Prezzo basso = cibo scadente = scandali alimentari. Rivediamo il rapporto con il cibo, legandolo all’ambiente e alla salute
Gli ultimi scandali alimentari della diossina Made in Germania fanno da megafono a una situazione degenerativa che ci vede, come consumatori, spettatori indifesi di una partita senza scrupoli che si sta giocando sulle nostre teste: quella dei prezzi a discapito della qualità dei prodotti.
Tutto è riconducibile a parecchi anni fa, quando le catene della Grande distribuzione “avvertirono” i produttori: “I nostri clienti devono spendere poco per mangiare”.
Una strategia dettata dal rispetto del consumatore e dall’etica commerciale? Tutt’altro.
Ben presto l’avviso divenne un vero e proprio diktat della Gdo alle aziende: “Quel prodotto alimentare me lo devi dare a questo prezzo, prendere o lasciare”.
Per stare al gioco, cioè sopravvivere, i produttori dovettero adattare i loro prodotti al prezzo di vendita (imposto dalla Gdo). (continua…)

Che sia biologico. Che sia a denominazione di origine protetta. E che sia italiano al 100%, certificato e di qualità. Questo è quanto chiede il mercato statunitense per quanto riguarda l’olio extravergine di oliva prodotto in Italia. Una richiesta emersa prepotentemente durante il seminario organizzato per la stampa specializzata da Unaprol, il Consorzio olivicolo italiano, e Veronafiere, in occasione del “Vinitaly Usa”, un tour organizzato a Miami e Palm Beach, in Florida.










