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percy-coi-documenti-del-processo-72ptCome annunciato nel post del nostro Roberto Pinton lo scorso 18 febbraio, sono in Italia Percy (nella foto) e Louise Schmeiser, la coppia di agricoltori canadesi che sta facendo il giro del mondo per raccontare le loro disavventure con l’agricoltura Ogm. Disavventure non volute e che hanno portato la coppia a perdere una causa contro la multinazionale Monsanto. Il primo incontro pubblico è avvenuto a Milano. Ecco il resoconto dell’agenzia Ansa.
“Spero facciate la scelta giusta. Noi stiamo pagando un prezzo molto alto”. Percy Schmeiser da quando ha intentato la causa contro la multinazionale delle sementi geneticamente modificate Monsanto, è diventato una specie di ‘”guru’” della coltivazione biologica. Agricoltore da oltre 60 anni, il 78enne canadese è diventato uno dei testimonial viventi della battaglia ambientalista. Così insieme alla moglie Louise ha deciso di lasciare l’America e intraprendere un viaggio di incontri e conferenze in Europa. In Italia è sbarcato a Milano. Ma il grande appuntamento europeo sarà una marcia di 35 giorni “per un mondo libero da Ogm”, da Berlino a Bruxelles, annunciata per il prossimo 25 luglio.
“In Italia avete una grande varietà e qualità di prodotti. Non fate il nostro errore – il suo invito – Una volta introdotti gli Ogm, gli agricoltori non hanno più scelta”. L’iniziativa rappresenta un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica nel sostenere un’agricoltura libera da Ogm e appoggiare gli agricoltori “indipendenti” contro le potenti multinazionali della produzione geneticamente modificata.
“In Canada, ma anche negli Usa, stanno cercando di eliminare il diritto degli agricoltori – ha denunciato Schmeiser – di fare i raccolti che vogliono”.
Schmeiser ha raccontato che da quando il suo Paese, nel 1996, ha autorizzato gli Ogm per quattro coltivazioni (soia, mais, cotone e colza) si è registrato un calo delle rese, il dimezzamento dei valori nutrizionali dei prodotti e, soprattutto, un aumento esponenziale dell’utilizzo dei prodotti chimici, il quale ha dato luogo alla crescita di infestanti sempre più resistenti.
“Dopo tredici anni in Canada – ha continuato – non abbiamo più semi puri di soia e colza, sono tutti Ogm. Per noi agricoltori è anche un danno economico, visto che non riusciamo a vendere a molti Paesi che non vogliono gli Ogm”.
Presente all’incontro anche il presidente del Fondo per l’ambiente italiano Giulia Maria Mozzoni Crespi, che ha ammonito la classe politica a non permettere l’introduzione degli Ogm: “I politici di Bruxelles e italiani sono stupidi, disinformati o, molto più probabilmente corrotti, se li accettano”.
“Finché non è dimostrato che gli Ogm non siano un problema per la salute e per l’ambiente, il buonsenso dice di essere prudenti”, ha detto Claudio Mazzini, della direzione qualità di Coop Italia. Mentre il presidente della Ecor-NaturaSì, Felice Lasalvia Di Clemente, ha chiesto l’introduzione di un “testamento biologico” anche per quanto riguarda le risorse naturali.(ANSA).

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