Il Bio sfida la crisi: spesa con i “tutor” della Coldiretti e percezione della qualità
La settimana si chiude con una costruttiva iniziativa della Coldiretti. Invece di sbarrare gli occhi e di alzare le braccia di fronte agli impietosi dati Istat che “certificano” lo stato di crisi informando che le famiglie italiane nel 2012 hanno speso per mangiare 477 euro al mese e in sette casi su dieci sono state costrette a ridurre non solo le quantità, ma anche la qualità dei prodotti acquistati, la Coldiretti lancia una controffensiva provocatoria, sì, ma anche saggia e lungimirante. “Tagliare sul cibo – dicono – significa (continua…)
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Avete presente Nomisma? Sì, sì quella a suo tempo presieduta da Romano Prodi. Struttura bolognese molto ben finanziata che dietro la pomposa definizione di “Società di studi economici”, sforna a ciclo continuo dotti studi e ricerche. Varie amenità che di tanto in tanta trovano rimbalzo nei media. L’ultimo exploit i fenomeni di Nomisma l’hanno registrato alla Fieragricola di Verona ancora in corso. Anticipata da un roboante titolo del comunicato stampa “Da agricoltore a rural-chef con la multifunzione. Diversificare spinge il reddito delle aziende”, hanno presentato una ricerca (su un campione di 1.000 imprese agricole) dal titolo “Diversificazione
Anche metodi analitici innovativi possono contribuire a rendere il biologico più sicuro. Allo scopo, un gruppo di ricercatori europei lavorerà nei prossimi tre anni alla messa a punto di una “impronta digitale analitica” dei prodotti biologici, che permetterà di identificare il “vero bio” rispetto ai tentativi di frode.

















