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“Gli animali si sfamano, l’uomo mangia, solo l’uomo d’ingegno sa mangiare”.
Fisiologia del gusto, Jean Anthelme Brillat-Savarin
Dicono che è una conseguenza dei nostri tempi. Di questi tempi tribolati che stiamo vivendo. E’ comunque un fatto certificato e ricertificato.
Gli italiani sono tornati in cucina. E non si (continua…)

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Michael PollanIl “libero intellettuale del cibo” Michael Pollan (nella foto) il prossimo 26 gennaio riceverà il premio Nonino Risit d’Aur. La cerimonia si svolgerà alle Distillerie Nonino di Ronchi di Percoto (Udine). Si tratta di un prestigioso riconoscimento per lo statunitense che con i suoi libri (In difesa del cibo, Il dilemma dell’onnivoro) e il suo impegno si batte da tempo per un’alimentazione più sana.
Celebre per le frasi a effetto (“…non mangiate niente (continua…)

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Tom Standage è inglese. Ha i capelli castani e gli occhi azzurri. Orecchie grandi e un naso “importante”. Ha 36 anni e ama caffè, birra e rum. Scrive molto bene, non per niente è una firma dell’Economist. I suoi articoli e i suoi libri spaziano tra storia, tecnologia, economia e video-games. A volte mescola il tutto dando origine a un frullato creativo pirotecnico, ma mai scontato. E’, insomma, uno di quelli che io chiamo “comunicatori trasversali”.
Il suo ultimo libro è un brillante incastonato nella roccia grezza. “Una storia commestibile dell’umanità” (Codice Edizioni è l’editore, doppio plauso perché sobbarcarsi la pubblicazione di un libro così oggi rappresenta un’impresa che sconfina nell’eroico). Sono pagine che danno uno sguardo d’insieme sulla storia dell’umanità attraverso il cibo, fattore spesso nascosto (continua…)

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di VANDANA SHIVA
aljazeera

L’agricoltura biologica è “l’unico modo per produrre cibo” senza danneggiare il pianeta e la salute delle persone. I media sono stati improvvisamente inondati da storie che cercano di creare dubbi in merito all’agricoltura biologica. Questo per due motivi: primo, la gente viene nutrita dall’aggressione delle aziende a base di tossine e Ogm; in secondo luogo, la gente sta passando all’agricoltura biologica e ad i suoi prodotti per porre fine alla guerra tossica contro la Terra ed i nostri organismi. (continua…)

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Oxfam, il network internazionale di organizzazioni di Paesi diversi che si prodiga per ottenere un maggior impatto nella lotta globale contro la povertà e l’ingiustizia, lancia il Metodo Coltiva, un modo tutto nuovo di pensare il cibo: come lo compriamo, (continua…)

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All’università Bocconi di Milano mercoledì 30 novembre e giovedì 1 dicembre andrà in scena la terza edizione del “Forum on Food and Nutrition”, organizzato dal Bcfn di Barilla.
Interverranno personaggi autorevoli per fare il punto e tracciare delle linee guide sul cibo e le sue contraddizioni. Una in assoluto (e la più abominevole): la fame che continua ad uccidere. Si parlerà di sprechi, di sovrappopolazione e di nutrizione. Non mancheranno i fautori delle biotecnologie che vedono nella chimica la panacea di tutti i mali.
Il 30 novembre alle ore 9 interverrà Barbara Buchner, direttore del Climate Policy Initiative di Venezia. Che sul Corriere della Sera oggi anticipa un punto nevralgico del suo discorso: “La gente non si rende conto dell’impatto che ha il cibo sull’ambiente e (continua…)

