Nel ristorante di Bon Jovi mangi biologico e paghi quanto puoi…
Ci sono molte star che hanno optato per uno stile di vita sano ed ecologico. Tra le più note c’è sicuramente Leonardo Di Caprio, che ha investito molti soldi per un appartamento super ecologico a New York. Ma non è il solo. La rockstar Jon Bon Jovi ha avuto un’idea innovativa ed esemplare nel mondo della ristorazione.
Si chiama “Soul Kitchen” è nel New Jersey (207 Monmouth Street, Red Bank) ed è un ristorante solidale ma anche green. La particolarità principale è che ognuno paga come può: chi non può permettersi di pagare con i soldi, non deve rinunciare a un pasto, ma può ricambiare, magari aiutando a lavare i piatti nel locale.
In un periodo di grande crisi, all’interno di una famiglia i tagli partono dalle cose più superficiali e i ristoranti rientrano tra (continua…)
Negli ultimi sei anni i canali di distribuzione alternativi, con la loro rapida crescita, hanno rappresentato per il biologico un importante fattore di sviluppo. Le mense scolastiche Bio, ad esempio, sono cresciute del 35%. Un interesse sempre crescente di amministrazioni e genitori verso il biologico, confermato anche da una recente ricerca realizzata dall’Aiab Lombardia.
Il G20, che ha riunito a Cannes i capi di stato e di governo dei Grandi del mondo, si è concluso venerdì scorso, ultima giornata di una due giorni durante la quale i temi in agenda, l’agricoltura e i cambiamenti climatici, sono stati oscurati dalla risonanza sulla poca credibilità a livello internazionale dell’Italia e da tutto il sistema finanziario in crisi.
Continua l’arrogante battaglia della Nestlé (il più grande produttore mondiale di cibo, stabilimenti in 80 Paesi e un giro d’affari di circa 52 miliardi di dollari) contro il biologico. Peter Brabeck, il presidente, intervistato dal Financial Times, ha detto che i timori in Europa per i rischi per la salute provocati dagli Ogm non hanno basi, lo dimostra il fatto che gli americani ne consumano da decenni.
I media ne celebrano continuamente il boom economico, ma l’altra faccia del Brasile è poco conosciuta. Eccone un esempio. Dal 2008 il Brasile è il maggior consumatore di agrotossici del mondo: ogni brasiliano consuma in media 5,2 litri di agrotossici l’anno. La salute dei lavoratori brasiliani costa 50,8 miliardi alle casse pubbliche, le imprese cerealicole e sementiere transgeniche riscuotono diritti sui brevetti (royalities) dai contadini, che hanno l’obbligo di utilizzarli, e poter così usufruire di incentivi fiscali da parte dello Stato per lo sviluppo delle loro aziende.
Tra gli ortaggi autunnali, il carciofo, come tutte le verdure e gli ortaggi amari, è un vegetale che ha ottime qualità disintossicanti ma, a sorpresa, anche snellenti. A tutti è noto il potere purificante sul fegato, ma meno scontate sono le sue virtù di riequilibrante intestinale: grazie a fibra e inulina, una sostanza che ha effetto prebiotico, il carciofo facilita infatti la produzione di batteri buoni ed efficaci per la salute del tratto intestinale e per contrastare il gonfiore dal punto vita.
Sarà la prima persona “privata” ad intervenire all’assemblea che riunisce le 20 maggiori economie del mondo, il G20 (domani e venerdì a Cannes), e non parlerà di informatica, ma di agricoltura. L’atteso intervento di Bill Gates, fondatore di Microsoft, miliardario e da qualche anno filantropo attivissimo in decine di progetti nei Paesi più poveri del mondo, come Etiopia, Kenya e Somalia, ha dello storico, perché se è vero che l’Occidente sta vivendo una crisi economica di cui ogni giorno scopriamo la gravità, il Sud del mondo convive ancora quotidianamente con la tragedia della denutrizione. Secondo le ultime statistiche della Fao, ci
“Langhe Doc – Storie di eretici nell’Italia dei capannoni” è un film-documentario di Paolo Casalis, giovane regista e architetto braidese. Film-verità imperniato sulla storia di tre produttori di cibo: Maria Teresa Mascarello, Silvio Pistone e Mauro Musso, un pastore, un produttore di pasta artigianale, una produttrice di vino. Tre personaggi, tre eretici, come si definiscono, perché pensano e agiscono in modo diverso, perché controcorrente, determinati a fare cibo e vino come detta la terra e non la commercializzazione e la richiesta del mercato. Tre “arditi” che hanno visto un futuro che non piaceva loro e lo hanno rifiutato.
Prende più piede il “falso” anche nel biologico.
Pannelli solari e agricoltura: si può? Certamente che si può. Tanto che è nato l’agrovoltaico, un mix tra agricoltura e fotovoltaico che potrebbe rivoluzionare il modo di produrre, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando.










