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mensaNelle mense scolastiche italiane ogni giorno consumano il pranzo 1,6 milioni di bambini tra elementari e materne.
Un bando di gara su 4 per il servizio mensa
, nel 2009, è stato aggiudicato con il criterio del massimo ribasso. Cioè, pagando il meno possibile.
Lo dice la Angem, l’Associazione nazionale della ristorazione collettiva e servizi vari, che aderisce alla Fipe-Confcommercio.
Insomma, vige una politica del sottocosto, col malcostume tipicamente nazionale delle gare al massimo ribasso.
E’ stato calcolato che in alcuni casi vengono somministrati pasti con un valore delle materie prime inferiore a un euro.
Tutto questo è indecente soprattutto perché coinvolge l’infanzia.
Una risposta decisa a questo malcostume possono essere le mense Bio, dove la qualità viene prima del prezzo.
E, al riguardo, sarebbe sufficiente applicare le leggi. Quelle leggi che, probabilmente, rispetta chi indice le gare senza il criterio del massimo ribasso. Tanto che oggi sono oltre un milione i pasti con ingredienti biologici forniti quotidianamente nelle mense scolastiche italiane (140.000 solo nella città di Roma).
Il comma 4 dell’articolo 59 della Legge del 23 dicembre 1999 n. 488 (“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, cioè la legge finanziaria 2000), infatti, impone l’uso quotidiano di prodotti biologici agli enti che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere, stabilendo che “per garantire la promozione della produzione agricola biologica e di qualità, le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche ed ospedaliere prevedono nelle diete giornaliere l’utilizzazione di prodotti biologici, tipici e tradizionali nonché di quelli a denominazione protetta, tenendo conto delle linee guida e delle altre raccomandazioni dell’Istituto nazionale della nutrizione. Gli appalti pubblici di servizi relativi alla ristorazione delle istituzioni suddette sono aggiudicati ai sensi dell’articolo 23, comma 1, lettera b, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, e successive modificazioni, attribuendo valore preminente all’elemento relativo alla qualità dei prodotti agricoli offerti”.
Come dicevamo, prima la qualità, poi il prezzo.
Un diffuso impiego del biologico nella ristorazione collettiva, inoltre, favorisce una sana, sicura e corretta alimentazione fin dalle prime fasce di età. Per questo motivo, gli sforzi istituzionali si devono indirizzare verso gli aspetti alimentari, nutrizionali ed educativi delle mense Bio.
L’aumento della domanda da parte della ristorazione collettiva, che offre alle aziende agricole l’opportunità di programmare le produzioni di significative quantità, può stimolare le conversioni aziendali al metodo biologico, con rilevanti benefici per l’ambiente e il territorio rurale.
Per questo motivo la Regione Veneto (che ha una legge specifica sulle mense Bio, la 6/2002 – “Norme in materia di consumo di alimenti nelle mense prescolastiche e scolastiche, negli ospedali e nei luoghi di cura e di assistenza”) e Veneto Agricoltura hanno indetto una serie di seminari dal titolo “La mensa biologica: situazioni, obblighi e opportunità per la ristorazione scolastica in Veneto”.
Questi seminari si rivolgono alle amministrazioni comunali, alle scuole e agli enti che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere, ai medici pediatri, ai dietisti, alle imprese di ristorazione. A tutti coloro, in sostanza, che dovrebbero decidere e vigilare sull’alimentazione dei bambini.
Inoltre verranno diffuse alcune utili indicazioni alle amministrazioni (cui il quadro normativo comunitario, nazionale e regionale stabilisce il dovere di usare prodotti biologici) e a chi dei servizi di ristorazione scolastica e ospedaliera è utente (al quale, di converso, il quadro normativo attribuisce il diritto a pasti con ingredienti biologici).
Il calendario dei seminari.
5 febbraio al Centro congressi “La Fabbrica” di Cerea (Verona);
12 febbraio presso la Corte Benedettina di Legnaro (Padova);
19 febbraio presso Villa Braida di Mogliano Veneto (Treviso).
Il programma per tutti e tre gli appuntamenti è il seguente: ore 9, introduzione ai lavori di Stefano Barbieri, di Veneto Agricoltura; ore 9,15, “Il piano di rafforzamento e sviluppo dell’agricoltura biologica”, di Pier Luigi Perissinotto, direzione Produzioni agroalimentari, Regione Veneto; ore 9,30, “Le linee guida per la ristorazione scolastica”, di Riccardo Galesso, Unità di progetto Sanità animale e Igiene alimentare, e Saverio Chilese, Ulss 4, Regione Veneto; ore 9,45, “Alimentazione biologica: nuovo abbecedario di nutrizione infantile”, di Guido Moro, centro di alimentazione infantile ospedale Macedonio Melloni di Milano; ore 10,15, “Sicurezza nutrizionale e strategie di prevenzione: la dieta mediterranea biologica nell’era post-genomica”, di Laura di Renzo, dirigente di Ricerca dell’Istituto nazionale per la dieta mediterranea, Università Tor Vergata, Roma; ore 10,45, “Biobenessere in cucina: gusto e salute per far crescere sani i nostri bambini”, di Massimo Giubilesi, tecnologo alimentare, esperto in progettazione di linee food&catering complesse; ore 11,30, “La gestione dei capitolati e l’approvvigionamento per la ristorazione collettiva biologica, di Tamara Moretto, Cir Food Padova; ore 12, presentazione di alcune esperienze significative da parte di Comuni del Veneto. In chiusura, il dibattito.
Per partecipare ai seminari è obbligatoria la preeadesione, registrandosi al Cip, Centro di informazione permanente di Veneto Agricoltura: www.regione.veneto.it/centroinformazionepermanente/Login.aspx.
Info: www.venetoagricoltura.org.
I dati sulla ristorazione esclusivamente scolastica nel Veneto dicono che il 60,61% dei Comuni utilizza quotidianamente prodotti biologici per la ristorazione dei loro piccoli cittadini, mentre il 39,39% non fornisce con frequenza giornaliera prodotti biologici all’utenza del proprio servizio.
Dati tutto sommato positivi, ma che contrastano ugualmente con l’articolo 3 della legge regionale del Veneto, il quale prevede che in tutte le mense prescolastiche e scolastiche, negli ospedali e nei luoghi di cura e di assistenza, gestiti in qualsiasi forma da soggetti pubblici o anche privati, debbano essere somministrati esclusivamente:
• prodotti con certificazione che non derivino da OGM né contengano OGM;
• prodotti biologici;
• carne bovina proveniente da un sistema di identificazione e di registrazione degli animali in conformità alla normativa europea emanata durante la crisi dell’encefalopatia spongiforme bovina.

