Michael Grunwald, in un illuminante articolo apparso su Il Sole 24 Ore lo scorso 6 settembre, ha scritto: “La deforestazione pesa per il 20% sulle emissioni globali: a meno che il mondo non riesca a eliminare le emissioni provenienti da tutte le altre fonti, bisognerà salvaguardare le foreste”.
Il Cansiglio (sorge sull’altopiano delle Prealpi Orientali, a cavallo tra le province di Treviso, Belluno e Pordenone) ha una di quelle foreste che dobbiamo tutelare, tanto che è considerata “la più bella feggeta d’Europa”.
Conosciuta anche come “Grande Bosco da reme” della Serenissima, ha valenze storiche, botaniche, faunistiche e paesaggistiche di grande interesse. E’ una foresta certificata secondo lo schema Pefc, Programme for endorsement of forest certification schemes, cioè secondo i principi della gestione forestale sostenibile, che garantisce il mantenimento e l’appropriato sviluppo delle risorse, salvaguardando la biodiversità e l’ecosistema, e conservando le altre funzioni del bosco, oltre a quelle produttive.
C’è, infatti, da osservare che la foresta e la sua fauna (al Cansiglio hanno il problema della crescita incontrollata dei cervi che sta compromettendo l’attività degli allevatori locali) non possono crescere disordinatamente, la loro deve essere una crescita controllata, disciplinata e indirizzata, altrimenti avrebbe effetti negativi.
Domenica ero sulla Piana del Cansiglio per una manifestazione di indubbio spessore (“Vivi la Foresta con Noi”) dove è stato presentato un progetto che va proprio in questa direzione. Un progetto che ha visto collaborare, secondo me in modo esemplare, il pubblico e il privato.
Il progetto “Assi del Cansiglio” si pone come obiettivo principale quello di nobilitare il faggio del Cansiglio dando vita a importanti implicazioni ambientali. Questa specie legnosa, infatti, è stata fino ad oggi oggetto di vendita e utilizzazione solo come legna da ardere. Con questa iniziativa si vuole riqualificare quest’essenza immettendo sul mercato un prodotto esclusivo per il pavimento grazie, appunto, alla sua provenienza certificata.
Il tutto sotto l’egida di Veneto Agricoltura, l’azienda regionale che ha in gestione il patrimonio forestale del Veneto, terza regione per superficie forestale certificata Pefc con 65mila ettari.
L’azienda coinvolta è la Itlas & Labor Legno (titolare Patrizio Dei Tos), a sua volta certificata Pefc, che opera nel settore dei pavimenti in legno. Da qui i pavimenti Itlas con il faggio del Cansiglio. Un matrimonio “ecocompatibile” che vede come testimoni il ministro per le Politiche agricole, alimentare e forestali Luca Zaia e Pefc Italia.
Andrà così sul mercato il prodotto “Assi del Cansiglio” (per pavimenti, parquet, legno italiano di qualità con una storia antica e prestigiosa) con origine locale e certificata, nella logica della filiera sostenibile, corta e nazionale, il quale offrirà un valore aggiunto alla foresta.
Una foresta lasciata a se stessa, tornando al discorso dello sviluppo controllato, con il passare del tempo rischia il degrado. Una gestione forestale basata su criteri naturalistici, in cui taglio e rinnovo sono controllati per integrare le piante e per migliorarne la biodiversità, evita il deperimento e concorre ad aumentarne l’estensione, evitando di importare legname dall’estero, spesso da zone tropicali.
E poi ci sono le implicazioni ambientali.
