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cartello-21Continuiamo il dibattito sulle mense Bio. Oggi il nostro Pinton spiega nei particolari quali sono le leggi regionali approvate in Italia. Attendiamo le vostre opinioni, il racconto delle vostre esperienze, i vostri consigli e, perché no, le vostre critiche.
Le leggi regionali approvate in Italia
Legge regionale Friuli Venezia Giulia n. 15 dell’8 agosto 2000
(Norme per l’introduzione dei prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense pubbliche e per iniziative di educazione alimentare): interessa le mense scolastiche, i servizi di refezione e di ristorazione collettiva e ogni altro tipo di fornitura di pasti.
Agli enti gestori che utilizzino una quota di prodotti biologici superiore al 60%, la Regione eroga contributi nella misura massima del 30% della spesa sostenuta nell’anno precedente.
Legge regionale Veneto n. 6 del 1 marzo 2002 (Norme in materia di consumo di alimenti nelle mense prescolastiche e scolastiche, negli ospedali e nei luoghi di cura e di assistenza): oltre a vietare prodotti che derivino da Ogm, o contengano Ogm, e a prevedere la tautologica proibizione di ingredienti che contengano sostanze “non consentite dalla normativa nazionale e comunitaria”, ripete l’obbligo di utilizzo dei prodotti biologici.
Legge regionale Marche n. 4 del 3 aprile 2002 (Modificazioni della legge regionale 29 dicembre 1997, n. 76, Disciplina dell’agricoltura biologica): prevede che a Comuni, Unità sanitarie locali, scuole e case di cura private che utilizzano prodotti biologici nelle proprie mense, sia concesso un contributo fino al 50 per cento delle spese (con il massimale per ogni studente o posto letto occupato di 77,47 euro per il primo anno e di 38,73 per il secondo).
Legge regionale Toscana n. 18 del 27 maggio 2002 (Norme per l’introduzione dei prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense pubbliche e programmi di educazione alimentare nella Regione Toscana): prevede l’erogazione di contributi ai Comuni, alle Aziende sanitarie e alle Aziende per il diritto allo studio universitario (purché con commissioni mensa alle quali partecipino gli utenti) che utilizzino prodotti biologici, da agricoltura integrata, Dop, Igp e con attestazione di specificità.
Legge regionale Basilicata n. 18 del 20 maggio 2002 (un omnibus dal titolo “Disposizioni per la precauzione in materia alimentare e per la coltivazione, l’allevamento, la sperimentazione e la commercializzazione di organismi modificati e di prodotti da essi derivati. Norme per la produzione dei prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense pubbliche”): innanzitutto vieta nelle attività di ristorazione di scuole, asili, mense universitarie, ospedali, luoghi di cura, uffici pubblici di regione, province e comuni, anche se a gestione privata, la somministrazione di prodotti contenenti Ogm.
Poi prevede l’erogazione di contributi nella misura massima del 30% dell’importo totale della spesa sostenuta nell’anno precedente agli enti gestori di attività di ristorazione collettiva che utilizzino almeno il 30% di prodotti biologici, tipici e tradizionali (aumentato al 50% se i prodotti sono anche di produzione regionale).
Buona (anzi, ottima).
Legge regionale Emilia Romagna n. 29 del 4 novembre 2002 (Norme per l’orientamento dei consumi e l’educazione alimentare e per la qualificazione dei servizi di ristorazione collettiva): prevede che i prodotti utilizzati per la preparazione dei pasti provengano in misura complessivamente non inferiore al 70% da coltivazioni biologiche, integrate e da prodotti tipici e tradizionali, con priorità ai prodotti biologici e Ogm free.
Per i servizi di ristorazione collettiva dei nidi d’infanzia, delle scuole materne ed elementari, tutti gli ingredienti devono provenire da coltivazioni biologiche, fatta naturalmente salva l’eventuale irreperibilità sul mercato.

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