Il Perù è più avanti, moratoria di 10 anni contro gli Ogm
Una moratoria di dieci anni in Perù contro gli Ogm per proteggere l’agricoltura biologica peruviana e la libertà degli agricoltori nei confronti delle multinazionali sementiere. Un provvedimento, questo, già approvato il giugno scorso dal parlamento precedente, ma arenatosi nel suo iter legislativo per via del presidente allora in carica, Alan Garcia, favorevole alle sementi geneticamente modificate. Ma adesso, il Congresso Unicamerale del Paese, fra i maggiori esportatori di prodotti biologici, ha adottato quasi all’unanimità la moratoria che vieta l’ingresso e la produzione in Perù di organismi geneticamente modificati per ogni tipo (continua…)
È tornato in libreria in edizione aggiornata “L’ape e l’architetto”, il libro che sostiene la necessità di dover guardare alla scienza anche come luogo di riproduzione dei rapporti politici tipici del contesto socio-culturale in cui la stessa scienza è prodotta: in poche parole, il saggio mette in discussione il concetto di una scienza oggettiva, assoluta e super partes. Un libro che fa riflettere ancora oggi (la prima edizione risale a metà degli anni Settanta), anzi, soprattutto oggi che le api devono fare i conti (in tribunale) con l’ingegnere genetico.
Quella passata, è stata una settimana difficile per il biologico. Trentanove sono, ad oggi, le persone decedute a causa dell’infezione da Escherichia coli scoppiata in Germania. È l’ultimo dato diffuso dalle autorità sanitarie europee. A distanza di più di un mese dalle prime evidenze, restano non spiegati molti aspetti relativi alla genesi di un caso che ha determinato paura, calo dei consumi, perdita di reddito da parte degli agricoltori, contraccolpi sull’affidabilità delle istituzioni preposte alla tutela della salute e che ha investito il biologico a causa dell’individuazione del focolaio in un’azienda del settore, la Gaertnerhof Bienenbuettel, in bassa Sassonia.
“Il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia europea sulla causa che oppone l’apicoltore Karl Heinz Bablok al Land della Baviera è l’ennesima dimostrazione del fatto che la coesistenza in campo aperto tra coltivazioni tradizionali e coltivazioni Ogm è semplicemente impossibile”, è il duro commento di Andrea Ferrante, presidente nazionale di Aiab, sulla controversia tedesca che ha portato l’avvocato generale della Corte di giustizia europea a concludere che il miele in cui è riscontrabile la presenza di polline di mais Ogm, nella fattispecie Mon 810, e gli integratori alimentari a base di polline contenenti contaminazioni della medesima varietà di mais, devono essere soggetti a un’autorizzazione all’immissione in commercio e devono essere etichettati come Ogm, indipendentemente dal fatto che tale materiale sia stato incluso intenzionalmente o meno.
















