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vinoIl 2010 potrebbe essere l’anno del definitivo boom del vino biologico. I viticoltori europei e il marketing del settore stanno lavorando in questo senso. Con prudenza, perché l’obiettivo è importante. Fare diventare il vino biologico un must delle varie produzioni. Le indicazioni positive ci sono. Secondo i commercianti di vini biologici, già quest’anno l’aumento del giro d’affari in Europa potrebbe raggiungere il 10 %.
“Generalmente i clienti sono disposti a spendere più per prodotti biologici che non per i prodotti convenzionali. Anche in passato si è visto che la situazione economica ha pochi effetti sui prodotti biologici. I vini da coltivazione biologica partono da una buona posizione”, precisa Peter Riegel, amministratore dell’omonima azienda di importazione vini.
Secondo VivoLoVin, importatore tedesco di Brema, dà adito all’ottimismo anche l’andamento straordinariamente positivo delle ordinazioni di giugno e luglio 2009 che potrebbero così compensare i mesi più deboli.
La situazione delle vendite nei singoli Paesi è chiara: i vini tedeschi restano in testa e si registra la tendenza a prodotti con bassa percentuale alcolica.
Inoltre, la domanda di vini biologici prodotti in Spagna, Italia ed Austria continua a svilupparsi positivamente. Per quanto riguarda i vini francesi, invece, la situazione è meno uniforme a causa degli aumenti di prezzo.
I tipi di vino più richiesti sono i rossi, ma anche la domanda di rosé, specialmente nella fascia di prezzi più bassa, è attualmente assai vivace. Inoltre, quest’anno sta aumentando sorprendentemente il cosiddetto “vuoto a rendere”, fenomeno che si spiega, fra l’altro, con l’aumento lento ma costante dei supermercati Bio. Nei prossimi mesi sarà interessante seguire come si svilupperanno gli imbottigliamenti in proprio dalle cantine vinicole e dagli importatori.
Vediamo nel particolare come vanno le cose nei Paesi europei più attivi nel vino biologico.
Austria. I bioviticoltori austriaci sono più che soddisfatti dell’andamento del 2009. E questo non solo perché prevedono un aumento delle esportazioni dell’8 % verso la Germania, ma anche per la loro ottima situazione sul mercato giapponese.
“Le esportazioni verso il Giappone si sono sviluppate splendidamente. Se nel 2007 le aziende che esportavano in Giappone erano solo tre, grazie alla nostra presenza al BioFach in Giappone, negli ultimi tre anni abbiamo trovato importatori per altre tre aziende”, spiega soddisfatto Jürgen Schmücking, di BioAustria, associazione con sede a Linz, in Austria, che promuove la coltivazione biologica. La situazione è positiva anche nell’Austria stessa. BioAustria registra una popolarità crescente che si spiega in parte proprio con la crisi.
“Secondo noi c’è un ritorno ai prodotti autentici e genuini, inoltre è immutata la tendenza a gustare vini di alta qualità prodotti anche in maniera responsabile”, afferma Jürgen Schmücking.
Fatta eccezione per le promozioni limitate nel tempo, i prezzi dei vini biologici partono da 4,99 euro. Questo andamento positivo potrebbe incoraggiare altri viticoltori ad aderire.
“Nel 2009 ci sarà una netta crescita perché le aziende della prima ondata di conversioni all’agricoltura biologica potranno disporre quest’anno di vigneti completamente certificati. Tale crescita sarà però lievemente attenuata dalle rinunce provocate dalle condizioni dell’annata 2008. La cifra di rinunce sarà però nettamente inferiore alla crescita dovuta alle nuove aziende. Nel 2010 e nel 2011 tale distacco continuerà ad aumentare”, conclude fiducioso Jürgen Schmücking.
Francia. Questo è sempre più il paradiso dei vini biologici. “Se il consumo era già aumentato nel 2008, ora si può quasi parlare di un boom – riferisce Kai Schamar, socio di VivoLoVin -. Nonostante le già numerose conversioni da parte di cooperative, non sempre si riesce a soddisfare la domanda”.
“In seguito a due vendemmie più scarse del solito, i prezzi sono relativamente alti, ma il mercato nazionale funziona bene”, aggiunge José Serrano, addetto agli acquisti e al management dell’importatore Peter Riegel.
Italia. Qui si assiste invece a due realtà contrastanti. Per chi vende vini biologici attraverso la ristorazione, l’anno in corso si prospetta generalmente difficile, mentre la situazione del commercio specializzato è invece relativamente buona. La grande offerta fa sì che i prezzi restino stabili e al nord i vini biologici sono più richiesti che al sud.
Spagna. La penisola iberica ha ormai la più vasta superficie dedicata alla coltivazione biologica in Europa, ma la domanda nel Paese stesso è generalmente bassa. José Serrano informa che un buon 90 % dei vini prodotti ecologicamente vengono esportati. E aggiunge che “la domanda interna è diminuita e i prezzi dei vini, sia convenzionali che ecologici, sono crollati. Soprattutto le cooperative hanno forti problemi a smerciare i vini prodotti”. I viticoltori biologici spagnoli puntano quindi sull’export. Attualmente soprattutto i vini in botte sono offerti a prezzi spesso estremamente bassi. Ne approfittano mercati importanti come la Germania, gli stati del Benelux e i Paesi Scandinavi.
Per il 2010, comunque, si prevede il boom un po’ in tutta l’Europa. L’appuntamento per verificare se tutto questo corrisponderà al vero sarà il Biofach tedesco, dal 17 al 20 febbraio: quest’anno fra le 2.744 aziende partecipanti, ben 318 avevano rappresentato il segmento del vino Bio, esponendo i risultati del loro know-how. Il Paese più presente è stata proprio l’Italia, con 94 espositori, seguita da Germania (81), Spagna (53), Francia (42) ed Austria (16).

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