di terreni è venuta dai biocarburanti, sul 25% di quella per coltivazioni alimentari.
E intanto, sul fronte “idrico”, arriva il primo “censimento mondiale” sull’utilizzo di riserve d’acqua dolce del Pianeta, su iniziativa dell’Università di Twente (Olanda). Con l’agricoltura che assorbe il 92% di quelle utilizzate per produrre beni. E, intanto, continuano i progetti per l’agricoltura “verticale”: dopo Skyland, arriva BoxXland (nella foto).
Si tratta di serre agricole a sviluppo verticale: una torre di container dismessi sovrapposti che rispettano a pieno le regole dell’impatto zero. I container, infatti, oltre ad essere dei sistemi chiusi automatizzati illuminati a led, sono anche autosufficienti dal punto di vista energetico. Un progetto “molto versatile”, commenta all’Adnkronos, Gabriella Funaro, ricercatrice Enea che ha progettato sia Skyland che BoxXland.
BoxXland, infatti, “oltre ad offrire la possibilità di utilizzare container in disuso, ha la peculiarità di poter essere trasportato ovunque e in qualsiasi momento”. I costi di realizzazione, inoltre, “sarebbero molto ridotti” soprattutto se paragonati a quelli di un grattacielo come Skyland: un eco-edificio urbano di 30 piani in grado di coltivare prodotti agricoli biologici per 25 mila persone che verrebbero distribuiti al piano terra, in un centro commerciale, senza fare un solo chilometro.
Un progetto ambizioso, pensato per essere il simbolo dell’Expo 2015. Skyland, infatti, era stato presentato a Milano durante l’amministrazione Moratti, ma “a seguito di varie vicissitudini, come il cambio dei vertici comunali e l’assenza di fondi, si è arrestata la realizzazione di questo progetto e adesso non ci sono più i tempi”.
Per questo, aggiunge la Funaro, “abbiamo studiato BoxXland, un prototipo più piccolo che abbiamo presentato al comitato Expo 2015 e alla Regione Lombardia. L’interesse c’è e adesso stiamo in attesa di una risposta”.
BoxXland all’Expo 2015, sottolinea la Funaro, “oltre ad essere in linea con le tematiche dell’esposizione, darebbe la possibilità di presentare l’agricoltura del terzo millennio”, in attesa di Skyland che “ne rappresenterà la massima espressione”.
Skyland, conclude la ricercatrice Enea, “è stato oggetto di interesse non solo nazionale ma anche internazionale. In particolare dagli Emirati Arabi ma, al momento, non abbiamo avviato collaborazioni”.

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