La proposta di riforma della Pac secondo l’Aiab è “poco coraggiosa”
È stata presentata mercoledì scorso in tutta Europa la proposta di riforma della Pac (Politica agricola comune) per il periodo 2014-2020. Secondo l’Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica) si tratta di un testo legislativo che contiene spiragli di cambiamento, ma che nel complesso è ancora poco coraggioso. In particolare restano alcune gravi criticità, come l’assenza di una regolamentazione dei mercati alimentari e della produzione, e rispetto alle aspettative sono troppo esili i cambiamenti effettivamente presenti nel testo legislativo.
Tuttavia l’Aiab intravede le condizioni per arrivare ad una Pac più legittima, con un tetto ai pagamenti diretti sulla singola azienda e criteri di distribuzione diversi in grado di garantire maggiore equità nell’assegnazione delle risorse. (continua…)
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Ecco un bel esempio di riutilizzo di un terreno prima adibito a discarica.
Quadruplicare il fatturato di un bar in tempi di crisi è possibile. Il segreto è puntare sulla qualità e, soprattutto, accaparrarsi quella fetta di mercato composta da circa 40milioni di persone che, solo in Europa, hanno particolari esigenze alimentari tra intolleranti, vegetariani, vegani, celiaci e salutisti. Senza contare tutta quella consistente fetta della popolazione che ha ormai imparato a fare attenzione a ciò che mangia e beve e quindi sceglie il biologico.
Il “Bioreport 2011. Agricoltura biologica in Italia”, realizzato dalla Rete rurale nazionale (Rrn) in collaborazione con diverse istituzioni e associazioni, è una fotografia del settore biologico italiano che mette a fuoco la produzione, il mercato, la normativa e il sostegno pubblico al Bio. L’Aiab (Associazione Italiana per l’agricoltura biologica) ha curato il capito dedicato alla Bio agricoltura sociale, fenomeno di grandissima attualità e di crescente attenzione da parte delle istituzioni.
Dai carciofi alle pere, dal riso integrale al succo d’uva nera, sono questi alcuni degli alimenti con elevatissimo potere antiossidante che rappresentano preziosi alleati per contrastare l’invecchiamento della pelle.
Il mondo del vino italiano è scosso da innumerevoli fermenti di vitalità ma è anche divenuto più difficile vendere i nostri prodotti ai consumatori italiani. L’offerta è amplissima e la qualità davvero alta anche nelle fasce di prezzo più abbordabili. E allora come si fa a conquistarsi la preferenza del consumatore? Cosa succederebbe se a parità di qualità il consumatore cominciasse a scegliere in base a quanto “green” è una bottiglia? Non è facile, ma affascinante da scoprire, in quanti modi un vino può essere vicino all’ambiente oggi.
Sembra che la crisi economica sorvoli l’Austria, quanto meno dal punto di vista del biologico. Secondo gli ultimi dati ufficiali, infatti, gli agricoltori biologici austriaci nel 2010 hanno incrementato le loro entrate di oltre l’8%.
Si parla tanto (e male) e al contempo poco (e sempre in sede scientifica) del cambiamento climatico in atto che il più delle volte non ci si pensa. Eppure gli effetti si “sentono”: il riscaldamento del pianeta è in atto e le conseguenze sono tragicamente sotto gli occhi di tutti. L’idea comune più diffusa è che di fronte a una questione cosi “globale” c’è poco da fare ormai, quando invece i cambiamenti climatici non sono altro che l’espressione dell’ingranaggio causa-effetto. Le interazioni fra i principali componenti in questo delicato “gioco d’equilibrio” si trovano nel ciclo dell’acqua e nel ciclo del carbonio. Cicli che se ben gestiti, su piccola e larga scala, influirebbero notevolmente sull’evoluzione del nostro pianeta.
A Joannesburg si è svolta recentemente la “Conference Climate-Smart Agriculture: Africa- A call to action” nella quale la Fao e gli stati africani hanno sollecitato gli agricoltori per un maggiore impegno nell’adozione di un approccio “climate-smart” nell’agricoltura africana per affrontare al meglio gli effetti del cambiamento climatico e l’aumento della penuria di risorse naturali.







