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miele-da-spremereSarà per solidarietà con le api sopravvissute alla moria dei pesticidi, fatto sta che quest’anno gli italiani stanno incrementato in maniera vertiginosa i loro consumi di miele, nella misura del 150%, passando da 400 a 600 grammi a testa.
Il dato emerge da una ricerca svolta dall’Unione degli apicoltori italiani tra i propri associati: sia gli apicoltori che vendono nel circuito diretto, sia gli operatori di maggiori dimensioni che operano nelle varie tipologie di distribuzione, confermano infatti un incremento notevolissimo dei volumi di vendita.
“Dalla nostra inchiesta – afferma Francesco Panella, presidente dall’Unione degli apicoltori italiani – è emerso un fenomeno importante, di particolare interesse in questo momento di crisi dei consumi e delle disponibilità economiche delle famiglie, ovvero un incremento significativo di consumo di miele pro-capite, che è schizzato a 600 grammi”.
Un buon risultato che comincia ad avvicinarsi a quello di altri Paesi europei, come la Francia (600 grammi), l’Inghilterra (800 grammi) e la Germania (1 kg e mezzo procapite), dove il consumo di miele rappresenta una consolidata tradizione alimentare.
Una parte rilevante del miele prodotto in Italia è arrivato direttamente dagli stessi produttori, mentre un’altra quota importante del prodotto nazionale è immessa al consumo da alcune aziende leader, sia cooperative che private.
In Italia si contano circa 50.000 apicoltori, di cui 7.500 produttori apistici che svolgono l’attività a fini economici e ne ricavano il loro reddito principale, mentre sono 1.100.000 gli alveari, per un numero approssimativo di 55 miliardi di api.
Gli apicoltori biologici sono in aumento, ma restano ancora pochi rispetto a coloro che utilizzano tecniche tradizionali.

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