“Conosciamo tutti la drammatica emergenza delle emissioni di Co2 che accentuano l’effetto serra – ha spiegato Giustino Mezzalira, direttore ricerca e sperimentazione di Veneto Agricoltura -. Le attività primarie sono responsabili per circa il 30% delle emissioni totali di gas serra. Queste sono però anche le uniche in grado di sottrarre carbonio dall’atmosfera terrestre, sfruttando fondamentali meccanismi che derivano in ultima analisi dalla fotosintesi, quali l’accumulo di carbonio nei suoli e nelle biomasse forestali. Già, la fotosintesi, base della vita sulla terra. Com’è noto, le piante, utilizzando l’energia solare, sono in grado di costruire complesse molecole organiche partendo solo dall’anidride carbonica presente nell’aria e dall’acqua e dai sali minerali presenti nel terreno. La biomassa prodotta può essere rapidamente ossidata (ad esempio quando noi mangiamo un frutto) o può invece accumularsi per lunghi periodi sotto forma di humus nel terreno come tessuti legnosi. Il legno, a sua volta, dopo la morte dell’albero che l’ha prodotto, se trasformato dall’uomo in case, mobili, oggetti, può durare altri secoli o millenni. Da tutto ciò prendono spunto alcuni dei percorsi che permettono di favorire la capacità di accumulo di carbonio (carbon sink, in linguaggio kyotese). Il progetto “Assi del Cansiglio”, va anche in questo senso, valorizzando l’effetto di carbon sink rappresentato dai pavimenti in legno. Fino ad oggi il carbonio sottratto all’atmosfera terrestre dai faggi del Cansiglio resta fissato al massimo per 150 anni, tale è il turno delle faggete, nei tessuti legnosi viventi o per un periodo più o meno lungo dell’humus del suolo (foglie, rami caduti, ecc.). Una volta tagliato, oggi il legno viene trasformato quasi completamente in combustibile legnoso (legna da ardere), restituendo rapidamente all’atmosfera il carbonio in esso accumulato. Il legno trasformato in pregiati pavimenti, invece, è destinato a durare altri decenni o secoli nelle nostre case e tutto il carbonio in esso contenuto viene così preservato e non ritorna subito in atmosfera. Tanto per dare un’idea, una tonnellata di legno secco corrisponde a circa due tonnellate di Co2. Dal Cansiglio, dunque, può partire un’iniziativa pilota per creare un primo caso di foresta e filiera del legno non solo certificate, ma anche capaci di vendere il valore del loro carbonio. Scegliere un pavimento in legno per la propria casa avrebbe un valore in più: quello di conservare prezioso carbonio sotto ai propri piedi”.
“Una foresta va curata e utilizzata: solo così la si ama davvero”, ha ribadito Antonio Brunori, di Pefc Italia.
Sulla necessità di controllare lo sviluppo del bosco è intervenuto anche Gianpaolo Bottacin, presidente della Provincia di Belluno, il quale ha ribadito che “il bosco avanza ed entra nelle case”, applaudendo all’iniziativa “Assi del Cansiglio” in quanto “apre un’interessante riflessione sulla filiera corta del legno” schiudendo nuovi scenari su un’operazione pilota che abbina un’operazione commerciale alla salvaguardia del bosco.
Andrea Rigoni, amministratore delegato della Rigoni di Asiago, produttrice di miele, marmellate e altri prodotti biologici, salutando la platea in cimbro ha poi riferito del ritorno delle api sul Cansiglio e dell’attività di apicoltura che ha dato vita al “Miele del Cansiglio”. Un altro esempio della montagna che produce senza intaccarne la vitalità.
Durante l’affollata presentazione (più di mille persone salite sul Cansiglio) ha poi catalizzato l’attenzione la conclusione del ministro Luca Zaia.
“Conoscere la provenienza di un legno e sapere che acquistandolo non stiamo contribuendo alla distruzione della foresta o al depauperamento del nostro patrimonio naturale – ha dichiarato il ministro – è una delle richieste più forti che i consumatori del XXI° secolo fanno a chi li governa e a chi vende loro i prodotti”.
Il ministro si è poi soffermato anche su un nuovo e interessante concetto del rapporto tra pubblico e privato basato sulle royalty (io, imprenditore, pago un tanto l’utilizzo del legno del bosco protetto), che prende il via proprio dal Cansiglio, sulle foreste che in Italia sono, al contrario di quello che si pensa, tante e crescono ogni anno. Ha quindi citato statistiche secondo le quali “il 72% degli italiani è disposto a spendere di più se c’è la certezza dell’origine controllata” per portare poi il discorso sul suo disegno di legge riguardante l’obbligatorietà dell’origine sulle etichette dei prodotti agroalimentari.
Vi propongo alcune registrazioni video della manifestazione di domenica scorsa, con i punti salienti degli interventi di Gianpaolo Bottacin e del ministro Zaia che, per altro, nell’occasione ha confermato ufficialmente la sospensione, anche per la prossima campagna agraria, dell’uso di insetticidi neonicotinoidi, perché “le api le vogliamo vive e non morte!”.
www.venetoagricoltura.org
www.assidelcansiglio.it



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