“Vino e olio con anima sociale”, dalla Spagna ecco il Bio al servizio degli altri
Un esempio di sviluppo del settore agricolo, le cui funzioni oltrepassano quelle prettamente produttive, estendendosi alla sfera sociale e apportando così benefici a tutta la comunità e non solo all’azienda, arriva dalla Spagna.
L’Olivera è una cooperativa spagnola che oggi produce olio da 20 ettari di ulivi e 120.000 bottiglie di vino, grazie al lavoro di 20 persone che presentano una disabilità intellettiva. Questa cooperativa, che rientra a pieno titolo nei progetti di agricoltura sociale, è nata ormai più di trent’anni fa dall’iniziativa di quattro studenti che vollero stabilirsi nel villaggio (continua…)
Sembra che sarà una vendemmia positiva quella di quest’anno in Germania, nonostante sia iniziata con largo anticipo.
La Gdo rivede le sue strategie di mercato, puntando sulla sostenibilità? Forse è una tesi ancora avventata, ma c’è chi guarda avanti. Un esempio è l’ecosupermercato della Coop Adriatica che aprirà i battenti giovedì 22 settembre a Conselice, in provincia di Ravenna. L’ecosupermercato ridurrà i consumi energetici del 40% grazie alle energie rinnovabili. E, se si considera che il negozio sarà alimentato esclusivamente da energie rinnovabili, l’impatto ambientale misurato in termini di Co2 sarà nullo.
Prodotti sfusi e alla spina. Soprattutto locali e a km zero. Imballaggi ridotti al minimo indispensabile con conseguenze positive per lo smaltimento dei rifiuti. Sono le regole d’oro delle nuove eco-imprese, ma anche le caratteristiche dei vecchi alimentari sotto casa, soppiantati dall’avvento della grande distribuzione negli anni Novanta. Oggi, però, le piccole imprese cambiano rotta, protagoniste di un nuovo modello economico. A fronte della crisi, l’aspetto sostenibile dei piccoli esercizi di una volta potrebbe rappresentare una valida risposta, perché “eco” è etico, ma anche economico.
Secondo le ultime stime di Ismea, riferite al primo quadrimestre 2011, le vendite di latticini biologici sono aumentate di ben il 20,4% rispetto allo stesso periodo del 2010. Una performance addirittura migliore rispetto a quella già molto positiva messa a segno nel 2010, quando le vendite di prodotti lattiero caseario biologici erano cresciute del 13% in un anno.
È tornato in libreria in edizione aggiornata “L’ape e l’architetto”, il libro che sostiene la necessità di dover guardare alla scienza anche come luogo di riproduzione dei rapporti politici tipici del contesto socio-culturale in cui la stessa scienza è prodotta: in poche parole, il saggio mette in discussione il concetto di una scienza oggettiva, assoluta e super partes. Un libro che fa riflettere ancora oggi (la prima edizione risale a metà degli anni Settanta), anzi, soprattutto oggi che le api devono fare i conti (in tribunale) con l’ingegnere genetico.
In un contesto sociale che tende ad allargare il concetto di agricoltura agreste, estendendolo all’ambito urbano, pur con i limiti intrinseci dettati dall’inquinamento aria-terreno con il quale bisogna confrontarsi, e rendendolo più partecipativo per colui che è nello stesso tempo coltivatore e consumatore, negli ultimi anni si sono delineati diversi fenomeni. Che vanno dagli orti urbani al guerrilla gardening. Coinvolgendo pensionati e pasionari. Rivendendo addirittura l’architettura urbana in funzione di un verde sempre più indispensabile.
Google per far funzionare il suo motore di ricerca e tutti gli altri servizi che offre (YouTube, Gmail, i banner pubblicitari, ecc) consuma annualmente 2,3 miliardi di kilowattora, l’equivalente dell’energia necessaria a 207 mila abitazioni e all’elettricità usata da 41 Empire State Building nell’arco sempre di un anno.
Non è una novità la particolare vocazione alla cura e alla tutela della famiglia da parte delle donne. Non si tratta di un luogo comune, ma sono i dati che lo dimostrano.
L’annuncio della partenza del 










