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coltivazioniLe multinazionali “continuano a invadere gradualmente il continente per appropriarsi delle risorse naturali. Schiacciano le compagnie locali… con la complicità dei dirigenti africani”.
Nel farlo, “recano danno all’ambiente e deturpano il creato”.
Tutto questo è scritto nell’Instrumentum laboris, il documento che prepara il prossimo Sinodo Speciale per l’Africa della Chiesa Cattolica. “La campagna di semina di Ogm – continua il documento vaticano – che pretende di assicurare la sicurezza alimentare, non deve far ignorare i veri problemi degli agricoltori: la mancanza di terra arabile, di acqua ed energia, di accesso al credito, di formazione agricola, di mercati locali, infrastrutture stradali, ecc”.
La tecnica Ogm “rischia di rovinare i piccoli coltivatori e di sopprimere le loro semine tradizionali rendendoli dipendenti dalle società produttrici di Ogm”.
Nel gennaio scorso il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio Justitia et Pax, aveva dichiarato all’Osservatore Romano: “La carestia e la mancanza di nutrimento devono essere attribuiti alle carenze di distribuzione di cibo abbondante e non alla sovrappopolazione”.
E aveva attribuito la responsabilità della fame nel mondo a “persone senza scrupoli che si focalizzano solo sul profitto e certamente non sul benessere di tutte le persone”.
Per il cardinale non servono Ogm, ma un sistema più equo di distribuzione delle risorse.
Nello specifico degli Ogm ha affermato che non si può “nascondere che è un modo di fare più profitto”.

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