Un drink? Sì, ma solo se è Bio! Si chiama Green Drink, confidenzialmente GD. E’ una moda, però una moda che sprigiona sensibilità. Per l’ambiente e per la società. Green Drink è un network mondiale che coinvolge ben 58 Paesi e 637 città, una maniera nuova di fare e bere un aperitivo, con prodotti e vini assolutamente biologici, e discutere informalmente su ambiente e stili di vita.
Sempre più numerosi, gli eco-friendly si danno appuntamento una volta al mese e fanno quattro chiacchiere. Ogni dettaglio, dal menu del buffet alle indicazioni per arrivare al locale, cerca di rispettare quanto più possibile i principi della sostenibilità: a tavola vini a km zero, succhi di mela biologici, bicchieri e stoviglie fatte in amido di mais. Sono Roma e Milano le città pioniere, ma la tendenza sta già facendo il giro d’Italia. Nella capitale è stato il mensile di Legambiente, La Nuova Ecologia, a lanciare, nel dicembre 2006, il primo Green Drink. E ancora oggi continua a organizzarne. A Milano, invece, provvede l’azienda ClimatePartner, esperta in sostenibilità ambientale. Eventi che si moltiplicano, perché quello dell’aperitivo verde sembra essere un approccio nuovo, capace di abbinare la mondanità ai contenuti.
Per la verità, nelle grandi città gli aperitivi sostenibili proliferano. Ma Green Drink è nato per primo ed è oggi il più diffuso. Come spesso accade, è stata Londra a lanciarne la moda. Nel 1989 l’architetto Edwin Datschefski, insieme ad alcuni amici e colleghi “green designers”, organizzò, per caso, il primo incontro Bio.
“Finora abbiamo realizzato una decina di Green Drink – racconta Marco Fratoddi, direttore de La Nuova Ecologia – in occasione di eventi particolari come l’anniversario del protocollo di Kyoto, o più semplicemente per stare insieme e parlare di ecologia. Una volta abbiamo illuminato un’intera birreria al quartiere Prati con delle lampade a led, che garantiscono consumi assai più bassi di quelle ordinarie. In un’altra occasione sono stati invitati degli esperti di bambù a spiegare le caratteristiche virtuose di questo materiale che può sostituire il legname, la plastica e le fibre tessili con un impatto ambientale bassissimo. L’ultimo, invece, è avvenuto al circolo Capoprati di Legambiente, sul Tevere, dedicato al mistero delle navi dei veleni. Insomma, – conclude Fratoddi – con i Green Drink proviamo anche a fare un po’ di sana divulgazione intorno ai temi che ci stanno più a cuore, dagli stili di vita low carbon ai reati ambientali”.
“In ogni appuntamento che organizziamo – spiega Marta Airoldi, di ClimatePartner Italia – è molto importante poter trasmettere un contenuto di rilevanza su sostenibilità e società, pur rispettando lo spirito leggero e sociale che contraddistingue per sua natura qualsiasi aperitivo. Per tutti i nostri GD l’organizzazione è la stessa: cerchiamo di scegliere location e materiali di consumo con una ridotta carbon footprint e di unire persone che vogliono conoscere nuove tecnologie, prodotti, stili di vita sostenibili per l’ambiente di oggi e di domani. Chi è il Green Drinker ideale? Quello che trova un motivo di socializzare nel lifestyle sostenibile e nel comune interesse per l’ambiente”.
E ad ogni Green Drink partecipano studenti, professori, business man, assessori, passanti, curiosi…
La formula pare proprio funzionare, almeno così assicura chi ha partecipato ai DG, per la sua semplicità e la sua modernità. Perché si tratta semplicemente di un gruppo di persone che attraverso una formula elementare, la partecipazione a questi incontri-eventi, creano poi un tam tam di idee a sostegno di una giusta causa.
Mentre a Milano si prepara il cartellone Green Driker del 2010, il direttore de La Nuova Ecologia, Marco Fratoddi, fa sapere che a Roma il prossimo appuntamento è al Circolo Capoprati di Legambiente, sulla sponda destra del Tevere, all’altezza dello Stadio Olimpico, il 18 dicembre alle ore 18: “Un incontro in contemporanea con centinaia di locali in tutta Italia. Saremo proprio nel mezzo del vertice sul clima di Copenhagen e brinderemo perché i grandi della Terra raggiungano un accordo utile ad abbattere le emissioni di Co2”.
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17
nov
L’aperitivo biologico cattura fans. Ci si trova, si parla di ambiente e si beve qualcosa…
scritto da Giovanni Bertizzolo | postato in Ambiente, Prodotti biologici
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