Benvenuti nel Blog del Biologico in Italia.
Se ti interessi o ti occupi di Bio e vuoi contribuire allo sviluppo di questo progetto, contattaci!


Gli oli biologici isolani confermano l’Italia ai vertici dell’olivicoltura Bio mondiale. A sancirlo è il principale verdetto del Premio Biol, la kermesse internazionale riservata ai migliori oli Bio, che da 16 anni assegna in Puglia i più importanti riconoscimenti mondiali del settore.
Il miglior olio biologico del 2011 è l’extravergine sardo “S. Andria”, dell’oleificio Sandro Chisu di Orosei (Nuoro): è risultato il migliore assoluto tra gli oltre 380 oli in gara, giunti da 19 Paesi, per una copertura pressoché completa dell’olivicoltura internazionale.
E dalla Sicilia arriva il secondo posto, aggiudicato al “Dop Valli Trapanesi”, dell’azienda biologica Titone.
Terzo piazzamento per il “moraiolo toscano” dell’azienda Cesare Buonamici di Fiesole (Firenze).

0 commenti | scrivi un commento




olioIl primo Campionato del mondo dell’olio Extravergine di oliva si è concluso felicemente a Shanghai, nel corso dell’Expò 2010, nel padiglione italiano.
Per la categoria Biologico il primo posto è andato all’azienda Ceraudo Roberto di Strongoli (Crotone), il secondo all’azienda Librandi di Vaccarizzo Albanese (Cosenza) e al terzo posto l’azienda il Bicchieraio di Pomino (Firenze).
Corrado Tropea, uno dei “tecnici” selezionatori del campionato, ha osservato: “La manifestazione ha fatto emergere che vi sono diverse nazioni che producono ottimo olio. Alcuni oli stranieri non avevano nulla da invidiare a quelli italiani, anzi, in alcune categorie sono risultati superiori. Quelli italiani hanno primeggiato nel settore biologico, una categoria che si sta affermando sempre di più, ma anche qui non è il caso di adagiarsi sugli allori. Oggi non è più sufficiente dire olio italiano per essere considerati migliori, bisogna ripensare le nostre produzioni intervenendo nei punti critici emersi”.
Quest’anno, per altro, ricorre in Italia il cinquantesimo anno della (continua…)

0 commenti | scrivi un commento




badiaBadia a Coltibuono esiste da 1.000 anni a Gaiole in Chianti (Siena). “L’Abbazia del buon raccolto” è un ex complesso monastico dei vallombrosiani, del 1051, trasformato prima in fattoria e poi in azienda nel XIX secolo quando fu acquistato, nel 1846, da Michele Giuntini, banchiere fiorentino, antenato degli attuali proprietari, la famiglia Stucchi Prinetti. E’ dopo la Seconda guerra mondiale che l’azienda, sotto Piero Stucchi Prinetti, inizia un percorso di modernizzazione, iniziando ad imbottigliare (continua…)

0 commenti | scrivi un commento




olioUna rete transnazionale per la valorizzazione dell’olio d’oliva biologico mediterraneo. Questo l’obiettivo di BiolMed, progetto comunitario per la valorizzazione della competitività dell’olivicoltura biologica mediterranea, che vede insieme Italia, Spagna, Malta e Grecia.
Il progetto, nato nell’ambito del Premio Biol, la kermesse internazionale sull’olio Bio che da quindici anni pone la Puglia al centro dello scenario mondiale del settore, prevede, appunto, la creazione di una rete permanente transnazionale costituita dai Circoli della Qualità del Biol, sportelli regionali a sostegno delle aziende agricole che mirano a migliorare la qualità (continua…)

1 commento | scrivi un commento




olioL’Italia, in particolare la Sicilia, si confermano ai vertici d’eccellenza dell’olivicoltura biologica mondiale. E’ infatti l’extravergine siciliano Primo Bio dei Frantoi Cutrera di Ragusa il miglior olio biologico del 2010. Questo olio, vince il Premio Biol, la kermesse internazionale riservata ai migliori oli bio, che da quindici anni in Puglia assegna i più importanti riconoscimenti mondiali del settore.
Il Primo Bio è risultato il migliore in assoluto tra i circa 350 oli in gara giunti da 17 Paesi, per una copertura pressocché completa dell’olivicoltura internazionale. Secondo posto suddiviso ex aequo tra (continua…)

0 commenti | scrivi un commento




olioChe sia biologico. Che sia a denominazione di origine protetta. E che sia italiano al 100%, certificato e di qualità. Questo è quanto chiede il mercato statunitense per quanto riguarda l’olio extravergine di oliva prodotto in Italia. Una richiesta emersa prepotentemente durante il seminario organizzato per la stampa specializzata da Unaprol, il Consorzio olivicolo italiano, e Veronafiere, in occasione del “Vinitaly Usa”, un tour organizzato a Miami e Palm Beach, in Florida.
Secondo i dati elaborati dall’osservatorio di Unaprol, negli Usa il consumo di olio di oliva rappresenta meno del 2% del consumo totale di grassi vegetali. Oltre il 60% dell’olio extravergine di oliva, invece, viene assorbito dalla domanda dei grandi centri urbani, dove è più forte la concentrazione di italoamericani, ovverosia New York, San Francisco, Boston, Los Angeles, Filadelfia, Miami e Chicago.
(continua…)

5 commenti | scrivi un commento



    Pagina 1 di 11