Povertà africana, si lavora perché la pratica dell’agricoltura Bio diventi una soluzione
Le emergenze umanitarie che le regioni africane vivono, spesso relazionate ad eventi climatici straordinari, hanno origini ben precise. Non sono altro che il risultato degli effetti combinati (crisi ambientali e umanitarie) di scelte politiche nazionali ed internazionali neoliberali dettate dalla ricerca del profitto da parte delle multinazionali. Multinazionali che sulle risorse di questi territori hanno esteso i loro tentacoli.
Le conseguenze nefaste di queste scelte, che portano a un’insicurezza ambientale e alimentare non solo locale ma globale, hanno determinato, nella realtà africana, la cacciata dalle terre dei contadini locali, i quali oggi sono ridotti ad uno stato di povertà assoluta, anche a causa dello sfruttamento intensivo dei suoli imposto dalle grandi corporations. (continua…)

Il Nordafrica in subbuglio è l’emblema di un mondo che cambia. Un incendio popolare che dà adito a tante riflessioni. Con un punto di partenza scatenante: il cibo. La fame, la povertà, il costo delle materie prime alimentari, infatti, sono state e restano un moltiplicatore formidabile di rivoluzioni e cambiamenti. Il cibo, dunque, per il mondo resta il grande tema economico e culturale di oggi e di domani. Un problema che va al di là dell’emergenza denutrizionale, pur drammatica per alcune aree del globo, e si estende all’intero pianeta.
Prima di tutto combattere gli sprechi. Poi l’agricoltura biologica. Sono queste le indicazioni strategiche dettate dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep), attraverso il rapporto dedicato alla crisi alimentare e pubblicato in occasione della recente riunione annuale a Nairobi.











