Continuano a crescere le colture Ogm nel mondo, almeno stando ai dati del rapporto annuale sulle coltivazioni biotecnologiche dell’Isaaa, il Servizio internazionale per l’acquisizione di applicazioni agrobiotecnologie. Secondo il rapporto, nel 2011 gli ettari coltivati a Ogm sono arrivati alla soglia di 160 milioni, 12 milioni in più rispetto all’anno precedente (+8%), distribuendosi in 29 Paesi, 19 dei quali in via di sviluppo. A trainare la crescita del transgenico sono soprattutto Brasile, Argentina, Cina, India e Sudafrica, ma il primato delle superfici seminate a Ogm resta degli Stati Uniti. Il rapporto annuncia trionfalisticamente che in Europa le coltivazioni di mais Ogm hanno registrato il record di 114.490 ettari, con un aumento del 25% rispetto al 2010, ma non può far a meno di segnalare l’uscita di scena della Basf e la posizione “variabile” dell’Ue rispetto agli Ogm.
Non si è fatta attendere la risposta di Greenpeace e Foee al rapporto Isaaa. Entrambe, infatti, hanno ribattuto: “Quello degli Ogm è un mercato di nicchia, mentre il biologico è in crescita ed è ciò che i consumatori vogliono”.
Greenpeace spiega senza mezzi termini come le diffuse preoccupazioni dei cittadini e le preoccupazioni ambientali espresse da diversi governi, scienziati e agricoltori europei, abbiano fatto degli alimenti geneticamente modificati un autentico flop commerciale in Europa. E se la Spagna ha visto un sensibile aumento nella coltivazione Ogm nel 2011, aumentando leggermente i dati complessivi per l’Europa dopo tre anni consecutivi di declino, non bisogna dimenticarsi della fuga della Basf dall’Europa e della fuga della Monsanto dalla Francia. Non va dimenticata neanche la crescente opposizione agli Ogm che si registra in Asia, così come non va sottovalutato il fatto che, nonostante 16 anni di politiche commerciali aggressive, l’80% della produzione mondiale di Ogm rimane confinata in America.
Ancor più esplicito, se possibile, l’affondo di Friends of the Earth Europe (Foee), che riporta analiticamente l’andamento delle colture Ogm e delle colture biologiche nel Vecchio Continente: mentre il 2011 ha fatto registrare una crescita dello 0,1% della superficie arabile seminata a Ogm, nello stesso anno gli ettari europei convertiti al biologico sono cresciuti di un ben più sostanzioso 4%. Foee puntualizza, inoltre, che ben 19 Stati membri non usano sementi Ogm e che sei Stati membri (Francia, Germania, Austria, Grecia Ungheria e Lussemburgo) hanno masso al bando il principale semente Ogm autorizzato in Europa: il mais Mon 810.
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13
feb
Ogm, sbandierati dati fuorvianti. Resta un mercato di nicchia. Gli affari veri sono Bio
scritto da Giovanni Bertizzolo | postato in Agricoltura biologica, Ambiente
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