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Verona, un’azienda biologica salva la palude di Pellegrina



paludeHanno fatto rivivere la palude di Pellegrina (Verona), recuperando dal degrado una zona umida classificata come “Sito di importanza comunitaria” (Sic), ovvero sito di importanza rilevante, nell’ambito della Cee, nelle regioni biogeografiche alpina e continentale.
La cooperativa Ca’ Magre, un’azienda agricola che produce prodotti biologici, nel 1998 aveva destinato parte del suo bilancio alla tutela della palude e ne aveva affittato per dieci anni, a 1.500 euro l’anno, 8 dei 111 ettari, con l’obiettivo di salvare un’area di grande (continua…)

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bio-daneseLa Danimarca ha davvero una marcia in più. Il tema clou del programma 2009 VisitDenmark per incentivare il turismo è l’ambiente.
Copenaghen (che a fine anno ospiterà la conferenza Onu sui cambiamenti climatici), ha adottato un piano per ridurre entro il 2025 a zero le sue emissioni di gas serra.
Già ora il 51% del cibo utilizzato nelle istituzioni pubbliche (mense scolastiche, ospedali, ecc.) della capitale è biologico. L’obiettivo è di arrivare al 90% entro il 2015.
Molti alberghi, inoltre, hanno ottenuto certificazioni di (continua…)

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bottigliaEcco una vera rivoluzione ecocompatibile nel packaging: è la Sant’Anna BioBottle, la prima bottiglia al mondo di acqua minerale con packaging naturale. Si tratta di una speciale bottiglia prodotta con la bioplastica Ingeo, che si ricava dalle piante anziché dal petrolio.
L’iniziativa della prima bottiglia di plastica 100% vegetale è dell’azienda piemontese Fonti di Vinadio. Sensibile alle tematiche ambientali, convinta che la rivoluzione ecosostenibile possa cominciare dai prodotti di largo consumo (la bottiglia di acqua minerale da 1,5 litri è il formato più venduto del settore e tra i prodotti più venduti in assoluto nel nostro Paese), Fonti di Vinadio è la prima azienda privata a sposare una politica ecocompatibile con un’iniziativa di tale portata. Questo rivoluzionario materiale presenta le stesse caratteristiche del materiale sintetico: stessa leggerezza, robustezza e praticità senza contenere nemmeno una goccia di petrolio. Inoltre, gli studi dimostrano che questa particolare bioplastica non rilascia nell’acqua sostanze, pertanto il (continua…)

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locandina-bioalimenta-il-domani3Eh sì, il consumatore sembra essersi reso conto del fatto che stringi-stringi è lui, alla fine della giostra, ad avere l’ultima parola. A influire, con le sue scelte d’acquisto, su imprese e mercati, al di là delle varie posizioni di potere che si presentano lungo il percorso che porta un prodotto sulla sua tavola. L’indicazione, anche in questo caso, compare nell’indagine condotta da Lega Ambiente su 2000 famiglie italiane (“BioAlimenta il domani”).
Alla domanda relativa alla possibilità dei consumatori di influire attraverso le scelte di acquisto su imprese e mercati, il 44% delle famiglie ha risposto “molto” e il 39% “abbastanza”.
Insomma, c’è consapevolezza.
Così come gli intervistati hanno le idee chiare sull’eccessivo utilizzo di pesticidi e concimi chimici in agricoltura: il 55% delle famiglie è molto d’accordo, il 26% abbastanza, il 9% per niente e l’8% poco.
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foto-bio-2Il 2008 è stato un anno da incorniciare per il consumo di alimenti biologici in Italia. Secondo un’analisi di Coldiretti-Swg, infatti, il mercato ha fatto registrare un aumento in percentuale del 23% e sono ormai quasi 8 milioni i consumatori abituali, mentre ben 7 italiani su 10 hanno inserito prodotti Bio nel carrello della spesa almeno occasionalmente.
Inoltre, l’Italia ha conquistato la leadership produttiva a livello europeo, con oltre un milione di ettari coltivati e circa cinquantamila imprese agricole coinvolte.
Si tratta di un settore di punta del Made in Italy agroalimentare poiché in Italia si trovano un terzo delle imprese biologiche europee e (continua…)

