In Bulgaria c’è il Paradiso della fragola Bio. E’ della Rigoni di Asiago, che ci ha aperto le porte del Paradiso….
Tre giorni su (Bergovitza, provincia di Montana, confine con la Serbia) e giù (Pazardjik, confine con la Grecia) per la Bulgaria ad ammirare le coltivazioni biologiche di frutta della Rigoni di Asiago. Azienda etica dell’Altopiano vicentino che non ha bisogno di presentazioni. Tra le prime a “convertirsi” al Bio in Italia, è diventata leader del mercato delle confetture con Fiordifrutta. Un prodotto biologico che sbaraglia la concorrenza, fatta di prodotti convenzionali. Un caso unico. Che fa storia. Ebbene, quindici anni fa, precorrendo un’altra volta i tempi, i Rigoni (i fratelli Andrea, Antonio, Luigi, il cugino Mario) capirono che per fare le cose come volevano loro, cioè bene, molto bene, con la finalità della qualità totale, dovevano crearsi una filiera autoctona. Partendo dalla materia prima, la frutta Bio. Girarono un po’ d’Italia e molta Europa e infine capitarono in Bulgaria. Dove scoprirono un altro mondo. Una natura incontaminata. Terreni selvaggi (il regime comunista aveva fatto abbandonare l’agricoltura in favore di un’industrializzazione mai decollata), incolti, lo sguardo che si perdeva all’orizzonte senza vedere traccia di una casa, di un essere umano, (continua…)
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Gli antichi consideravano El Hierro, l’isola più piccola dell’arcipelago delle Canarie, il limite ultimo del mondo conosciuto, tanto che i geografi, prima di fare riferimento a Greenwich, la utilizzavano come meridiano zero, per questo è tuttora conosciuta con il soprannome “l’isola del Meridiano”.
La diffusa mortalità di api osservata nell’ultimo decennio a livello internazionale è stata di particolare intensità tra il 2005 ed il 2008, con perdite fino al 40% del totale degli alveari produttivi in alcuni stati europei. Questa moria, denominata Colony Collapse Disorder (Ccd), ha fatto nascere nella comunità scientifica internazionale una serie di ipotesi sulle sue cause, tuttora oggetto di numerosi studi scientifici, e ha portato anche alla decisione di vietare l’uso di alcuni insetticidi neurotossici, quali i neonicotinoidi. Tali sostanze produrrebbero un effetto tossico sulle api attraverso due meccanismi principali: la guttazione da foglie e la
C’è chi realizza tetti fatti di piante per migliorare l’efficienza energetica delle case, chi ospiterà nel proprio agriturismo anziani che hanno preferito la campagna alle case di riposo, chi fa da “incubatrice” per giovani licenziati che vogliono reinventarsi imprenditori e chi ha rinunciato allo studio di famiglia per salvare una varietà di agnello in estinzione. Sono le storie di successo di alcuni dei giovani imprenditori della Coldiretti riuniti ieri a Roma nella prima grande assise degli agricoltori under 30, con duemila ragazzi, provenienti da tutte le regioni italiane, per affermare
I consumatori dei Paesi ricchi gettano nella spazzatura più cibo di quanto ne riesca a produrre l’Africa sub-sahariana. Circa un terzo di tutti gli alimenti prodotti per il consumo umano nel mondo, infatti, finiscono nella spazzatura senza neanche passare per la tavola.
L’amico Antonio Galdo, giornalista indagatore, promotore di “
Del “land grabbing” in questo spazio abbiamo già parlando. E’ un’efficace dicitura inglese che rappresenta l’accaparramento di terreni agricoli a prezzi o affitti modici, soprattutto in Africa, da parte di speculatori mondiali. E’ un fenomeno che mette in evidenza una vera e propria tragedia per i contadini di tutto il pianeta, come anche per tutti noi. L’articolo 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani stabilisce che ogni individuo e ogni comunità hanno il diritto di entrare in possesso delle risorse e dei mezzi necessari a produrre o a procurarsi cibo in quantità adeguata alla sussistenza, e ogni Stato deve garantire che questo avvenga. La realtà, però, ci parla di migliaia di famiglie di contadini espulsi con la forza dalle loro terre e privati dei loro prodotti,
La
Librerie di edera vera, giochi d’acqua e ninfee, muri floreali e insalate di campo in salotto. L’orto in giardino, sul balcone, ma anche dentro casa. A sorpresa, l’agricoltura diventa elemento forte su cui puntano l’architettura e il design.
Il “guerrilla gardening” è una forma di “guerriglia” urbana che punta a riappropriarsi degli spazi urbani abbandonati, coltivandoli e facendoli fiorire. E’ una pratica che sta prendendo sempre più piede nelle capitali europee, dove gli abitanti cercano di riavvicinarsi alla natura, relazionandosi in maniera diversa con ciò che mangiano. Una delle città in cui il “guerrilla gardening” ha avuto più successo è Berlino (città creativa, frizzante, motivante sotto molti punti di vista), dove le attività di “guerriglia” non si limitano solo a spargere semi più o meno clandestinamente negli spazi cittadini non utilizzati. 







