Le linee guida sulla coesistenza tra Ogm e le altre coltivazioni che la Conferenza Stato Regioni si appresta ad approvare continuano a sollevare polemiche da entrambi gli schieramenti. Futuragra, l’associazione di Pordenone composta da imprenditori agricoli che si battono per l’introduzione delle biotecnologie e per la libera scelta degli agricoltori, fa sapere, attraverso un comunicato, che “le linee guida non saranno un passo avanti verso l’innovazione dell’agricoltura né tantomeno daranno la possibilità di coltivare sementi Ogm. E’ da 10 anni che gli agricoltori chiedono di poter scegliere liberamente cosa coltivare, come sancito dall’Unione Europea, e le norme sulla coesistenza di fatto continueranno a impedirlo”.
“Le dichiarazioni di associazioni come Slow Food sono strumentali e lontane dalla realtà – dichiara Duilio Campagnolo, presidente di Futuragra. L’agricoltura italiana sta affrontando una delle crisi più gravi degli ultimi anni nel silenzio di quanti, grazie ai generosi finanziamenti pubblici, continuano a propagandare una visione bucolica e pressappochista della coltivazione della terra, dimenticando che limitare l’innovazione tecnologica determina scarsa produttività e costringe l’Italia a una crescente importazione di prodotti alimentari: non dimentichiamo che oggi in Italia il 90% della soia contenuta nei mangimi da allevamento è già Ogm. Inoltre, le biotecnologie sono la risposta più efficace per ridurre drasticamente l’uso di pesticidi e insetticidi, tutelando l’ambiente e la salute di consumatori e agricoltori. Si sta andando sempre di più verso un’agricoltura di élite, dove alcuni agricoltori offrono prodotti di nicchia a consumatori che possono permetterseli. Gli italiani non imbandiscono le loro tavole tutti i giorni con il Culatello di Zibello, il pomodoro Pachino o il lardo di Colonnata, prosegue Campagnolo. Il dibattito che si sta riaprendo sulle linee guida sulla coesistenza è finto e serve solo ad alimentare nuove paure dei consumatori e a illudere l’Unione Europea, che su questo tema tiene l’Italia sotto stretta osservazione”.
La replica, indirettamente, arriva da Giulia Maria Crespi, presidente onorario del Fondo per l’ambiente, dalle pagine del Corriere della Sera. “Lo stesso giorno in cui doveva essere ratificato l’accordo con le Regioni, la multinazionale Monsanto, che produce Ogm, è stata costretta a pubblicare un dossier riservato da cui risultava che animali nutriti con mais Ogm avevano subito gravi danni al fegato e ai reni. Ecco perché all’ultimo momento è saltata l’approvazione delle linee guida della coesistenza”. “Sento delle cose – continua la Crespi – che non vanno bene. Anche Pier Luigi Bersani dice: va bene la sperimentazione sugli Ogm, ma con prudenza. Con prudenza? E cosa vuol dire? Se il mio vicino ha il mais geneticamente modificato, come posso impedire che la mia coltura venga inquinata dal polline? Con il polline, attraverso il vento, si arriva a contaminare anche le erbe selvatiche della stessa famiglia, diminuendo la biodiversità. E così si impoverisce anche l’ambiente. Non tutti sanno, ad esempio, che in Argentina grandissime superfici coltivate con gli Ogm sono diventate sterili. E che la Food and drugs administration statunitense ha dato un giudizio negativo sugli Ogm. La Chiesa, infine, sta dicendo che gli Ogm contribuiranno a risolvere il problema della fame nel mondo. Mi pare una tesi un po’ fasulla. Per ora gli Ogm fanno prosperare soltanto le multinazionali. Che si stanno appropriando di brevetti in tutto il mondo, anche di cibi locali, com’è accaduto per il golden rice in India”.
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28
gen
Giulia Maria Crespi: “Animali nutriti con Ogm si sono ammalati al fegato e ai reni”
scritto da Giovanni Bertizzolo | postato in Ambiente
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25.07.2010 ore 22:57
vorrei tanto comunicare con la signora giulia maria crespi, ho avuto la fortuna di conoscerla in passato e di ammirarla, chissà se qualcuno potrà mettermi in comunicazione con lei, gliene sarei grata.la mia a-mail è: infooscar@hotmail.it