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In Italia il fenomeno degli orti urbani stenta a decollare, a Londra, invece, è in pieno sviluppo. Per ora gli orti urbani sono 611, diventeranno 2.012 entro la fine di quest’anno.
Gli agricoltori degli orti urbani a Londra sono diventati dei veri e propri personaggi, tanto che i loro prodotti finiscono anche nel menu dello chef-vip Gordon Ramsay. Non solo. Produrranno anche tutti gli ortaggi necessari al consumo delle prossime Olimpiadi (27 luglio-12 agosto).
Ma le novità riguardanti l’Olimpiade londinese non finiscono qui.
Finiti i giochi, infatti, il sito olimpico potrebbe diventare un nuovo, grande spazio per l’agricoltura urbana. L’indiscrezione arriva dal “The Indipendent”. (continua…)

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Anche metodi analitici innovativi possono contribuire a rendere il biologico più sicuro. Allo scopo, un gruppo di ricercatori europei lavorerà nei prossimi tre anni alla messa a punto di una “impronta digitale analitica” dei prodotti biologici, che permetterà di identificare il “vero bio” rispetto ai tentativi di frode.
Il progetto, più che mai d’attualità, sarà coordinato dall’Università di Copenhagen e vede la collaborazione italiana della Fondazione Edmund Mach, con la competenza acquisita negli ultimi anni dal Centro ricerca e innovazione relativamente ai rapporti tra isotopi stabili soprattutto dell’azoto, dell’Aiab, che definirà le filiere e raccoglierà i campioni da sottoporre ad analisi, e (continua…)

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Revisione del sistema di certificazione, Politica agraria comunitaria e più servizi alle imprese del settore. Il 2012 vedrà il biologico alle prese con queste tre sfide, forte dei successi ottenuti nel 2011. Nonostante la crisi, infatti, il settore ha segnato importanti traguardi nei consumi domestici: gli ultimi dati definitivi, risalenti all’estate del 2011, parlano di un +11%.
“E per le esportazioni ci aspettiamo almeno il doppio”, spiega all’Adnkronos Paolo Carnemolla, presidente di FederBio, sottolineando che, nonostante i buoni risultati, “ci sono straordinarie opportunità per il settore che ancora non riusciamo a cogliere”. Nel 2012 si cercherà di porre rimedio. A partire (continua…)

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Si parla sempre di più in Italia di carne biologica, di animali biologici, di allevamenti biologici. Spesso impropriamente. Vediamo quindi di fare chiarezza sul tema.
L’allevamento biologico è fortemente legato alla terra e rispettoso dell’ambiente e degli animali, fino al consumatore finale, e segue delle norme ben precise stabilite dall’Unione Europea, attraverso il Regolamento CE 1804/99, convertito in decreto ministeriale nel 2000.
Oltre alla produzione di latte, uova, carne e loro derivati, gli animali sono importanti perché in sostanza chiudono il ciclo ecologico di un’azienda biologica.
Con il letame forniscono un ammendante per il terreno (continua…)

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E’ partita un’iniziativa per riaccendere la speranza dei ragazzi reclusi. Il progetto prevede l’attraversamento di percorsi di riabilitazione e formazione che intendono coinvolgere i giovani reclusi nelle attività di agricoltura biologica. Stanno per arrivare nell’Istituto minorile Casal del Marmo di Roma, infatti, ben 50 olivi biologici.
L’oliveto Bio fa parte di un piano di formazione che ha l’obiettivo di reinserire da un punto di vista sociale e lavorativo i ragazzi reclusi.
Il progetto vede impegnate una accanto all’altra l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica e Lush, azienda attiva nel campo della difesa dell’ambiente e della promozione di iniziative di solidarietà in tutto il mondo.
Grazie al ricavato della vendita della crema per mani e corpo “Sua Bontà”, Lush ha finanziato l’acquisto di 50 olivi biologici che saranno piantati nell’Istituto minorile Casal del Marmo per offrire ai ragazzi una seconda opportunità. (continua…)

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Predisposizione a ingrassare e stili di vita fuori controllo? Dietro l’epidemia di obesità potrebbero non esserci solo cause individuali, ma anche il numero esagerato di licenze commerciali per aprire fast food.
Lo sostiene uno studio dell’Università del Michigan, condotto dall’italiano Roberto De Vogli, sui dati di 26 Paesi. Lo studio stabilisce un rapporto tra diffusione dei locali in cui si mangiano cibi pronti e i tassi di obesità fatti registrare in quelle nazioni.
In cima alla classifica gli Stati Uniti con 7,52 fast food ogni 100mila abitanti e tassi di obesità del 31,3% tra gli uomini e del 33,2% tra le donne. Risultati simili per il Canada con 7,43 locali ogni 100.000 residenti e il 23,2% di uomini obesi e il 22,9% di (continua…)

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La popolazione sensibile all’ambiente aumenta notevolmente, vuole rispettare il patrimonio naturale, crede fermamente alla ricchezza biologica dell’ecosistema, in grado di assicurare un buon equilibrio al pianeta. A cambiare i propri comportamenti di vita verso una scelta alimentare biologica è una porzione ormai considerevole di italiani: più di una persona su due spende più denaro e compra prodotti naturali per una corretta alimentazione.
L’acquirente tipico nell’era della green economy è una donna, diplomata e dell’Italia Settentrionale, attenta all’acquisto di prodotti alimentari biologici e di detersivi ecologici, che controlla i marchi di qualità ambientale delle merci e la classe energetica degli elettrodomestici acquistati. È questa la fotografia scattata da un’indagine realizzata da Fondazione Impresa, dalla quale emerge il profilo di un consumatore consapevole dei prodotti biologici.
Le imprese operanti nel settore devono riflettere (continua…)

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BUON NATALE!



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Ampliare la commercializzazione dei prodotti biologici, favorendo sia i produttori che i consumatori e riducendo al massimo la filiera. E’ questo l’obiettivo del progetto “Ok, il prezzo bio è giusto!”, che nasce su iniziativa dell’associazione di produttori regionali biologici “Terra Sana Abruzzo”, presieduta da Andrea Ronchitelli, con il sostegno dell’assessore all’Agricoltura della Provincia di Pescara, Angelo D’Ottavio.
“Stiamo organizzando – dice Ronchitelli – degli incontri nei vari comuni per favorire il dialogo tra produttori e consumatori, in modo da avviare una contrattazione tra le parti e arrivare (continua…)

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Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep), ha stretto una collaborazione con diversi partner, nel tentativo di assicurare che il riso, una delle principali colture alimentari del mondo, venga prodotto in modo sostenibile e socialmente responsabile, determinando, al contempo, un aumento dei raccolti, sia per gli agricoltori commerciali, sia per gli agricoltori di sussistenza.
La Sustainable Rise Platform, un’iniziativa dell’Unep, dell’International Rice Research Institute (Irri), della Louis Dreyfus Commodities e della Kellogg Company, promuoverà l’utilizzo di tecnologie e di migliori pratiche agricole in grado di aumentare il raccolto del riso, e di salvaguardare l’ambiente, come confermato dall’organismo delle Nazioni Unite.
L’iniziativa favorirà, inoltre, condizioni lavorative più (continua…)

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