Dalla Coldiretti, storie di giovani agricoltori che fanno ben sperare per il futuro
C’è chi realizza tetti fatti di piante per migliorare l’efficienza energetica delle case, chi ospiterà nel proprio agriturismo anziani che hanno preferito la campagna alle case di riposo, chi fa da “incubatrice” per giovani licenziati che vogliono reinventarsi imprenditori e chi ha rinunciato allo studio di famiglia per salvare una varietà di agnello in estinzione. Sono le storie di successo di alcuni dei giovani imprenditori della Coldiretti riuniti ieri a Roma nella prima grande assise degli agricoltori under 30, con duemila ragazzi, provenienti da tutte le regioni italiane, per affermare (continua…)
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Più di un magnate sta acquistando ettari di terreni agricoli, sparsi qua e là per il mondo. Perché? Partiamo da un presupposto. Il progressivo spopolamento delle aree agricole mondiali si deve alla scarsa redditività dell’agricoltura. I costi di produzione, infatti, troppo spesso superano quelli di vendita all’origine, mentre sono le filiere di lavorazione e distribuzione a far lievitare i prezzi. Risultato: a rimetterci sono prima il produttore, poi il consumatore. Dato questo teorema ormai dato per scontato, le possibilità future sono due: la fine dell’agricoltura, diventata del tutto anti-economica, oppure l’esplosione degli investimenti, con conseguenti forti aumenti dei prezzi. 




Percy e Louise Schmeiser (nella foto) sono una coppia di anziani agricoltori del Saskatchewan (Canada).
Cominciamo con un applauso. E’ indirizzato a Silvia Pérez-Vitoria, la “pasionaria” dell’agricoltura. All’economista e sociologa, che vive a Parigi, è andato il Premio Nonino 2009 con la motivazione “Solo una civiltà anche contadina potrà garantirci il futuro”.







