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franciacortaLa crisi e il vino. Viste da Mattia Vezzola e Stefano Capelli, gli enologi di Bellavista e Ca’ del Bosco, il massimo per storia e dimensioni della Franciacorta, intervistati dal Giornale di Brescia. Loro vedono il futuro tutt’altro che grigio. Anzi, lo vedono…biologico. Secondo loro, si salveranno (si stanno già salvando) i vini di territorio, quelli che esprimono storia e passione. La crisi, inoltre, riguarda i vini costruiti per inseguire il mercato.
Faticano, insomma, Vezzola e Capelli ad inquadrare il momento di mercato con una crisi lineare del vino. Forse perché entrambe le aziende franciacortine “non ne hanno risentito”.
“Il settore è ciclico, lo è sempre stato – osserva Stefano Capelli -. (continua…)

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cantine-notaioAssegnate a Roma le medaglie di BiodiVino, la rassegna curata dalle Città del Bio che premia i migliori vini biologici e biodinamici d’Italia. Un vino passito, il Basilicata Igt l’Autentica 2007 di Cantine del Notaio, ha ottenuto il maggior punteggio (91,80), conquistando la prestigiosa medaglia d’oro, assegnata anche ad altre 15 eccellenti etichette. Il Sicilia Igt rosso 2008 della cantina Buceci è invece il primo vino in assoluto, con un punteggio di 89.25.
Ad altri 57 vini sono andate le medaglie d’argento e 75 quelli che sono stati insigniti della Gran menzione di merito. La rassegna BiodiVino, organizzata dall’ associazione Città del Bio, (continua…)

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vinoLa Ue che respinge la proposta di certificazione del vino biologico fintantoché le grandi lobby non si metteranno d’accordo era un provvedimento che girava nell’aria.
E farne le spese sono, come sempre, i piccoli produttori. I quali già mal sopportano, giustamente, il paradosso di certificare un prodotto senza pesticidi, mentre chi produce vino convenzionale per legge non deve specificare nulla.
A questo punto, è necessario fare qualche osservazione sul vino biologico, con annessi e connessi.
Premessa. Come già detto più volte, il vino biologico ancora non esiste o, meglio, esiste ma non è certificabile. In etichetta si può scrivere “vino proveniente da uve biologiche”. (continua…)

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chiantiLa Commissione europea ha ritirato il progetto di normativa per il vino biologico. E’ avvenuto oggi, a sorpresa, al Comitato di regolamentazione per il biologico. I 27 Stati membri dell’Ue si erano riuniti a Bruxelles per esprimere un voto sul documento.
“Il progetto sul vino biologico è stato ritirato dalla Commissione perché non si è trovato un compromesso credibile che rispetti dei reali standard biologici rispetto a quelli in vigore per il vino convenzionale”, ha commentato Roger White, portavoce del commissario Ue all’agricoltura Dacian Ciolos.
“La Commissione – ha aggiunto il portavoce – preferisce attendere, eventualmente anche qualche anno, piuttosto che (continua…)

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manzatoL’Unione Europea si divide sul vino biologico. Il Comitato di regolamentazione dei 27 per il biologico, infatti, ha deciso di rinviare ad una prossima riunione il voto sul progetto della Commissione Europea per regolamentarne la produzione in Europa.
La proposta è stata esaminata dai rappresentanti dei 27 per il settore e una maggioranza di Paesi – essenzialmente del Nord Europa, Francia compresa – ha respinto la proposta di Bruxelles su una presenza di solfiti nel vino pari a 100 milligrammi il litro per i vini rossi e 150 per i vini bianchi e rosè.
Una maggioranza di Stati membri si è, invece, allineata su un compromesso presentata da Parigi e Berlino che suggerisce, invece di autorizzare, solfiti fino a 120 milligrammi il litro per i rossi e 170 per i bianchi e i rosè, ossia livelli di poco inferiori a quelli attualmente consentiti per i vini convenzionali: rispettivamente 150 e 200 milligrammi.
In generale, il progetto della Commissione Europea è stato (continua…)

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chiantiSe siete in vacanza in Toscana o se siete di passaggio in quella regione, notoriamente terra di vini, vi consigliamo di degustare qualche vino biologico e biodinamico delle province di Siena e Arezzo.
La scelta è ampia. Su una superficie regionale di 62mila ettari, la viticoltura biologica rappresenta, infatti, circa il 10% (con 6.242 ettari). Le aziende vitivinicole che attuano il metodo di coltivazione biologico sono 1.043, e corrispondono al 43% degli operatori biologici della Toscana, con un incremento rispetto al 2000 del 137% in numero e dell’85% in superficie. (continua…)

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