Nel mio ultimo post, ho presentato un convegno sulla comunicazione del Bio che si svolgerà nell’ambito del Sana giovedì 10 settembre. Tra le righe, ho fatto capire di essere scettico sul tema, visto che la comunicazione nel campo dell’alimentazione biologica in Italia è, per essere benevoli, ancora allo stato primordiale e ristretta a livello di nicchia. Lo dimostra il fatto che il settore continua a offrire il fianco alle polemiche strumentali di turno (non ultima quella del quotidiano La Stampa, della quale abbiamo riferito, un attacco vero e proprio) e lo dimostra ulteriormente il fatto che nel convegno bolognese di giovedì non solo state invitate a dire la loro quelle quattro-cinque aziende italiane del Bio (non sono di più!) che fanno, o comunque tentano di fare, una comunicazione con tutti i crismi per essere definita tale.
Sono un uomo di comunicazione, pertanto mi permetto di suggerire un canale sul quale lavorare, sia a livello istituzionale, sia aziendale.
Mi piacerebbe che in tutte le forme della comunicazione sviluppate (campagne pubblicitarie, spot, ma anche strumenti elementari come Brochure, presentazioni, profili aziendali) ci fossero i capisaldi dell’agricoltura biologica che la rendono decisamente superiore all’agricoltura tradizionale (che ormai chiamerei agricoltura chimica). Una sorta di “manifesto” del Bio, da divulgare in continuazione, che ribadisce questi concetti:
1) l’agricoltura biologica consuma in media il 25% in meno di energia dell’agricoltura convenzionale;
2) l’agricoltura biologica, rispetto all’agricoltura convenzionale, consuma fra un terzo e la metà di energia derivata da fonti fossili, principale causa della produzione dei gas serra) per unità di prodotto realizzato;
3) in agricoltura biologica, oltre a produzioni meno intensive, l’utilizzo di concimi organici e la pratica dei sovesci stimolano l’accumulo della sostanza organica, a sua volta fondamentale per trattenere l’acqua del terreno;
4) l’agricoltura biologica ritiene che una pianta sana in un terreno sano sia più resistente ai parassiti, e adotta una vasta gamma di metodi naturali per aumentare la fertilità del suolo e la resistenza delle piante a parassiti e malattie;
5) gli alimenti biologici contengono una quantità inferiore di nitrati e di acqua, un maggior contenuto di vitamine, polifenoli e antiossidanti nella frutta e negli ortaggi, mentre il latte di vacca ha livelli maggiori di omega-3, acidi grassi, vitamina E e beta-carotene, tutte sostanze utili nella prevenzione del cancro;
6) in agricoltura biologica attualmente sono solo 42 gli additivi alimentari impiegati, per lo più innocui o tollerabili, contro i 378 del convenzionale, spesso usati per mascherare difetti e carenze di materie prime scadenti;
7) mangiare cibi biologici porta a uno stile di vita più sano;
8 ) il cibo biologico ha un sapore migliore e una maggiore consistenza.
Partiamo da questo “manifesto” per parlare di comunicazione Bio alla gente come agli opinion leader. E cominciamo a parlare davvero di comunicazione e non di slogan buttati là.
Benvenuti nel Blog del Biologico in Italia.
Se ti interessi o ti occupi di Bio e vuoi contribuire allo sviluppo di questo progetto, contattaci!
26
ago
La comunicazione nel Bio non c’è e non si vede. Partiamo da questo “manifesto”…
scritto da Giovanni Bertizzolo | postato in Documentazioni sul biologico
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01.09.2009 ore 10:45
Ottimo articolo e complimenti per il blog.
Io però l’agricoltura tradizionale la chiamerei “agricoltura (chimica) di sintesi” e non solamente “agricoltura chimica”, in quanto anche l’agricoltura biologica “usa” le meravigliose leggi delle chimica. È sbagliato, secondo il mio punto di vista, demonizzare questa branca della scienza…
Nel terzo punto inoltre sottolinerei maggiormente che l’agricoltura biologica evita perciò il problema della desertificazione: ne è a rischio il 51% del territorio italiano e ne pagheranno il conto i nostri figli…