La Francia scatena la guerra alle coltivazioni Ogm, ma è poco spalleggiata…
Continua lo scontro, economico ed ideologico oltre che scientifico, sulle coltivazioni geneticamente modificate. Ad alimentarlo è soprattutto la Francia, Paese da sempre molto restio ad introdurre le coltivazioni Ogm, più volte contrapposta alla Commissione europea che, invece, ha idee molto più aperte al riguardo.
I tecnici dell’agenzia pubblica Afssa (Agence française de sécurité sanitarie des aliments), alla quale il Governo di Parigi assegna la massima autorità in Francia in materia di sicurezza sanitaria degli alimenti, hanno stabilito che il mais Mon 810, prodotto (continua…)
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Arriva l’obbligo di etichettatura d’origine per i prodotti alimentari commercializzati in Italia, a vantaggio di una spesa più consapevole e trasparente. La nuova disciplina sull’etichettatura è il punto centrale del Decreto di legge sulla competitività agroalimentare, proposto dal ministro delle Politiche agricole Luca Zaia (nella foto), varato ieri (20 febbraio) dal Consiglio dei ministri.
Che sia biologico. Che sia a denominazione di origine protetta. E che sia italiano al 100%, certificato e di qualità. Questo è quanto chiede il mercato statunitense per quanto riguarda l’olio extravergine di oliva prodotto in Italia. Una richiesta emersa prepotentemente durante il seminario organizzato per la stampa specializzata da Unaprol, il Consorzio olivicolo italiano, e Veronafiere, in occasione del “Vinitaly Usa”, un tour organizzato a Miami e Palm Beach, in Florida.
Crescono le mense scolastiche biologiche e il numero dei pasti Bio serviti quotidianamente a bambini e giovani di tutta Italia. L’escalation del settore è emersa durante il convegno promosso dal Consorzio controllo prodotti biologici, nell’ambito della Mostra internazionale dell’Alimentazione di Rimini Fiera, esaminando i dati del Rapporto Bio Bank 2009.
Percy e Louise Schmeiser (nella foto) sono una coppia di anziani agricoltori del Saskatchewan (Canada).
Eh sì, il consumatore sembra essersi reso conto del fatto che stringi-stringi è lui, alla fine della giostra, ad avere l’ultima parola. A influire, con le sue scelte d’acquisto, su imprese e mercati, al di là delle varie posizioni di potere che si presentano lungo il percorso che porta un prodotto sulla sua tavola. L’indicazione, anche in questo caso, compare nell’indagine condotta da Lega Ambiente su 2000 famiglie italiane (“BioAlimenta il domani”).
Il 2008 è stato un anno da incorniciare per il consumo di alimenti biologici in Italia. Secondo un’analisi di Coldiretti-Swg, infatti, il mercato ha fatto registrare un aumento in percentuale del 23% e sono ormai quasi 8 milioni i consumatori abituali, mentre ben 7 italiani su 10 hanno inserito prodotti Bio nel carrello della spesa almeno occasionalmente.
Cinquantamila alveari contaminati, dimezzata la popolazione delle api sul territorio nazionale con una perdita di produzione di miele che varia dal 40 al 60%, per un danno economico stimato, dagli apicoltori, in 250 milioni di euro.
La svolta di Barack Obama coinvolge anche l’agricoltura. Il neo presidente degli Stati Uniti, infatti, ha in atto un programma di rilancio per premiare coloro che definisce “la pietra angolare della democrazia americana”.
Uno studio italiano ha dimostrato che le arance biologiche proteggono meglio, rispetto a quelle convenzionali, contro i danni ossidativi al livello cellulare. La ricerca, condotta da due dipartimenti dell’Università di Bologna e pubblicata sull’European Journal of Nutrition, ha dimostrato che alcuni prodotti alimentari derivanti da agricoltura biologica sono più salubri dei corrispettivi alimenti derivanti da agricoltura tradizionale.