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I consumatori dei Paesi ricchi gettano nella spazzatura più cibo di quanto ne riesca a produrre l’Africa sub-sahariana. Circa un terzo di tutti gli alimenti prodotti per il consumo umano nel mondo, infatti, finiscono nella spazzatura senza neanche passare per la tavola.
La denuncia shock arriva da uno studio commissionato dalla Fao, secondo il quale ogni anno più di un miliardo di tonnellate di rifiuti in tutto il mondo va sprecato e finisce tra i rifiuti. Lo studio raccomanda ai Paesi in via di sviluppo di migliorare la produzione e soprattutto la distribuzione, in modo da fermare lo spreco di così tanto cibo, mentre ai Paesi industrializzati raccomanda semplicemente di ridurre lo spreco.
Tra i risultati principali dello studio, realizzato dall’Istituto svedese per l’alimentazione e la biotecnologia, sono emersi il dato sconcertante che i consumatori dei Paesi ricchi buttano una quantità di cibo, 222 milioni di tonnellate l’anno, pari se non superiore a tutta la produzione alimentare dell’Africa sub-sahariana e che i cibi che finiscono nella (continua…)

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Il Nordafrica in subbuglio è l’emblema di un mondo che cambia. Un incendio popolare che dà adito a tante riflessioni. Con un punto di partenza scatenante: il cibo. La fame, la povertà, il costo delle materie prime alimentari, infatti, sono state e restano un moltiplicatore formidabile di rivoluzioni e cambiamenti. Il cibo, dunque, per il mondo resta il grande tema economico e culturale di oggi e di domani. Un problema che va al di là dell’emergenza denutrizionale, pur drammatica per alcune aree del globo, e si estende all’intero pianeta.
A febbraio l’indice dei prezzi alimentari della Fao ha toccato il nuovo massimo storico. Sui prezzi dei cereali alle stelle le scuole di pensiero sono fondamentalmente due. Chi dice (come il premio Nobel per l’economia Paul Krugma) che dietro il rialzo ci sia la siccità e la crescente domanda cinese (che riguarda tutte le materie prime, dal petrolio, ai minerali, ai prodotti alimentari), fattori che determinano un’economia surriscaldata dei mercati emergenti, capace di fagocitare prodotti in un vortice inflazionistico. (continua…)

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albertoneVorrei mangiare più sano ma non ci riesco, è questa l’affermazione che più e meglio descrive il proprio rapporto con il cibo di quasi il 37% degli italiani (quasi 4 italiani su 10), quota che sale al 40,5% tra i 30-44enni, ad oltre il 40% tra le donne e sopra il 43% tra le casalinghe. E’ quanto emerge dall’interessante primo rapporto Coldiretti-Censis sulle abitudini alimentari degli italiani dal quale si evidenzia che i “frustrati” sono in numero superiore al quasi 33% degli italiani che dichiara di seguire una dieta sana perché l’alimentazione è tra i fattori importanti per la salute, e sono soprattutto gli anziani (40,3%) e i laureati (37,6%) a praticare questa tendenza salutista.
Un altro punto del rapporto che fa riflettere e il cosiddetto (continua…)

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miele_acaciaI piatti italiani sono il massimo per scatenare l’eros. Ad affermarlo sono 7 esperti su 10. Per loro, il legame tra cucina e stimolo sessuale è fortissimo e ad “accendere” il desiderio sono soprattutto gli ingredienti e i prodotti del made in Italy. Caduto quindi dei miti. Uno su tutti, le tanto conclamate ostriche e champagne. Ma non solo. E’ finita anche la moda del caviale o dei crostacei. Adesso i veri interruttori della sensualità diventano le spezie, come il peperoncino (61%), i formaggi, soprattutto quelli italiani (58%), e il vino rosso (25%).
Tutto questo emerge da uno studio promosso dalla rivista “Vie del Gusto” e condotto su 110 sessuologi e nutrizionisti, intervistati sul rapporto tra desiderio sessuale e cibo. Se per il 47% di loro questo legame tra cibo e desiderio è soprattutto “mentale”, per il
46% c’entra anche la “chimica”.
Quali, dunque, gli ingredienti afrodisiaci? Oltre al peperoncino, in grado di stimolare il Vip (Vasoactive intestinal polipeptide), un ormone scoperto negli anni (continua…)

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