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no-ogmNeanche sotto le feste si può stare tranquilli. A turbare i miei giorni post natalizi è stato un articolo apparso sull’inserto Domenica de Il Sole 24 Ore del 27 dicembre. Già il titolo mi ha fatto drizzare i capelli: “Un cenone biologico (cioè ogm)”. Il resto mi ha fatto cadere in uno stato di depressione che è durato ore.
Perché, ho pensato dopo la lettura dell’articolo, se in giro c’è davvero gente che la pensa così, allora c’è da preoccuparsi seriamente.
L’articolo è firmato da Gilberto Corbellini, docente di Storia della medicina, bioetica ed epistemologia Medica alla Sapienza di Roma. Il quale, nell’articolo, recensisce alcuni libri. Mettendoci spesso del suo e arrivando al famigerato “Ogm tra realtà e leggenda. Chi ha paura degli organismi geneticamente modificati?” di Dario Bressanini, noto simpatizzante degli Ogm.
Leggo e rabbrividisco: “Del resto, spiega Dario Bressanini, nulla è più assurdo di considerare “naturale” l’agricoltura. L’autore del divertente e intelligente blog “la scienza in cucina” (ndr, vi invito a visitarlo: non so cosa ci sia di divertente, sull’intelligente, il responso a voi…) dimostra in modo implacabile e documentato che gli Ogm sono la più avanzata, sicura ed efficace tecnologia disponibile per controllare i processi biologici da cui dipendono la quantità e la qualità degli alimenti. In questo senso, gli Ogm sono meno pericolosi delle coltivazioni tradizionali. E non è vero, come dimostra quanto sta succedendo in Asia, che la commercializzazione di questi prodotti convenga solo alle multinazionali. Gli Ogm sono già una realtà. Anche sulle nostre tavole, visto che gli animali da cui otteniamo carni e derivati del latte vengono nutriti con mangimi Ogm. Chi cerca di impedirne l’uso, di fatto, minaccia il benessere delle generazioni a venire. Questo l’hanno capito quasi tutti nel mondo. Tranne i politici europei che predicano il mercato e praticano il protezionismo, o che forse hanno nostalgia per i tempi in cui la povertà e le carestie infierivano anche in Europa”.
Quindi Corbellini passa a parlare di altri due autori, i coniugi Pamela Ronald e Raoul Adamchak, lei esperta di genomica del riso e lui di agricoltura biologica. Insieme hanno scritto “Tomorrow’s Table. Organic Farming, Genetics and the Future of Food”.
Corbellini spiega: “Sostengono (ndr, i due autori) che i metodi di coltivazione “naturali” e quelli che usano Ogm sono destinati, in realtà, a integrarsi in vista di un approccio pragmatico ai problemi dell’agricoltura. La relazione di coppia è una filosofia culinaria estrosa, di cui forniscono alcune ricette nel libro… I coniugi sono favorevoli a usare gli Ogm per incrementare la produttività, così non si deve aumentare la superficie coltivata e si salvaguardano gli ecosistemi naturali. E ribadiscono che gli Ogm riducono l’uso di ausili chimici inquinanti, come gli antiparassitari e i fertilizzanti. Nonché, permettono di salvare i prodotti di nicchia o tipici, dove non c’è spesso sufficiente variabilità genetica per consentire alle coltivazioni di resistere ai parassiti”.
“Il libro di Pam & Raoul – commenta poi Corbellini – non insiste però abbastanza sull’opportunità che gli Ogm rappresentano anche per la riduzione dei gas serra nell’atmosfera. Le piante Ogm esigono una minima lavorazione del terreno prima della semina, abbattendo il consumo di carburanti e l’erosione del suolo, nonché le emissioni di metano e ossido di azoto. Da ogni punto di vista, l’uso delle biotecnologie in agricoltura rappresenta la vera “rivoluzione verde”. In grado finalmente di migliorare la qualità sia degli animali sia dell’ambiante, e questo, ancora una volta, grazie a metodi controllati e garantiti da solide conoscenze scientifiche”.
Fine. Se dio vuole.
In tutto l’articolo di Corbellini, una sola cosa è condivisibile. Il fatto che sulle nostre tavole gli Ogm ci sono già, perché utilizzati nei mangimi con cui vengono nutriti gli animali che poi mangiamo. Questo perché i politici europei che, secondo lui, “praticano il protezionismo” consentono ancora che non sia obbligatorio etichettare latte, carne, uova e formaggi che derivano da animali nutriti con mangimi Ogm. Cioè si nasconde la verità al consumatore. Altrimenti vorrei vedere quanti continuerebbero a mangiare carne timbrata Ogm.
Tutto il resto è la demagogia classica di chi intravede un futuro in cui mangeremo chimico. E vivremo nella chimica. Corbellini è un ultrà dell’alimentazione e forse non solo di quella. Sicuramente è un esperto di “metodi controllati”. Per quanto ci riguarda, che “controlli” i suoi di metodi. Ai nostri provvediamo più che bene…

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