Aziende Bio al femminile: più giovani, istruite e con maggiore attività

L’agricoltura biologica si tinge sempre più di rosa.

Lo rende noto l’Aiab, nel mese delle donne, riportando alcune note tratte da elaborazioni di dati Istat. Differenziazione attività: Maggiore propensione delle donne ad organizzare, oltre alla produzione agricola, attività di agriturismo, trasformazione dei vegetali, fattorie didattiche, attività ricreative e sociali.

Istruzione. Nelle aziende Bio il capo azienda è mediamente più istruito che nelle aziende convenzionali. Questo è un po’ più vero se a capo dell’azienda Bio c’è una donna: Il 55% ha, infatti, almeno un diploma a fronte del 27% del complesso delle aziende femminili;
Età. Rispetto al complesso delle aziende femminili quelle Bio hanno capi azienda decisamente più giovani. Nelle aziende Bio femminili il 58% dei conduttori ha meno di 52 anni, mentre nell’agricoltura convenzionale nel complesso delle aziende femminili la metà dei capi azienda ha oltre 60 anni e il 67% ha oltre 53 anni.
Resistenza. Le aziende biologiche negli ultimi 10 anni hanno mostrato una maggiore “resistenza” (“solo” -1,2% Bio vs -24,7% del totale delle aziende). Tale resistenza è principalmente imputabile alle aziende Bio al femminile (+20% F vs -8% M). Distribuzione sul territorio: le aziende Bio al femminile sono concentrate soprattutto nel Sud e nelle isole (62%), però le regioni più virtuose in termini di presenza (%)rosa nelle aziende biologiche sono: Piemonte(39%), Liguria(40%), Toscana (37,6%) Umbria e Campania (36%).
La presenza femminile nell’agricoltura italiana, di per sé un cambiamento di rotta rispetto alla vecchia dominanza maschile, significa anche innovazione. La rosa di attività rurali, con il contributo femminile, si amplia, ci sono splendidi esempi di trasformazione dei prodotti attraverso il riuso: l’utilizzo degli scarti della vinificazione per realizzare matite colorate ed imballaggi; la coltivazione dell’aglio ripensata nell’ottica di nuovi tipi di commercio; l’invenzione di un mestiere: il designer della paglia. E poi gli agriasilo, la pet-therapy, l’adozione di piante e animali online, l’agricoltura biologica, mercato di cui le donne sono traino, per la produzione e la consumazione.

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