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PandaCentocinquanta mila dollari per un chilogrammo di tè. Può esistere un infuso dal costo così esorbitante? Sì, esiste. Se l’è inventato An Yanshi, un professore dell’Università cinese di Sichuan. An Yanshi ha ovviamente un segreto per riuscire a coltivare un tè dal valore pazzesco: la concimazione. La pianta in questione, infatti, è concimata solo con escrementi di panda. Avete letto bene: escrementi del simpatico orso simbolo della Cina e degli animali in via di estinzione.
Escrementi che sono molto particolari . Il panda, infatti, ha un pessimo apparato digerente e questo “malfunzionamento” influisce molto sul rapporto tra quello che gli entra nello (continua…)

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L’aumento dei prezzi dell’energia fossile e i problemi legati ai cambi climatici sono sempre più d’attualità. Al riguardo, è stato da poco pubblicato sulla rivista Agronomy for Sustainable Development un articolo che analizza le ragioni fondamentali a supporto dell’agroecologia quale opzione sostenibile per rispondere ai bisogni alimentari planetari. Il contributo, dal titolo “Agroecologically efficient agricultural systems for smallholder farmers: contributions to food sovereignty”, porta le firme di Miguel Altieri (University di Berkeley), F. R. Funes-Monzote (Università di Matanzas, Cuba) e P. Petersen (AS-PTA, Brasile). (continua…)

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Anche metodi analitici innovativi possono contribuire a rendere il biologico più sicuro. Allo scopo, un gruppo di ricercatori europei lavorerà nei prossimi tre anni alla messa a punto di una “impronta digitale analitica” dei prodotti biologici, che permetterà di identificare il “vero bio” rispetto ai tentativi di frode.
Il progetto, più che mai d’attualità, sarà coordinato dall’Università di Copenhagen e vede la collaborazione italiana della Fondazione Edmund Mach, con la competenza acquisita negli ultimi anni dal Centro ricerca e innovazione relativamente ai rapporti tra isotopi stabili soprattutto dell’azoto, dell’Aiab, che definirà le filiere e raccoglierà i campioni da sottoporre ad analisi, e (continua…)

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La popolazione sensibile all’ambiente aumenta notevolmente, vuole rispettare il patrimonio naturale, crede fermamente alla ricchezza biologica dell’ecosistema, in grado di assicurare un buon equilibrio al pianeta. A cambiare i propri comportamenti di vita verso una scelta alimentare biologica è una porzione ormai considerevole di italiani: più di una persona su due spende più denaro e compra prodotti naturali per una corretta alimentazione.
L’acquirente tipico nell’era della green economy è una donna, diplomata e dell’Italia Settentrionale, attenta all’acquisto di prodotti alimentari biologici e di detersivi ecologici, che controlla i marchi di qualità ambientale delle merci e la classe energetica degli elettrodomestici acquistati. È questa la fotografia scattata da un’indagine realizzata da Fondazione Impresa, dalla quale emerge il profilo di un consumatore consapevole dei prodotti biologici.
Le imprese operanti nel settore devono riflettere (continua…)

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Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep), ha stretto una collaborazione con diversi partner, nel tentativo di assicurare che il riso, una delle principali colture alimentari del mondo, venga prodotto in modo sostenibile e socialmente responsabile, determinando, al contempo, un aumento dei raccolti, sia per gli agricoltori commerciali, sia per gli agricoltori di sussistenza.
La Sustainable Rise Platform, un’iniziativa dell’Unep, dell’International Rice Research Institute (Irri), della Louis Dreyfus Commodities e della Kellogg Company, promuoverà l’utilizzo di tecnologie e di migliori pratiche agricole in grado di aumentare il raccolto del riso, e di salvaguardare l’ambiente, come confermato dall’organismo delle Nazioni Unite.
L’iniziativa favorirà, inoltre, condizioni lavorative più (continua…)

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Sulla nota inchiesta denominata “Gatto con gli stivali!, portata avanti dalle Fiamme gialle e dalla Procura della Repubblica di Verona, che ha accertato la commercializzazione di grossi quantitativi di prodotti non biologici, spacciati come tali, riceviamo da Roberto Pinton, di AssoBio, uno dei maggiori esperti di biologico in Italia, e volentieri pubblichiamo.

