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bioSul fronte del biologico, Spagna batte Italia: nel 2008, infatti, la Spagna ha consacrato all’agricoltura biologica 1,3 milioni di ettari contro 1 milione dell’Italia. A ruota seguono Germania con 900.000 ettari, Regno Unito, 700.000, e Francia, 600.000. Sono i dati pubblicati da Eurostat, l’Ufficio statistico europeo, in cui si sottolinea che in tre anni, dal 2005 al 2008, nell’Ue a 25 (Bulgaria e Romania, escluse) sono aumentate del 21% le superfici destinate alla produzione biologica.
L’Italia, in particolare, riporta Eurostat, ha conosciuto tra il 2007 e il 2008 una diminuzione del 13% dei terreni destinati al biologico, ma i dati più recenti sul settore, resi noti lo scorso febbraio dal ministro per le politiche agricole e alimentari Luca Zaia, parlano di una crescita nei consumi del 7,4%, solo nel primo semestre 2009. In Italia 45.000 aziende coltivano oltre 1 milione di ettari, con un fatturato di 3 miliardi di euro.
I dati di Eurostat rappresentano una prova ulteriore che, nonostante la crisi che ha conosciuto il comparto, il biologico tiene e vi sono ancora margini di espansione: si produce frutta e verdure, latte e carni ma mancano cereali e soia bio che l’Ue importa da Cina e Ucraina. E proprio verso queste produzioni si stanno indirizzando molto produttori europei di biologico. Solo nel 2008, scrive Eurostat, gli italiani sono stati i primi in Europa per aver convertito totalmente al biologico oltre 430.000 ettari destinati inizialmente ai seminativi.

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