L’ottava edizione del premio Vini di Toscana, celebrata ieri a Firenze, ha avuto come grande protagonista la viticoltura sostenibile, in particolare il metodo di coltivazione biologico.
A rappresentare tutto il territorio e i produttori di settore, sono stati quattro produttori e un tecnico, specializzato in questo metodo di produzione, che hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento.
Si tratta dei fratelli Lo Franco da Arezzo, di Giovanni Manetti da Panzano in Chianti (Firenze), di Ruggero Mazzilli, agronomo, da Gaiole in Chianti (Siena), di Hideyuki Miyakawa da Suvereto (Livorno), di Moreno Petrini da Capannori (Lucca).
“E’ il riconoscimento allo sviluppo della viticoltura biologica toscana e al successo delle produzioni enologiche da essa ottenute. Uno sviluppo che si è articolato in forme diverse, ma tutte basate sull’entusiasmo e sulla convinzione che il vino racconta la Toscana - ha sostenuto, presentando la cerimonia, l’assessore alle politiche istituzionali di Firenze, Agostino Fragai -. Oggi la viticoltura sostenibile copre il dieci per cento della superficie a vite della regione, circa 6mila ettari sugli oltre 60mila del coltivato. Un’indicazione per il futuro, per una crescita sostenibile di cui la Toscana è sempre stata capofila”.
Il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, ha salutato gli intervenuti ricordando il ruolo del settore vitivinicolo nel rappresentare l’immagine della Toscana nel mondo. “Tradizioni, qualità e cultura; sono questi i valori di cui i produttori si fanno testimoni - ha affermato Martini -. Il premio Vini di Toscana ha passato in rassegna, nel corso delle sue diverse edizioni, tutto le categorie che costituiscono l’insieme del mondo vinicolo regionale. Non poteva dunque mancare chi ha scelto questa sponda che vuole valorizzare e salvaguardare il territorio sotto il profilo ambientale e qualitativo oltre che produttivo, con un occhio, perché no, alla salvaguardia del paesaggio e del profilo turistico. E’ quanto serve per conservare riconoscimenti che vanno ben oltre i confini regionali”.
La viticoltura biologica copre con i suoi circa 6mila ettari intorno al 10 per cento della superficie vitata regionale, quasi 65mila ettari di cui oltre 35mila iscritti ad albi per vini a Denominazione d’origine.
Si è passati dai 2mila ettari del 2001 alla superficie attuale, quindi è evidente l’espansione del settore. Sul complesso della superficie biologica complessiva in Toscana, intorno ai 100mila ettari, la vite rappresenta il 6 per cento del totale.
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8
feb
Il premio Vini di Toscana 2010 tributa i giusti onori al biologico
scritto da Giovanni Bertizzolo | postato in Agricoltura biologica
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