Inutile girarci attorno. E’ un fallimento. Sabato scorso la Conferenza delle Parti alla Conferenza dell’Onu sul clima a Copenhagen ha preso atto di un accordo politico elaborato la sera precedente da un gruppo di capi di Stato e di governo. In tale documento le Parti riconoscono i cambiamenti climatici come una delle maggiori sfide dell’umanità. L’obiettivo di limitare a 2 gradi il riscaldamento climatico è possibile solo con una massiccia riduzione dei gas serra.
L’Accordo di Copenhagen, però, non è giuridicamente vincolante, ma rappresenta solo un impegno unilaterale. I Paesi riconoscono i cambiamenti climatici come una delle maggiori sfide dell’umanità e chiedono l’adozione di misure da parte del settore industriale e dei Paesi emergenti. Questi ultimi devono rendere trasparenti le proprie misure nei confronti della Convenzione dell’Onu sul clima.
Un accordo giuridicamente vincolante potrà essere approvato in occasione della 16a Conferenza dell’Onu sul clima prevista alla fine del prossimo anno in Messico. Cioè, se ne riparla fra un anno.
Inoltre, nel testo dell’accordo va segnalata la totale assenza di indicazioni sul momento in cui la concentrazione di gas serra nell’atmosfera potrà raggiungere il picco massimo. Infine, sarebbe stato auspicabile che, oltre all’obiettivo dei 2 gradi, venissero menzionati anche gli obiettivi globali di riduzione fino al 2020 e al 2050.
Niente di tutto questo è stato deciso. Sostanzialmente, siamo al punto di prima. Usa e Cina, al di là delle parole, non la vedono alla stessa maniera. Un accordo vero, quindi, oggi è utopistico.
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Cambiamenti climatici. L’accordo non vincolante significa fallimento
scritto da Giovanni Bertizzolo | postato in Ambiente
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21.12.2009 ore 16:07
Il migliore epitaffio sulla Conferenza è sintetizzato nella sarcastica, ma verissima, affermazione del Primo Ministro indiano: “Penso che nemmeno Obama possa tagliare il nodo Gordiano sul clima. Per i paesi in via di sviluppo è una questione di vita, per quelli industrializzati è una questione di stile di vita”. Ed infatti Obama non c’è riuscito, confermando che, forse, il Nobel alla Pace era prematuro e che in ogni caso gli era assegnato come “buon auspicio” per il futuro. Massimo Troisi in uno dei suoi film più celebri “ripartiva da 3”. Sul clima, domani si riparte da sottozero.
ecco, ciò mi ha persino fatto un pò sorridere, nonostante tutto.
letto qui:
http://www.loccidentale.it/articolo/dopo+copenaghen+i+negoziati+sul+clima+ripartono+da+sottozero.0083539