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nocciolataIl primo gennaio 2010 è cambiato il regolamento del biologico. Quali sono le novità più interessanti per i consumatori?
Intanto la cosa più visibile è che adesso i prodotti possono chiamarsi “biologici”. Mentre il regolamento precedente imponeva che si indicasse da “agricoltura biologica”, ora è possibile usare l’aggettivo “biologico”.
Questo significa che presto troveremo sulle etichette scritte come latte biologico, pasta biologica, e così via, e questo renderà tutto più immediato e più facile per i consumatori.
Altra regola importante introdotta è che queste parole ora sono ancora più protette. Prima un’azienda non biologica poteva chiamarsi “biofragole” piuttosto che “ecologica X” e riportarlo in etichetta. Ora non è più possibile. Un’azienda può avere un nome che fa riferimento al biologico, all’organico o all’ecologico solo se produce biologico certificato.
Pertanto, il consumatore sarà ulteriormente garantito, in quanto non ci si può (continua…)

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pesticidiUna contraddizione chiama l’altra… La Camera e il Senato degli Stati Uniti stanno per votare un provvedimento che metterà in seria difficoltà le coltivazioni biologiche negli States. Il disegno di legge è siglato HR 875 ed è supportato da una fortissima pressione dei poteri più o meno occulti. Questi poteri vogliono che diventi legge in tempi brevi. E la popolazione non ne sa quasi nulla.
Il principale sostenitore della legge è, ovviamente, la Monsanto, la multinazionale della chimica e dell’ingegneria genetica, seguita dalla Cargill, dalla Adm (Archer, Daniels e Midland) e da altre 35 grandi imprese agroalimentari. (continua…)

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pescePer i produttori italiani sta arrivando la possibilità di allevare pesci biologici. Ancora poche settimane, infatti, e finalmente l’Unione europea approverà una normativa sull’acquacoltura biologica, un fenomeno finora regolato solamente da alcuni Stati del Centro-Nord Europa, in particolare Austria, Germania, Norvegia e Paesi Baltici.
Fino ad oggi l’acquacoltura biologica in Italia di fatto non è esistita, in quanto non codificata.
A breve, quindi, una normativa comunitaria definirà il settore, delimiterà aree e azioni, individuerà pratiche di allevamento.
Il regolamento Ue avrebbe già dovuto essere pronto e approvato da tempo, ma a Bruxelles (Commissione Agricoltura-Dg Pesca) si è discusso molto in proposito. E si è fatta molta “politica”. Con il “blocco” del Nord Europa contrapposto all’area Mediterranea, come spesso accade in ambito agricolo. (continua…)

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no-ogmLa cooperativa agricola “La Terra e il Cielo”, una delle più vecchie e importanti aziende biologiche italiane, denuncia in un’ampia e dettagliata lettera aperta i danni causati agli agricoltori e ai consumatori dalla legge 2009 sul biologico recentemente approvata. La pubblichiamo integralmente e attendiamo altre opinioni.
La nuova legge europea sul biologico, entrata in vigore all’inizio del 2009, prevede che un alimento possa ancora chiamarsi biologico ed essere considerato e venduto come tale, pur in presenza di una contaminazione fino allo 0,9% di Ogm (Organismi geneticamente modificati).
Gli agricoltori biologici non sono affatto d’accordo su questo aspetto, che viene loro imposto.
Una delle prerogative principali e una delle regole essenziali del (continua…)

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cartello-21Continuiamo il dibattito sulle mense Bio. Oggi il nostro Pinton spiega nei particolari quali sono le leggi regionali approvate in Italia. Attendiamo le vostre opinioni, il racconto delle vostre esperienze, i vostri consigli e, perché no, le vostre critiche.
Le leggi regionali approvate in Italia
Legge regionale Friuli Venezia Giulia n. 15 dell’8 agosto 2000
(Norme per l’introduzione dei prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense pubbliche e per iniziative di educazione alimentare): interessa le mense scolastiche, i servizi di refezione e di ristorazione collettiva e ogni altro tipo di fornitura di pasti. (continua…)

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logo_ueIndicazione obbligatoria in etichetta del luogo di produzione delle materie prime e l’introduzione di un marchio europeo generale di qualità, con la dicitura “prodotto nell’Unione europea”. “Marchio” che consentirà ai prodotti comunitari di distinguersi sul mercato, godendo, di un vantaggio competitivo agli occhi dei consumatori.
E ancora una maggiore tutela comunitaria e internazionale per Dop e Igp, per la produzione biologica, che rappresenta una grande possibilità di crescita dell’agricoltura europea, informazioni più trasparenti in tema di Ogm e la creazione di un’Agenzia europea per (continua…)

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