Dall’Ufficio stampa Fai, Federazione apicoltori italiani.
“La moria delle api è come un’emorragia: per arrestarla occorre far ricorso alla dialettica come emostatico. Sta, infatti, nel confronto costruttivo, nel reciproco rispetto tra operatori del mondo apistico, dell’agricoltura e della sanità, della ricerca e delle istituzioni, la formula per porre rimedio al grave degrado del patrimonio apistico italiano”.
E’ la linea propugnata da Raffaele Cirone, presidente della Fai, la Federazione apicoltori italiani.
In un quadro di generalizzata criticità, agricoltori, veterinari e apicoltori, stanno agendo con criteri che fanno emergere continue e improduttive tensioni. L’impiego di alcuni agrofarmaci, dannosi per le api, sta mettendo a dura prova i rapporti tra le organizzazioni
del mondo apistico e quelle del mondo agricolo. La perseveranza degli apicoltori, d’altro canto, nell’impiegare prodotti non autorizzati per la lotta alle malattie delle api, sta facendo scattare azioni repressive da parte delle autorità sanitarie.
Al ministero delle Politiche agricole la Fai chiede:
una campagna di sensibilizzazione del mondo agricolo sull’utilità delle api e sulle buone pratiche d’impiego degli agrofarmaci;
il ripristino dei bollettini fitoiatrici, con il calendario dei trattamenti e la loro pericolosità per le api, utilizzando le nuove tecnologie (sms, siti web, posta elettronica) per una più efficiente e capillare azione di sensibilizzazione degli operatori su tutto il territorio nazionale;
il coinvolgimento diretto delle organizzazioni, nazionali e locali, nell’ambito del Progetto di monitoraggio nazionale sulla moria delle api, visto che la localizzazione delle postazioni di alveari, destinati ai controlli, è oggetto di scelte di cui non si percepisce la logica e adottate nella più totale assenza di concertazione con i principali protagonisti del mondo apistico.
Al ministero della Salute la Fai chiede:
l’adozione di una politica sanitaria nazionale a favore degli apicoltori e che, al tempo stesso, tuteli e garantisca gli interessi dei consumatori;
la necessaria vigilanza perché venga rispettato l’obbligo di denuncia di possesso di alveari da parte degli apicoltori o detentori di api ad altro titolo;
l’avvio di un’urgente e ponderata revisione del Regolamento di polizia veterinaria, prevedendo anche per gli apicoltori, come già accade per altre filiere zootecniche, un indennizzo conseguente l’abbattimento degli alveari ammalati;
l’uniformità decisionale e la semplificazione amministrativa per l’impiego degli acidi organici naturali nel controllo delle principali malattie delle api;
lo sgravio economico degli apicoltori per l’acquisto di prodotti utili al risanamento degli alveari colpiti dalle principali malattie.
Piccoli passi, tutti indispensabili e, al tempo stesso, fortemente incisivi nel quadro di una seria politica di salvaguardia dell’ape italiana.
![[del.icio.us]](http://www.blogbiologico.it/wp-content/plugins/bookmarkify/delicious.png)
![[Digg]](http://www.blogbiologico.it/wp-content/plugins/bookmarkify/digg.png)
![[Facebook]](http://www.blogbiologico.it/wp-content/plugins/bookmarkify/facebook.png)
![[Email]](http://www.blogbiologico.it/wp-content/plugins/bookmarkify/email.png)

























15.04.2011 ore 07:41
sono amante della amante della natura, ed ora ho le piante in fiore che uno spettacolo meraviglioso,ma purtroppo non ho visto nemmeno 1 ape.