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C’è chi realizza tetti fatti di piante per migliorare l’efficienza energetica delle case, chi ospiterà nel proprio agriturismo anziani che hanno preferito la campagna alle case di riposo, chi fa da “incubatrice” per giovani licenziati che vogliono reinventarsi imprenditori e chi ha rinunciato allo studio di famiglia per salvare una varietà di agnello in estinzione. Sono le storie di successo di alcuni dei giovani imprenditori della Coldiretti riuniti ieri a Roma nella prima grande assise degli agricoltori under 30, con duemila ragazzi, provenienti da tutte le regioni italiane, per affermare (continua…)

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Più di un magnate sta acquistando ettari di terreni agricoli, sparsi qua e là per il mondo. Perché? Partiamo da un presupposto. Il progressivo spopolamento delle aree agricole mondiali si deve alla scarsa redditività dell’agricoltura. I costi di produzione, infatti, troppo spesso superano quelli di vendita all’origine, mentre sono le filiere di lavorazione e distribuzione a far lievitare i prezzi. Risultato: a rimetterci sono prima il produttore, poi il consumatore. Dato questo teorema ormai dato per scontato, le possibilità future sono due: la fine dell’agricoltura, diventata del tutto anti-economica, oppure l’esplosione degli investimenti, con conseguenti forti aumenti dei prezzi. (continua…)

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mazatoL’agricoltura è un settore dove possiamo sperimentare concrete forme di autonomia amministrativa e gestionale capaci di anticipare ed essere d’esempio per il federalismo che serve all’Italia”. Ecco, secondo Franco Manzato (nella foto), assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, il ruolo che l’agricoltura può avere per il federalismo. E questo è il tema centrale della Conferenza dell’Agricoltura di Legnaro (Padova), su cui oggi si è alzato il sipario. Il Veneto si pone come “avanguardia” del federalismo agricolo, forte della sua esperienza: un tavolo di concertazione, un organismo pagatore regionale, lo sviluppo di una piattaforma informativa e, soprattutto, uno Sportello Unico, che fa risparmiare tempo alle aziende e liberare risorse umane e finanziarie.
“La semplificazione delle procedure burocratiche ha come obiettivo – ha detto Manzato – sgravare gli operatori agricoli da norme, autorizzazioni, richieste di contributi e pratiche istituzionali che costano alle aziende, in tempi di attesa, code e spole tra uffici, 35 milioni di euro l’anno”. (continua…)

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trattoreLa faccia dell’Europa agricola è considerevolmente cambiata in questi ultimi dieci anni. Oltre al fatto che ha integrato 12 nuovi Stati membri tra il 2004 ed il 2007, che corrispondono essenzialmente ai vecchi paesi dell’Est, l’Unione europea ha visto scomparire 3,7 milioni di posti di lavoro agricoli, cioè un quarto del totale, tra il 2000 ed il 2009, secondo i dati dell’Istituto europeo di statistica (Eurostat).
Una constatazione paradossale se si pensa al peso della ruralità nei nuovi Stati membri, ma non privo di logica. L’adesione all’Europa ha simultaneamente forzato e finanziato l’ammodernamento (continua…)

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desertificazioneSos di Legambiente: la desertificazione avanza pericolosamente nel Sud dell’Italia. Ad essere fortemente a rischio sono Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Situazione particolarmente grave in Sardegna, dove il pericolo desertificazione riguarda ben il 52% del territorio regionale, di cui l’11% già colpito. A forte rischio anche la Sicilia, le piccole isole e la Puglia. Questi i dati allarmanti sono stati presentati dall’organizzazione ambientalista in un recente dossier sugli ecoprofughi. (continua…)

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agricoltoriSono pochi i giovani italiani alla guida di un’azienda agricola tradizionale, ma le cose migliorano leggermente se si parla di biologico. E’ questo uno dei dati più interessanti emersi da Campus, il Salone della Nuova Agricoltura, che si è svolto a Torino.
Questa tendenza è stata discussa nella tavola rotonda “Dove va l’agricoltura?”. Secondo i dati del “Rapporto tra i giovani e l’agricoltura in Italia”, presentato da Camillo Gardini di Agri 2000, nel Bel Paese solo il 2,9% delle imprese agricole è condotto da giovani al di sotto dei 35 anni, mentre in Francia si raggiunge il 7,5% e in Germania il 7,6%. (continua…)

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coltivazione-farroLa produzione agricola mondiale è aumentata di circa il 50% tra il 1990 e il 2007 e le previsioni per i prossimi dieci anni indicano una crescita annua di circa il 5-6% per i prodotti più commercializzati: frumento, riso e zucchero. Tuttavia il 2009 è iniziato con notizie di raccolti scarsi di cacao, carenze di offerta di zucchero e di alcuni cereali e prospettive non buone per il caffè. In ogni caso, l’alimentare è un settore tipicamente anticiclico e dovrebbe sopportare meglio di altri la recessione in corso.
E’ quanto emerge dall’ultimo report prodotto dall’Area Research della Banca Monte dei Paschi di Siena. Rispetto agli anni precedenti, (continua…)

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percy-e-louise-72-pt1Percy e Louise Schmeiser (nella foto) sono una coppia di anziani agricoltori del Saskatchewan (Canada).
Nel 1998 nei loro campi sono state trovate piante di canola (la colza da olio canadese) geneticamente modificata per la resistenza all’erbicida Round Up.
Infastidita dall’evento (da decenni selezionava proprie varietà di alta qualità e resistenti ai forti venti che spazzano le prairies canadesi), la coppia si attendeva scuse e una qualche forma di indennizzo.
Al contrario, si è vista chiedere da Monsanto 120.000 dollari per la violazione del brevetto di cui la casa biotech è titolare esclusiva.
La causa, con ingenti spese legali per i due plurisettantenni (con figli e nipotini, del tutto privi del phisique du role dei contestatori), si è trascinata per anni e si è conclusa nel 2004 con la loro condanna.
(continua…)

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silvia-perez-vitoriaCominciamo con un applauso. E’ indirizzato a Silvia Pérez-Vitoria, la “pasionaria” dell’agricoltura. All’economista e sociologa, che vive a Parigi, è andato il Premio Nonino 2009 con la motivazione “Solo una civiltà anche contadina potrà garantirci il futuro”.
A Ronchi di Percoto (Udine), quando ha ritirato il premio, Silvia Pérez-Vitoria ha detto: “Bisogna invertire l’equazione meno contadini-più sviluppo, perché più contadini ci sono in una società, più quella società avrà probabilità di sopravvivere. L’agricoltura è coinvolta in tutte le sfide principali del nostro tempo: l’emergenza ambientale e idrica, i cambiamenti climatici, l’alimentazione, la sanità, ma anche il tipo di relazioni su cui vogliamo basare le nostre società. (continua…)

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