E’ cresciuta, si è moltiplicata, ma soprattutto ha coinvolto nuovi gruppi sociali.
Il cuore della vendita diretta batte attraverso i quasi 600 gruppi d’acquisto solidale, cresciuti del 68% in tre anni; negli spacci di oltre duemila aziende agricole biologiche sparse lungo tutta la Penisola, aumentati del 32%; con la spesa Bio on-line su oltre 130 siti, cresciuti del 25%. E anche nelle migliaia di cassette di frutta e verdura biologica, locale e di stagione, preparate ogni settimana dai contadini e consegnate direttamente ai consumatori. E’ la nuova tendenza della filiera corta che avanza nelle grandi città e nei piccoli centri, da parte di gruppi di produttori, cooperative o di singoli agricoltori e coinvolge persone, famiglie, gruppi di amici, colleghi di lavoro.
Da molti anni sono in crescita tutte le forme di filiera corta. Ma ora è evidente l’effetto traino di questi nuovi modi di fare la spesa su nuove fasce di pubblico, mai coinvolte prima. Attratte dal risparmio, certo, ma anche dalla qualità biologica e dal desiderio di essere in rete fra loro ed in collegamento diretto con chi produce. Il vantaggio è reciproco: i contadini incassano il doppio, i consumatori pagano la metà.
Anche nel 2009 Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana si confermano le tre regioni leader per numero assoluto di operatori Bio, con l’Emilia-Romagna che torna alla guida del gruppo. La classifica per densità di operatori vede invece al primo posto le Marche, seguite da Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige.
Tutto questo, in sintesi, emerge dal Rapporto Bio Bank 2010, la banca dati del biologico.
In particolare, nel 2009 sono stati quasi ottomila gli operatori censiti, con oltre 900 nuovi rilevamenti. Otto le tipologie prese in esame nel Rapporto: agriturismi, aziende con vendita diretta, gruppi d’acquisto solidale, mercatini, mense scolastiche, ristoranti, negozi specializzati, e-commerce.
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8
set
Rapporto Bio Bank 2010: s’impenna la vendita diretta e coinvolge più gruppi sociali
scritto da Giovanni Bertizzolo | postato in Agricoltura biologica, Il mercato del biologico
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28.09.2010 ore 10:09
sono una maniaca del vero biologico, produco vino NO SOLFITI, no prodotti aggiuntivi di nessun genere, solo esclusivamente uva biologica.
olio extra vergina toscano, raccolte a mano, frante, entro le 12 ore, nel nostro frantoio a freddo.
Conserve di pomodoro, ovviamente, biologico.
ortaggi freschi di stagione.
Ovviamente bisogna veramente crederci, visto il lavoro burocratico e i costi di coltivazione.
28.09.2010 ore 10:16
m’interessa tutto quanto riguarda la coltivazione del biologico.
Quest’anno la regione toscana mi ha nominato “contadino custode” di 3 speci in via d’estinzione:
ceci rugosi di maremma
aglio rosso di scansano
pomodoro liscio di maremma
E’ un’ esperienza veramente interessante e devo dire che la regione toscana, è molto seria in questo progetto, perchè segue da vicino, con un suo tecnico, tutte le fasi della coltivazioni dei prodotti affidati.
dopo il raccolto una certa quantità deve essere restituita per essere messa nella banca dei semi.
Adesso mi affideranno anche dei frutti, appena me li comunico v”informerò per tenervi aggiornati.