Ecco l’ultima novità, la vodka Bio, prodotta in una paesino savonese di 4mila anime
Era quasi inevitabile. Il biologico inizia ad interessare anche la nicchia dei superalcolici, per altro alla ricerca di alternative commerciali, visto il calo di consumi registrato. In avanscoperta sta andando la Origine Green Spirits, laboratorio di produzione che ama differenziarsi: sia per per ubicazione (Cengio, Val Bormida, Appennino savonese, 4 mila anime appena, custodi di uno dei luoghi di maggior densità boschiva d’Europa), sia per filosofia produttiva. Origine ha rilanciato la tradizione dei liquori casalinghi a base di erbe indigene, innestandovi un tocco di arguta contemporaneità con la prima produzione di vodka biologica. Il distillato è ottenuto unicamente da grano biologico, proveniente da coltivazioni italiane del nord-ovest, nei rispetto dei tradizionali cicli agricoli. L’acqua, inoltre, proviene dalle fonti Lurisia (1460 mt, Cuneo) nelle Alpi Marittime.
Oltre alla vodka tutti i prodotti di Origine Green Spirits (il catalogo include distillati e infusi al limone, menta, ginepro, liquirizia, camomilla, finocchio) sono biocertificati. Interessanti anche le ricette per i cocktail, inclusa la versione light.
Nel processo produttivo entra la coop verde Agronatura, che fornisce la materia prima: in particolare, distillati ed infusi con aroma di menta, liquirizia, camomilla e finocchio.
La Gdo rivede le sue strategie di mercato, puntando sulla sostenibilità? Forse è una tesi ancora avventata, ma c’è chi guarda avanti. Un esempio è l’ecosupermercato della Coop Adriatica che aprirà i battenti giovedì 22 settembre a Conselice, in provincia di Ravenna. L’ecosupermercato ridurrà i consumi energetici del 40% grazie alle energie rinnovabili. E, se si considera che il negozio sarà alimentato esclusivamente da energie rinnovabili, l’impatto ambientale misurato in termini di Co2 sarà nullo.
È uno dei prodotti alimentari più consumati nel mondo, ma forse non tutti ne conoscono la storia e le implicazioni importanti sotto il profilo dell’ecosostenibilità. Stiamo parlando del chewing gum o, se preferite, la gomma da masticare. Un prodotto solo apparentemente privo di conseguenze per quanto concerne l’impatto ambientale. Infatti, quando venne brevettata e lanciata sui mercati nel lontano 1866, questa novità, destinata a diventare ben presto un vero e proprio “status symbol alimentare” della società occidentale, sfruttava come ingrediente base il chicle messicano, la gomma naturale ricavata dall’omonima pianta. Gomma naturale che,
Tre giorni su (Bergovitza, provincia di Montana, confine con la Serbia) e giù (Pazardjik, confine con la Grecia) per la Bulgaria ad ammirare le coltivazioni biologiche di frutta della Rigoni di Asiago. Azienda etica dell’Altopiano vicentino che non ha bisogno di presentazioni. Tra le prime a “convertirsi” al Bio in Italia, è diventata leader del mercato delle confetture con Fiordifrutta. Un prodotto biologico che sbaraglia la concorrenza, fatta di prodotti convenzionali. Un caso unico. Che fa storia. Ebbene, quindici anni fa, precorrendo un’altra volta i tempi, i Rigoni (i fratelli Andrea, Antonio, Luigi, il cugino Mario) capirono che per fare le cose come volevano loro, cioè bene, molto bene, con la finalità della qualità totale, dovevano crearsi una filiera autoctona. Partendo dalla materia prima, la frutta Bio. Girarono un po’ d’Italia e molta Europa e infine capitarono in Bulgaria. Dove scoprirono un altro mondo. Una natura incontaminata. Terreni selvaggi (il regime comunista aveva fatto abbandonare l’agricoltura in favore di un’industrializzazione mai decollata), incolti, lo sguardo che si perdeva all’orizzonte senza vedere traccia di una casa, di un essere umano,
Nove italiani su dieci vogliono un’etichetta chiara e trasparente. Un’etichetta che non deve “sedurre” o confondere, ma piuttosto dare più informazioni possibili sui prodotti alimentari, senza trucchi né inganni. Non si tratta solo di sapere il luogo d’origine e provenienza del cibo che va sulla tavola: oggi il consumatore attento vuole conoscere la “storia” di quello che mangia. Per questo Cia (Confederazione italiana agricoltori) e Vas Onlus hanno lanciato la proposta di un’“Etichetta etica”, una sorta di “curriculum vitae” che andrebbe ad affiancare la classica etichetta prevista dalla legge sui generi alimentari.
E’ iniziato ieri a FieraMilanodi Rho-Pero, e durerà fino a mercoledì 11 maggio, 