La stessa legge impone agli enti gestori anche l’obbligo di comunicare agli utenti, con mezzi idonei e adeguati, la provenienza degli alimenti somministrati, al fine di favorire la giusta informazione del cittadino.
Oltre alla Regione Veneto, altre Regioni hanno adottato proprie norme in materia: il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna (dove, in particolare, dai nidi d’infanzia alla fine delle scuole elementari devono essere forniti soltanto prodotti biologici), la Toscana, il Lazio, le Marche e la Basilicata.

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3 commenti
  • Mimmo Didonna
    03.02.2010 ore 10:10

    La Legge che impone i prodotti biologici nelle mense scolastici esiste, l’organizzazione del settore biologico anche, cosa manca allora affinchè quando vengono bandite le gare di appalto tutti gli enti locali adottino il biologico così come impone la legge? Il codacons può fare qualcosa?
    Mimmo DIDONNA – http://www.codacons.it Area tematica “Scuola ” e sottoarea tematica “ Scuola Sicura”
    Igiene e sicurezza nelle scuole
    Fondatore e moderatore lista discussione: http://it.groups.yahoo.com/group/igiene_sicurezza-scuole/
    Iscrizione alla lista: igiene_sicurezza-scuole-subscribe@yahoogroups.com
    Compila la scheda di segnalazione aule/pollai: http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=115956
    Compila la scheda fai da te: http://www.codacons.it/scuola/sicurezza_scuole_form.html
    E-mail: codacoba@tin.it


  • valentina simonovich
    08.10.2011 ore 11:09

    Buon giorno!
    Vi scrivo dopo aver letto l’articolo sul cibo biologico nelle mense delle scuole italiane e, vorrei sottopirvi una domanda: com’è possibile che, nel comune dove vivo, Monfalcone, abbia vinto l’appalto una ditta di Reggio Emilia che come prezzo ha proposto 5,02 euro a pasto? E questa è stata da ditta che ha offerto il MINOR prezzo, e all’ora mi chiedo: cosa offrivano le altre ditte in gara?
    Secondo me è VERGOGNOSO che si faccia pagare così tanto, trattandosi di bambini!!! Il cibo sarà anche biologico ma, a mio avviso, nell’alimentazione di un bambino non cambia nulla!!!!
    Le mie figlie non hanno mai mangiato biologico e sono cresciute sane ugualmente ed allora perchè il ministero della sanità ha IMPOSTO questo tipo di regime alimentare nelle scuole, che oltrettutto è più caro e non tutti se lo possono permettere?
    Spero in qualche risposta.
    Grazie.


  • Giovanni Bertizzolo
    08.10.2011 ore 11:10

    Ciao Valentina, non abbiamo risposte da darti. Rimaniamo sbalorditi, come te. E indignati!



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