Anche al supermercato si sceglie sempre di più Bio
Cresce la richiesta di prodotti biologici confezionati nella Grande distribuzione italiana. Nel 2011, secondo i dati del Panel delle famiglie Ismea/Gfk-Eurisko, i consumi domestici sono cresciuti dell’8,9% in valore, registrando ancora un ottimo incremento nel corso di un anno caratterizzato da un inasprimento della crisi economica, seppure in rallentamento rispetto al 2010. Maggiori incrementi si sono registrati in particolare per lattiero-caseari (+16,2%), per le uova (+21,4%) e per altre referenze come biscotti, dolciumi e snack (+16,1%) e bevande analcoliche (+16%). Più contenuti gli acquisti di ortofrutta fresca e trasformata (+3,4%), che resta comunque la categoria guida tra i (continua…)
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Non si è ancora spenta l’eco della “lettera” a Nature in cui si indica una resa agronomica inferiore per il Bio rispetto al convenzionale, teoria che ha dato la stura all’ipotesi che l’agricoltura biologica, se estesa in modo generalizzato, avrebbe un impatto negativo sull’ambiente, in quanto consuma moltissimo terreno, cosa che determinerebbe una maggiore deforestazione e perdita di biodiversità, con uno zoom piuttosto miope laddove servirebbe il grandangolo, che Petko Draganov, il vice segretario generale dell’Unctad, l’organo delle Nazioni Unite che presiede alle politiche di sviluppo e commercio, si lascia “scappare” una dichiarazione
Sostenuta dalle scelte dei consumatori, l’industria biologica statunitense è cresciuta complessivamente del 9,5% nel 2011, fino a raggiungere 31,5 miliardi di dollari di vendite. Il settore degli alimenti e bevande Bio è stato valutato 29,22 miliardi di dollari, mentre il settore non alimentare ha raggiunto i 2,2 miliardi, in base ai risultati dell’indagine sull’industria biologica 2012 dell’Organic Trade Association (Ota).
Nel 2008, nonostante la crisi, abbiamo prodotto cibo sufficiente a sfamare 11 miliardi di persone. In realtà molto di questo cibo non è servito per le persone, ma è finito in mangimi per animali e biocarburanti.
L’agricoltura biologica può essere efficace per nutrire la popolazione mondiale? Una ricerca della McGill University del Minnesota ha cercato di dare risposte a questa domanda e i risultati dimostrano che le due agricolture, quella biologica e quella convenzionale, potrebbero essere utilizzate in combinazione.
Etihad Airways, la compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, ha annunciato una partnership strategica con la Abu Dhabi Organics Farms, la prima azienda agricola biologica certificata internazionalmente negli Emirati Arabi Uniti, per la fornitura di prodotti freschi biologici per i menu a bordo della First Class. La compagnia aerea si rifornirà ogni giorno di prodotti biologici freschi da questa azienda agricola a coltivazione estensiva. La produzione dell’azienda riunisce i più elevati standard internazionali di qualità e segue le migliori pratiche di agricoltura sostenibile. A bordo sarà servita una gamma di prodotti alimentari freschi, dalle uova, alle verdure, al miele.
Il rapporto tra cibo e salute è oggetto di molteplici studi, soprattutto nel nostro Paese. Al riguardo, l’ultima ricerca importante arriva dall’Università di Pisa, che ha condotto uno studio sui cibi biologici, evidenziando in particolare le proprietà antiossidanti del pomodoro, il quale sarebbe l’alimento ideale per la prevenzione di tumori e malattie cardiovascolari.
Il 17 e 18 aprile 2012 si svolgerà a Copenhagen, in Danimarca, il sesto Congresso europeo sul Biologico. Titolo e sottotitolo del congresso individuano il tema che sarà oggetto di indagine e approfondimento a Copenhagen, ovvero “La transizione dell’agricoltura e della politica agricola comunitaria verso modelli sostenibili e agroecologici, Bio in primis”.
Si moltiplicano le iniziative e le strutture finalizzate alla vendita a domicilio dei prodotti biologici. Oggi ne segnaliamo una particolarmente interessante. Si chiama
Centocinquanta mila dollari per un chilogrammo di tè. Può esistere un infuso dal costo così esorbitante? Sì, esiste. Se l’è inventato An Yanshi, un professore dell’Università cinese di Sichuan. An Yanshi ha ovviamente un segreto per riuscire a coltivare un tè dal valore pazzesco: la concimazione. La pianta in questione, infatti, è concimata solo con escrementi di panda. Avete letto bene: escrementi del simpatico orso simbolo della Cina e degli animali in via di estinzione.







