La Ue che respinge la proposta di certificazione del vino biologico fintantoché le grandi lobby non si metteranno d’accordo era un provvedimento che girava nell’aria.
E farne le spese sono, come sempre, i piccoli produttori. I quali già mal sopportano, giustamente, il paradosso di certificare un prodotto senza pesticidi, mentre chi produce vino convenzionale per legge non deve specificare nulla.
A questo punto, è necessario fare qualche osservazione sul vino biologico, con annessi e connessi.
Premessa. Come già detto più volte, il vino biologico ancora non esiste o, meglio, esiste ma non è certificabile. In etichetta si può scrivere “vino proveniente da uve biologiche”. Molte cantine sono già pronte a far fronte alle leggi internazionali (in America il vino Bio esiste ) e i produttori europei ne avevano chiesto la certificabilità. Sappiamo come è andata a finire.
Inoltre, va detto che alcuni dei più grandi vini del mondo sono biologici e questo perché i produttori sono convinti che le uve Bio siano migliori. Infine, dopo aver pagato la certificazione a caro prezzo, molti produttori non dichiarano in etichetta la coltivazione Bio. Solo perché troppa gente è convinta che il vino Bio sia peggiore del convenzionale.
Siamo fatti così…
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24
giu
Vino biologico, la certificabilità che non arriva mette in difficoltà i piccoli produttori
scritto da Giovanni Bertizzolo | postato in Agricoltura biologica




























