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Il grano saraceno Bio di Francesco di LibertoBuon miele di Sicilia e grano di antiche popolazioni. Questa l’idea che ha realizzato Francesco di Liberto, giovane imbianchino e cartongessista di Caltagirone. La ceramica in quella cittadina è ricca di colori e straordinaria nelle sue forme, eppure questa vivacità creativa sembra attecchire anche nelle cose del quotidiano, del lavoro, e in questo caso anche nell’agricoltura. (continua…)

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Verso una “serrata” degli alveari contro i neonicotinoidi?



http://www.mieliditalia.it/index.php/il-declino-delle-api/api-ambiente-agricoltura-e-pesticidi/80327-dal-15-al-22-dottobre-la-prima-serrata-degli-alveari-ditalia

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“Il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia europea sulla causa che oppone l’apicoltore Karl Heinz Bablok al Land della Baviera è l’ennesima dimostrazione del fatto che la coesistenza in campo aperto tra coltivazioni tradizionali e coltivazioni Ogm è semplicemente impossibile”, è il duro commento di Andrea Ferrante, presidente nazionale di Aiab, sulla controversia tedesca che ha portato l’avvocato generale della Corte di giustizia europea a concludere che il miele in cui è riscontrabile la presenza di polline di mais Ogm, nella fattispecie Mon 810, e gli integratori alimentari a base di polline contenenti contaminazioni della medesima varietà di mais, devono essere soggetti a un’autorizzazione all’immissione in commercio e devono essere etichettati come Ogm, indipendentemente dal fatto che tale materiale sia stato incluso intenzionalmente o meno.
Ricordiamo il caso in questione. Nel 1998, l’impresa Monsanto ha ottenuto un’autorizzazione all’immissione in commercio del mais geneticamente (continua…)

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pesticidiLe due associazioni apistiche nazionali Fai e Unaapi hanno presentato ai Ministeri della Salute Ferruccio Fazio e dell’Agricoltura Giancarlo Galan una motivata richiesta formale perché sia deciso il definitivo ritiro dell’autorizzazione d’uso dei concianti del mais. Chiedono, in sostanza, che venga reso definitivo lo stop alle sostanze chimiche responsabili della morte di milioni di api in Italia.
La lettera è accompagnata da nota tecnica esplicativa. La richiesta, a nome dell’apicoltura italiana, è fondata da un lato sulla consapevolezza che gli accertamenti scientifici in atto, con il progetto di ricerca, pubblico e indipendente, Apenet, non possano che confermare il non rimediabile effetto tossico su api (continua…)

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mieleE’ una proteina il componente finora “segreto” contenuto nel miele e capace di uccidere i batteri. La defensina-1, che si trova nel sistema immunitario delle api, è stata scoperta durante uno studio condotto dai ricercatori del Centro Medico Accademico di Amsterdam, che ha chiarito la base molecolare dell’attività antibatterica.
La notizia è stata pubblicata sulla rivista della Federazione delle Società americane di biologia sperimentale, Faseb journal, dove si anticipano i possibili usi antibiotici: la proteina (continua…)

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orso-campagnaL’orso va pazzo per il miele, soprattutto se è biologico, e allora la Rigoni di Asiago glie ne offre un quintale per soddisfare una fame che sta facendo un po’ di danni tra gli agricoltori e gli allevatori dell’Altopiano vicentino.
Tutto questo merito dell’orso Dino, diventato una star mediatica da quando scorrazza sull’Altopiano.
La sua storia è diventata un tormentone all’italiana. Ripresosi dal letargo con una gran fame, Dino (nome in codice M5, è munito di un radiocollare con il quale la Forestale segue i suoi spostamenti) fa notizia perché sulla sua strada divora pollai, conigliere, asini e alveari.
Fatto sta che l’orso dell’Altopiano ha diviso l’Italia in due: chi lo vorrebbero libero, chi catturato e rispedito in Slovenia da dove, pare, sia partito.
Il Comune di Asiago si è schierato con l’orso, facendolo diventare un vero e proprio testimonial turistico dell’Altopiano. Lo slogan della pagina pubblicitaria dice tutto: “Io sto con l’orso. Io sto ad Asiago”. (continua…)

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alveareLe adozioni in campo agricolo e naturalistico vanno di moda. Adesso tocca al miele. “Miele biologico: adotta un alveare”, questo è, infatti, lo slogan lanciato dalla fattoria rurale biologica Canais (da diversi anni a S. Margherita del Gruagno, antico borgo nel comune di Moruzzo – Udine – produce miele biologico di api allevate in Friuli) che, per il secondo anno consecutivo, invita tutti a godere della natura per conoscerla più a fondo e imparare a rispettarla. Anche chi è costretto in città, dunque, potrà ricavarsi un piccolo angolo agreste: l’azienda a conduzione familiare promuove le visite e “una mano in più è sempre gradita”, scherza il titolare, Giuliano Marini.
(continua…)

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mieleL’Italia è il Paese del miele. Ogni angolo di campagna o di montagna è contraddistinto da un particolare tipo di miele, un prodotto particolarmente legato al proprio territorio di produzione, in quanto le sue caratteristiche organolettiche e di composizione derivano principalmente dal tipo di fiori bottinati dalle api per produrlo. Tanti tipi di miele italiano, dunque, che vale la pena studiare.
A Montalcino, in Toscana, per la prima volta in Italia, sta partendo un progetto di ricerca, promosso dalla Provincia di Siena, assieme al Dipartimento di Scienze ambientali dell’Università di Siena, finalizzato alla mappatura dei pollini tipici del territorio. Il tutto avverrà attraverso avanzatissime tecniche di biologia molecolare: l’obiettivo è la creazione di una vera e propria “carta d’identità” del miele, che possa caratterizzare con certezza l’origine geografica dei vasetti (continua…)

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miele-da-spremereSarà per solidarietà con le api sopravvissute alla moria dei pesticidi, fatto sta che quest’anno gli italiani stanno incrementato in maniera vertiginosa i loro consumi di miele, nella misura del 150%, passando da 400 a 600 grammi a testa.
Il dato emerge da una ricerca svolta dall’Unione degli apicoltori italiani tra i propri associati: sia gli apicoltori che vendono nel circuito diretto, sia gli operatori di maggiori dimensioni che operano nelle varie tipologie di distribuzione, confermano infatti un incremento notevolissimo dei volumi di vendita.
“Dalla nostra inchiesta – afferma Francesco Panella, presidente dall’Unione degli apicoltori italiani – è emerso un fenomeno importante, di particolare interesse in questo momento di crisi dei consumi e delle disponibilità economiche delle famiglie, ovvero un incremento significativo di consumo di miele pro-capite, che è schizzato a 600 grammi”. (continua…)

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apeCinquantamila alveari contaminati, dimezzata la popolazione delle api sul territorio nazionale con una perdita di produzione di miele che varia dal 40 al 60%, per un danno economico stimato, dagli apicoltori, in 250 milioni di euro.
Sono questi i pesanti numeri della moria delle api in Italia. Moria provocata dalle nuove molecole neurotossiche usate sempre di più nelle coltivazioni attraverso i pesticidi. Uno sterminio che il ministero del Lavoro e della salute sembrava voler combattere con un decreto che sospendeva l’uso dei pesticidi. Un passo fondamentale per produrre un prodotto (il miele) più sano e sostenibile con l’ambiente.
Adesso, però, scopriamo che la corsa per salvare le api ha una scadenza. E piuttosto ravvicinata.
(continua…)

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