“Basta poco”, anche per parlare male del biologico….
L’amico Antonio Galdo, giornalista indagatore, promotore di “Non sprecare”, a tutti gli effetti un movimento che trova sempre più consensi, ha scritto un altro libro sul tema. Il titolo è “Basta poco” (edito da Einaudi) e ne consiglio la lettura. Il sottotitolo, poi, è emblematico del contenuto: “Pensieri forti e gesti semplici per una nuova ecologia della vita quotidiana”.
E’ un libro interessante, che fa pensare, che si legge tutto d’un fiato, che invita a un nuovo comportamento civile e sociale, che dedica un capitolo anche al biologico. Capitolo che però (Antonio, non me ne volere!) non rende merito al cibo biologico, trascinandolo nella solita retorica dell’assunto che “non inquina, tutela l’ambiente, ma costa di più ed è dimostrato che non ha qualità salutistiche migliori degli alimenti convenzionali”.
Insomma, Antonio Galdo scrive chiaramente che il biologico è solo un’abile azione persuasiva di marketing: fa bene all’economia, non alla salute.
A parte il fatto che se così fosse il biologico avrebbe ben altro impatto (continua…)
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Gli oli biologici isolani confermano l’Italia ai vertici dell’olivicoltura Bio mondiale. A sancirlo è il principale verdetto del Premio Biol, la kermesse internazionale riservata ai migliori oli Bio, che da 16 anni assegna in Puglia i più importanti riconoscimenti mondiali del settore.
A sessantacinque anni Nelson Campanioni è fiero di fare il contadino e non vuole essere trattato da sognatore quando spiega che a Cuba le città possono accogliere distese di orti. Campanioni è il segretario esecutivo del Programma nazionale d’Agricoltura urbana e suburbana: “una rivoluzione agroecologica”, secondo lui, che consiste nel moltiplicare le aree agricole e orticole in città, occupando anche i tetti dei palazzi.
Il “guerrilla gardening” è una forma di “guerriglia” urbana che punta a riappropriarsi degli spazi urbani abbandonati, coltivandoli e facendoli fiorire. E’ una pratica che sta prendendo sempre più piede nelle capitali europee, dove gli abitanti cercano di riavvicinarsi alla natura, relazionandosi in maniera diversa con ciò che mangiano. Una delle città in cui il “guerrilla gardening” ha avuto più successo è Berlino (città creativa, frizzante, motivante sotto molti punti di vista), dove le attività di “guerriglia” non si limitano solo a spargere semi più o meno clandestinamente negli spazi cittadini non utilizzati.
Il 23% dei genitori italiani dichiara che i propri figli non consuma quotidianamente frutta e verdura.
Il periodo che stiamo vivendo è caratterizzato da grandi cambiamenti e contraddizioni, da una parte l’esasperazione della globalizzazione, dall’altra la ricerca di uno stile di vita più naturale, ecologico e perché no etico. Gli acquisti, quindi, diventano consapevoli e il consumo più critico e attento.
Finora c’erano i Gas (Gruppi di acquisto solidale), adesso nascono i Gat, cioè i Gruppi di acquisto terreni. Una nuova categoria che ha fatto del biologico la sua bandiera. A monte, come sempre in queste cose, c’è una crescente consapevolezza che il gruppo, la squadra, il “fare” insieme può costruire qualcosa di importante.
Per una Pasqua biologica, un uovo pasquale Bio. Detto, fatto. Eccolo qua: firmato dall’azienda dolciaria Giampaoli di Ancona. E’ il primo uovo di Pasqua ecologico e biologico insieme.
Sono 5,5 milioni gli italiani che ogni giorno mangiano fuori casa nell’ambito del circuito della ristorazione collettiva pubblica, 2,4 milioni dei quali sono studenti, 200 mila degenti di ospedali, 450 mila tra esercito, polizie e forze dell’ordine. In tutto il settore muove un giro d’affari di 6 miliardi di euro l’anno. Considerando che il costo medio per la materia prima di ogni pasto erogato nelle mense è di 1,6 euro, il mercato delle mense solo per i produttori di cibo muove un giro d’affari di 8,8 milioni di euro al giorno. E ancora, considerando che un milione di bambini mangia menu
Secondo gli ultimi dati diffusi (Isema/Nielsen in testa), il 2010 si è chiuso positivamente per l’alimentare biologico, con una crescita dei consumi su base annua dell’11,6% in valore, vale a dire il più elevato degli ultimi otto anni. Sul fronte distributivo, continuano a spingere le vendite soprattutto gli ipermercati, ma risultati soddisfacenti si registrano anche negli altri canali (in particolare negozi tradizionali e liberi servizi). Le vendite del biologico, oltre alla performance positiva dello specializzato (tra il 15 e il 20% in più), hanno coinvolto positivamente la grande distribuzione, il dettaglio tradizionale, gli ipermercati e i supermercati. Nel dettaglio: ipermercati, +18.2%; supermercati +3.7%; negozi tradizionali +29.3%; superette +26.8%; hard discount +14.9%. 