Dall’esame di tutti i documenti che interessavano le ditte coinvolte nell’inchiesta “Gatto con gli stivali” si è accertato che il volume di prodotti con falsa certificazione biologica è meno del 2,5% di quello prospettato dalla GdF, che si riferisce all’intera quantità registrata dalle ditte indagate, che risulta perdipiù frutto anche di fatturazione fittizia: non a caso agli arrestati vengono addebitati i reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture e altri documenti inesistenti, la
dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Anche il valore dei prodotti accompagnati da certificati falsificati è nettamente inferiore a quello stimato in precedenza: applicando le quotazioni di mercato odierne, arriviamo a fatica a 5 milioni di euro (contro i 220 milioni di cui s’era parlato: anch’essi sono riferiti al volume d’affari complessivo delle società coinvolte, sempre gonfiato da operazioni inesistenti).
È stato anche accertato che la frode si è protratta da ottobre 2007 ad agosto 2008 e ha riguardato esclusivamente orzo, mais e soia per mangimi, girasole, farro, 2 partite di frumento e delle mele da purea.
Il perimetro della frode (che innegabilmente c’è stata, ma si palesa più come “frode fiscale” che come “frode biologica”), va assai ridimensionato.
Ciò non basta a rasserenare le 47.658 aziende perbene e le oltre 300.000 persone che lavorano nel settore biologico italiano (che sono parte lesa e attraverso le loro organizzazioni stanno costituendosi parte civile nel processo), ma dà almeno la dimensione corretta.
Roberto Pinton

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Nei giorni scorsi hanno avuto la ribalta delle pagine economiche perché nella società è entrata la Illy (quella del caffè), che ha rilevato il 5% dell’azienda attraverso un aumento di capitale da 2,5 milioni riservato al gruppo triestino. Ma la Grom, di Federico Grom e Guido Martinetti, è già un marchio riconosciuto nel segmento del gelato di qualità: tanto da valere 50 milioni di euro. Tantissimo, considerando che è un marchio giovane con una cinquantina di negozi (45 in gestione diretta e 10 in franchising) – nella foto a sinistra, quello di Venezia, in Campo San Barnaba – e 30 milioni di fatturato. Ma anche poco, considerando il potenziale (continua…)

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I consumi di alimenti biologici in Italia rappresentano circa l’1,5% della spesa alimentare. E secondo le rilevazioni Ismea dei primi quattro mesi del 2011 è confermato il trend positivo registrato l’anno precedente (+11% nel 2010).
Al successo del biologico ha contribuito senza dubbio anche la nascita e il consolidarsi di canali di distribuzione di prodotti Bio cosidetti “alternativi”. L’evoluzione del settore biologico italiano, che per molti versi si è sviluppato in contrapposizione al sistema della grande distribuzione organizzata, ha portato naturalmente all’istituzione di un sistema di distribuzione alternativo all’alienante modello di relazione distributore-consumatore proprio della Gdo. Negli ultimi 6 anni, infatti, i canali di distribuzione alternativi per i prodotti Bio sono cresciuti di ben il 76,4%.
“Il biologico ha avuto ed ha la forza di cambiare i modelli (continua…)

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BlogBiologico domani seguirà la prima giornata della terza edizione dell’International Forum on Food and Nutrition, organizzato dal Barilla Center for Food & Nutrition, all’università Bocconi di Milano.
L’appuntamento, ormai diventato un riferimento, continuerà anche giovedì 1 dicembre. I massimi esperti internazionali si riuniranno intorno allo stesso tavolo per discutere di biotecnologie, emergenza acqua, politiche agricole, accesso e spreco del cibo, sfide per la filiera agroalimentare, longevità e benessere, stili di vita e paradossi della globalizzazione tra malnutrizione e obesità infantile. (continua…)

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All’università Bocconi di Milano mercoledì 30 novembre e giovedì 1 dicembre andrà in scena la terza edizione del “Forum on Food and Nutrition”, organizzato dal Bcfn di Barilla.
Interverranno personaggi autorevoli per fare il punto e tracciare delle linee guide sul cibo e le sue contraddizioni. Una in assoluto (e la più abominevole): la fame che continua ad uccidere. Si parlerà di sprechi, di sovrappopolazione e di nutrizione. Non mancheranno i fautori delle biotecnologie che vedono nella chimica la panacea di tutti i mali.
Il 30 novembre alle ore 9 interverrà Barbara Buchner, direttore del Climate Policy Initiative di Venezia. Che sul Corriere della Sera oggi anticipa un punto nevralgico del suo discorso: “La gente non si rende conto dell’impatto che ha il cibo sull’ambiente e (continua…)

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