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riciclaggioLega Ambiente attraverso un sondaggio che fa parte del progetto “BioAlimenta il domani” ha fotografato le abitudini alimentari di un target di riferimento del variegato mondo dei consumatori. Un target addirittura tenuto costantemente sotto osservazione, studiato e bombardato con svariati mezzi di persuasione da chi tenta di indirizzare le scelte. Stiamo parlando delle famiglie.
Già, proprio loro. L’obiettivo di pubblicitari, responsabili marketing, manager e comunicatori. Lega Ambiente ne ha intervistate tante, circa 2000, di famiglie, nell’ambito del progetto, che ha coinvolto le scuole italiane secondarie di primo grado, del quale abbiamo già parlato.
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logo-agricoltura-biologica3Domanda facile. Cosa frena il consumo dei prodotti Bio nel nostro Paese? Risposta. Il prezzo elevato. La pensa così più della metà delle circa 2000 famiglie di studenti delle scuole italiane secondarie di primo grado intervistate da Lega Ambiente nell’ambito del progetto “BioAlimenta il domani”.
Ben il 56% delle famiglie interpellate getta la croce sul prezzo, individuandolo come la causa del basso consumo di prodotti biologici. Il 14%, invece, dà la colpa alla difficoltà di reperimento, un altro 14% alla scarsa sensibilità dei consumatori, mentre l’8% individua il problema nell’insufficiente pubblicità.
Opinioni che però contrastano marcatamente con un successivo passaggio dell’intervista. Nell’eventuale acquisto di prodotti biologici, infatti, il 36% degli intervistati dichiara di prestare attenzione alla zona di provenienza del prodotto, il 41% all’etichetta e solo il 5% al prezzo.
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Perché un blog Biologico?



Perché un blog Bio?

Semplice, perché il biologico è la vita e, a dispetto di alcune previsioni, è il futuro. Come conferma la stessa Wikipedia, la biologia è quella materia che studia tutto ciò che riguarda la vita. E proprio di vita si vuole parlare in questo blog.

Il tema è complesso e articolato, addirittura si sfilaccia in mille sottotematiche. Noi ne prenderemo in esame alcune, di vitale importanza.

Parleremo di agricoltura biologica e di alimentazione biologica. Con le conseguenti, pesanti implicazioni: in primis la salute del nostro pianeta, quindi la nostra salute. (continua…)

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silvia-perez-vitoriaCominciamo con un applauso. E’ indirizzato a Silvia Pérez-Vitoria, la “pasionaria” dell’agricoltura. All’economista e sociologa, che vive a Parigi, è andato il Premio Nonino 2009 con la motivazione “Solo una civiltà anche contadina potrà garantirci il futuro”.
A Ronchi di Percoto (Udine), quando ha ritirato il premio, Silvia Pérez-Vitoria ha detto: “Bisogna invertire l’equazione meno contadini-più sviluppo, perché più contadini ci sono in una società, più quella società avrà probabilità di sopravvivere. L’agricoltura è coinvolta in tutte le sfide principali del nostro tempo: l’emergenza ambientale e idrica, i cambiamenti climatici, l’alimentazione, la sanità, ma anche il tipo di relazioni su cui vogliamo basare le nostre società. (continua…)

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locandina-bioalimenta-il-domaniUna famiglia italiana su 4 consuma costantemente prodotti da agricoltura biologica (19% abbastanza spesso, 9% molto spesso) e sempre una su 4 non li consuma quasi mai (26%). Vi è comunque un buon 43% che dichiara di farne uso qualche volta.
E’ questo il dato più eclatante emerso dal sondaggio effettuato da Lega Ambiente nell’ambito del progetto “BioAlimenta il domani”, un percorso di educazione, avviato dallo scorso anno, basato sulla sana alimentazione e destinato alle scuole italiane secondarie di primo grado. Un progetto di divulgazione molto interessante. Tanto per dare l’idea il tema di fondo dell’anno scolastico 2007-2008 era “Coltivazione convenzionale e biologica: una differenza di alta qualità”, quello del 2008-2009 è “Un frutto biologico tutto salute per l’ambiente e per l’uomo”.
Le classi partecipanti all’iniziativa, inoltre, sono state coinvolte in una serie di sondaggi che hanno interessato anche le famiglie (1706) degli studenti. Da qui, il riferimento statistico di una famiglia su quattro che consuma Bio.
La notizia merita alcune considerazioni. Intanto, va detto che il mercato Bio in Italia vale meno del 2% del mercato alimentare globale. (continua…)

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